RECENSIONE: L’arte di essere felici di Pierre Zaoui

TITOLO: L’arte di essere felicil-arte-di-essere-felici_pc

SOTTOTITOLO: Come sopravvivere alle avversità e riscoprire il valore della vita

AUTORE: Pierre Zaoui

EDITORE: Il Saggiatore

GENERE: Filosofia

PUBBLICAZIONE: 2016

PREZZO: € 17.00 cartaceo; € 7.99 e-book

PAGINE: 374 p.

Prime righe:

Ecco un libro che avrebbe voluto celebrare univocamente la vita libera, feconda, innocente, lieta, ma che nel farlo si ancora alle esperienze più ordinariamente sconfortanti e più apparentemente improprie per il discorso filosofico, poiché né gli appartengono del tutto né gli sono del tutto estranee: la malattia, la morte, il lutto e le ricostruzioni a cose fatte, in breve gli sconvolgimenti banali ma dolorosi dell’esistenza.

TEASER:

In quarto luogo, la salute dei malati è una grande salute perché si tratta di una potenza perenne di «innocentimento», di gratificazione della vita ed esclusione della morte. Se non è sola, almeno prioritariamente, la malattia possiede infatti questa potenza di espellere ogni morte dalla vita e di rendere la vita alla sua bellezza senza alcun debito. Nessuno vive più lontano dalla morte di certi malati. Essere malati, infatti, nel caso di una malattia grave, significa quasi sempre essere stati ancor più gravemente malati, e dunque vivere almeno nella possibilità di una vita gratuita, senza vincoli, senza colpe, senza debiti, in cui ogni giorno è un nuovo miracolo, e dunque senza bisogno di distrazioni: la vita appare infine per ciò che è, bellezza leggera e inappropriabile, e non si vuole più appropriarsene, perché farlo sarebbe persino criminale. Nella malattia giace la possibilità inaudita di vivere non più la propria vita ma la vita intera, quella di tutti gli uomini e persino quella della natura intera.

SINOSSI:

Sentirsi disarmati di fronte a una delusione amorosa. Avere paura di non superare un esame. Chiedersi quando finalmente si addolcirà il dolore del distacco. Ci sono occasioni in cui la sfortuna sembra farsi beffe di noi, giorni in cui lo sconforto ci lascia intorpiditi, frustrati; giorni in cui il mondo appare svuotato di senso. Come provare a essere felici nonostante le avversità? Come sopravvivere alla vita? Si può continuare a vivere e ad amare, quando ci si scopre risucchiati nel turbine dei piccoli e grandi problemi dell’esistenza? Questo libro di Pierre Zaoui – una delle voci francesi più autorevoli del pensiero contemporaneo, già autore dell’Arte di scomparire – è un piccolo, irrinunciabile manuale di sopravvivenza: convinto che l’ultima ancora di salvezza contro l’assurdità dell’esistenza sia il pensiero, Zaoui ci guida in una passeggiata filosofica nei territori più impervi della vita, affacciandosi con coraggio persino sugli scoscesi precipizi davanti a cui tanto spesso i sedicenti “intellettuali” arretrano timorosi: l’amore e le sue vertigini, il timore della fine, il dolore del lutto. Con la sensibilità del flàneur, e insieme il rigore del grande filosofo, Zaoui procede per svolte improvvise e accostamenti subitanei, oscilla tra Nietzsche e Flaubert, dirige il suo sguardo sui minuti dettagli del quotidiano che – sommersi dagli stimoli – non sappiamo più apprezzare: i piccoli momenti di tranquillità dell’anima, il piacere del silenzio, i fiori – i più belli – della generosità umana.

RECENSIONE:

Quando mi è stato proposto di leggere questo libro sono corsa a leggere la trama su internet. Il titolo mi ispirava, la trama ancor di più. Trovarlo nel genere della filosofia non mi ha traumatizzato o preoccupato perché sono sempre stata affascinata da questa disciplina, tanto che studiarla per 5 anni alle superiori per me non è mai stato un trauma, cosa che non possono dire molti miei compagni di classe! Il libro però, mi dispiace dirlo, è stato peggio che un trauma. La trama è fuorviante, mooolto fuorviante. È scritta molto bene, scorrevolissima e comprensibile, ecco, il libro è tutt’altro. In particolar modo, l’ho trovato incomprensibile per due principali ragioni. La prima è inerente l’aspetto grammaticale: le frasi sono troppo, troppo lunghe; arricchite da parentesi o da trattini che non fanno altro che appesantire il discorso e renderlo ancora più incomprensibile. La seconda riguarda l’aspetto filosofico. Come ho detto sopra, ho studiato filosofia per 5 anni, all’inizio pensavo che questi pensatori trovassero un argomento su cui parlare, parlare, parlare senza dire nulla e invece poi mi sono ricreduta. È vero, molti filosofi parlano molto quando il succo del discorso è breve ma perlomeno si capisce quello che vogliono dire. Io qui non ho capito nulla. Se voi mi chiedete “ehi Erika, di cosa parla questo libro?”, beh ragazzi, NON LO SO! Certo, posso dirvi che parla di sofferenza, malattia, morte, amore..ma in quali termini vengono trattati questi argomenti proprio non ve lo so dire. Questo libro mi è sembrato un guazzabuglio di idee e di pensieri provenienti da altri filosofi ma non sono riuscita a trovare l’idea dell’autore, la sua opinione. Ho anche pensato che fosse un problema mio (non sono di certo un esperto filosofo) e che professori e filosofi possono apprezzare questo libro ma qualche dubbio ce l’ho! In sintesi, non me la sento di consigliare questo libro, non mi ha insegnato a sopravvivere alle avversità, a riscoprire il valore della vita, tanto meno ad essere felice visto che questa lettura è stata una sofferenza dall’inizio alla fine MA se qualcuno di voi è o conosce qualche filosofo o insegnante di questa disciplina, glielo proponga perché sarei curiosa di sapere cosa ne pensano gli esperti della materia!

Voto: 1 su 5

Non fatevi scoraggiare dalla mia recensione, se siete appassionati di filosofia, se conoscete qualcuno che lo è, leggetelo o proponeteglielo perché sarei veramente curiosa di conoscere altri pareri! Vi lascio comunque il link se siete interessati a leggerlo: L’arte di essere felici

A presto readers

eri gibbi

©

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Un pensiero su “RECENSIONE: L’arte di essere felici di Pierre Zaoui

  1. Pingback: WRAP UP #2 – Marzo 2017 – erigibbi

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