TEASER TUESDAY #9

Buuuuongiorno lettoriiiiii! Siamo già alla fine di gennaiooo! È incredibile come il tempo passi in fretta! Comunque, anche oggi parliamo di libri con un teaser tratto da un altro libro datomi da recensire da Destinazione Libri.

Regole:

  1. Prendi il libro che stai leggendo.
  2. Aprilo ad una pagina a caso.
  3. Condividi un estratto di quella pagina.
  4. Occhio agli spoiler! Assicurati di non dire troppo (nuooooooo).
  5. Riporta titolo ed autore, così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dal teaser.

Da Zaira di Carola Baudo:

A un tratto sentii dei passi dietro di me.
«Chi è un gran figo?». Chiara era appena arrivata, bagnata fradicia, con il suo trench rigorosamente alla moda e il cappellino Louis Vuitton.
«Ehm, il professore» balbettò Farah, squadrandola. «Anzi, forse è il caso che ci sbrighiamo visto che siamo in ritardo».
Quel giorno la lezione fu più noiosa che mai; ognuno di noi pensava ad altro e io, come al solito, guardavo fuori dalla finestra. La pioggia scendeva incostante sul marciapiede e a malapena si scorgevano gli alberi. Per un attimo avrei voluto essere sotto l’acqua. Avrei voluto che quel momento passasse in fretta, avrei voluto dimenticare il passato, dimenticare lui e ricominciare. Per me stessa. A parole sembrava facile, eppure ogni notte facevo i conti con lo stesso pensiero, lui era ovunque, lo cercavo in mezzo alla gente, in ogni ragazzo, pettinatura o modo di esprimersi. Ma lui era andato via, dovevo abituarmi a quell’idea, ormai.

Cosa ne pensate ragazzi? Se volete saperne cosa ne penso io, giovedì uscirà la recensione di questo romanzo in cui vi darò un bel po’ di informazioni a riguardo!

A presto!

eri gibbi

©

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4 pensieri su “TEASER TUESDAY #9

  1. Renée Knight – La vita perfetta

    La porta resta chiusa. Digita il numero che le ha dato Kim. Sente il telefono squillare all’interno. Risponde una voce. «Salve, purtroppo non siamo in casa…» Una voce femminile. Nancy Brigstocke. Non può lasciare un messaggio a una persona morta. Ha bisogno di incontrarlo, di costringerlo ad ascoltare, di fermarlo. È certa che sia in casa. Si accovaccia infilando il braccio esile nella buca delle lettere. Entra fino al gomito. Lo torce cercando di arrivare alla maniglia, ma non ci riesce e lo ritira. Accosta il viso allo sportello della posta.
    «So che ha il mio numero. Mi chiami, e parli stavolta.

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