INTERVISTA a Marco Dolcinelli

Buongiorno lettori, oggi torno con un’intervista a Marco Dolcinelli, autore de La vita è un tiro da tre punti.

Ciao Marco e benvenuto nel mio blog. Per rompere il ghiaccio che ne dici di raccontarci qualcosa su di te?

Ciao Erika e grazie a te per lo spazio che mi concedi. Sono nato e cresciuto in provincia di Verona, ma la mia famiglia è siciliana. Mi è sempre piaciuto scrivere e per questo motivo ho studiato giornalismo. Ultimamente però mi sono reso conto che non è proprio la strada migliore per me e ho iniziato a fare altro. Negli ultimi tre anni la mia vita è diventata un po’ nomade. Ho vissuto in Macedonia e in Serbia e da quattro mesi abito in Ungheria. “La vita è un tiro da tre punti” è il mio secondo libro, ma il primo lo abbiamo letto in quattro persone, parenti inclusi.

Il tuo libro, La vita è un tiro da tre punti, è tutta opera di fantasia o ti sei ispirato a qualcuno che conosci e/o a qualche fatto che ti accaduto?

Si tratta di un’opera di fantasia, però ho preso un po’ ispirazione dalla mia esperienza e da quella dei miei amici. Anche noi andavamo spesso al campetto a giocare a basket come i protagonisti del libro e qua e là certi ricordi sono serviti da spunto.

Com’è nata l’idea di questo libro?

Il primo libro che ho scritto era una storia molto complessa e fuori dall’ordinario. Per quanto mi sia divertito a scriverlo, quando si è trattato di trovare una nuova storia da raccontare, mi sono reso conto che avevo voglia di qualcosa di normale e ordinario in cui molta gente potesse immedesimarsi. Ho pensato subito a una storia di amicizia e sport. Alla fine ho scelto il basket perchè mi piace tantissimo ed era quello che si prestava meglio alle vicende che avevo in mente.

Tra Federico, Alberto e Orlando c’è un personaggio che preferisci? Perché proprio lui?

Se proprio devo scegliere, dico Federico perchè è quello che mi somiglia di più. E poi è l’unico che nel libro ha fortuna con le ragazze! Forse non a caso…

Descrivi il tuo libro con sole tre parole!

Semplice, sincero e, spero, divertente. 

Come ti prepari quando scrivi? E quanto tempo dedichi alla scrittura?

Penso molto a quello che voglio scrivere prima di mettermi davanti il computer, a volte pure troppo. Se voglio raccontare qualcosa di complicato butto giù qualche appunto, ma succede raramente. Il tempo che dedico alla scrittura dipende molto dai periodi. Su questo sono abbastanza umorale. Passo mesi senza mettere giù una parola e poi magari finisco un libro in qualche settimana, come è successo con “La vita è un tiro da tre punti”.

Hai mai pensato di rinunciare al mondo della scrittura?

Sono sincero, ogni giorno mi viene da pensare “chi me lo fa fare?”. Però amo scrivere e alla fine il divertimento che provo nel farlo mi fa passare sopra tutte le difficoltà. 

Come affronti le (eventuali) critiche al libro?

Cerco di affrontarle con lo spirito giusto. Arrabbiarsi è inutile. So benissimo che non si può piacere a tutti e che il libro che ho scritto ha molti difetti, ma se poste nel modo giusto, ben vengano le critiche. Alla fine non sono altro che suggerimenti per quello che scriverò in futuro. 

Al giorno d’oggi esistono molti blogger emergenti che si dedicano ai libri. Ne segui qualcuno? Cosa ne pensi?

Da quando ho iniziato a scrivere mi capita di leggere qualcosa, ma mentirei se dicessi che sono un attivo frequentatore di questi siti. Da quello che ho visto c’è un mondo molto attivo, ma forse un po’ troppo chiuso in se stesso. Si tratta però solo di una mia impressione personale e parziale.

Siamo giunti alla fine di questa intervista quindi se c’è una domanda che non ti ho posto e a cui avresti voluto rispondere, è la tua occasione!

Questa è difficile…diciamo questa: c’è qualche altro libro in programma? Di cosa parla? Sì, ci lavoro da un po’. È una storia di amicizia e viaggio ambientata nei Balcani, un posto che adoro.

Bene grazie Marco per essere stato disponibile a fare questa intervista e devo essere sincera, sono state proprio delle belle risposte, anche divertenti! 😉 Io nel frattempo attendo il tuo prossimo libro!

Ringrazio anche voi amici che anche oggi siete stati in mia, anzi nostra, compagnia!

A presto lettori,

erigibbi

©

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2 pensieri su “INTERVISTA a Marco Dolcinelli

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