RECENSIONE: LA MISURA DELLA FELICITÀ di Gabrielle Zevin

TITOLO: La misura della felicità9788842923497_0_0_300_80

AUTORE: Gabrielle Zevin

EDITORE: Nord

GENERE: Narrativa straniera moderna e contemporanea

PUBBLICAZIONE: 2014

PREZZO: € 16.00 cartaceo; € 6.99 e-book

PAGINE: 313 p., rilegato

Prime righe:

Moglie uccide marito con cosciotto d’agnello, poi si sbarazza dell’ <<arma>> facendola mangiare ai poliziotti. Un Dahl di buon livello, anche se Lambiase dubita che una casalinga esperta cucinerebbe davvero un cosciotto d’agnello nella maniera descritta, cioè senza scongelarlo, senza insaporirlo, senza marinarlo.

TRAMA:

Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di “abbassare i prezzi”. Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all’infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: “Questa è Maya. Ha due anni. È molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata.” Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l’esistenza. Perché Maya è animata da un’insaziabile curiosità e da un’attrazione istintiva per i libri – per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell’affascinante mosaico di parole che riempie le pagine – e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore…

RECENSIONE:

Allora lettori, la copertina mi piace, è molto semplice secondo me. Sfondo beige con l’immagine di A.J. e Maya, più qualche libro, in nero lucido mi piace molto così come vedere un padre che alza la propria figlia, perché Maya sarà questo per A.J. Il titolo originale è The Storied Life of A.J. Fikry e non capisco perché non mantenere un’esatta traduzione in italiano! Anche un titolo semplice semplice come La storia di A.J. Fikry poteva andare no? Io penso, ma è solo un’opinione personale, che il titolo La misura della felicità sia stato scelto solo per attirare pubblico. Probabilmente la gente quando vede titoli contenti la parola felicità è più propensa a leggere la trama ed eventualmente poi comprare il libro. Leggere La vita di…ci potrebbe far pensare “no no non leggo biografie” pur trovando il libro nella sezione narrativa ma il nostro cervello decide di non collaborare e ci fa pensar male! Comunque questo titolo in italiano non lo vedo proprio appropriatissimo seppur bellissimo! La trama secondo me è un po’ fuorviante! Verissimo che A.J. non apprezza i libri che vende e che ha gusti forse sofisticati, verissimo che Maya gli cambia la vita ma non c’è solo questo!! Io mi aspettavo un intero libro su A.J. e Maya ma non è così! Nel corso della storia incontreremo vari personaggi, molto importanti per A.J., chi più chi meno, e tutti avranno un loro spazio, una loro storia in cui ci renderemo conto che i libri hanno avuto un ruolo fondamentale a migliorare la loro vita. Alla fine mi sono resa conto che I LIBRI sono i veri protagonisti di questo racconto! E ne sono felicissima perché i libri hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia di vita ed era ora che qualcuno dedicasse loro un libro apposito per far comprendere quanto hanno da offrirci. Non capisco perché scrivere questa trama! Io avrei scritto una sinossi di modo che i lettori potevano capire fin da subito che in questo racconto i libri hanno cambiato la vita, IN MEGLIO, a tutti i personaggi. Cosa c’è di male? Perché scrivere un libro così e poi spacciarlo per una “semplice” storia d’amore tra un uomo e una bambina? Questo veramente non lo capisco e mi dispiace perché poi è logico leggere recensioni negative di gente che dice che dice che dalla trama si aspettava di più, che è una storietta d’amore banale.. Non lo so, forse l’ho capito io in modo diverso, ma io qui ci vedo UNA STORIA D’AMORE tra UOMINI E LIBRI e mi è piaciuto!

Voto copertina: 5 su 5

Voto titolo: 3 su 5

Voto racconto: 4 su 5

Voto finale: 4 su 5

Cosa ne pensate amici? Avete letto questo libro? Lo leggerete? Fatemi sapere! 😉

A presto!

eri gibbi

©

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2 pensieri su “RECENSIONE: LA MISURA DELLA FELICITÀ di Gabrielle Zevin

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