RECENSIONE IL RIFUGIO di W. Paul Young

TITOLO: Il rifugio il rifugio

AUTORE: W. Paul Young

EDITORE: BUR Rizzoli

PREZZO: € 12.00 cartaceo; € 8.99 e-book

RECENSIONE:

Il protagonista di questa storia è Mack, marito e padre distrutto dal dolore a causa della perdita di una figlia, la più piccola, Missy. Un giorno Mack troverà nella cassetta delle lettere un biglietto misterioso firmato da Pa. Pa è il nomignolo con cui sua moglie si rivolge a Dio. In questo biglietto Mack è invitato da Pa a recarsi al rifugio, il luogo in cui la piccola Missy è stata uccisa da un maniaco. Mack è così chiamato a fare i conti con quel passato che vorrebbe, ma che non riesce, dimenticare; è costretto a fare i conti con quella sofferenza, la Grande Tristezza, che lo ha avvolto quasi completamente, scavando un solco tra lui e Dio.

La storia è narrata da Willie, amico di Mack, che afferma di raccontare i fatti così come gli sono stati narrati da Mack. Si comincia con un tuffo nel passato che ci permette di scoprire com’era Mack prima del tragico evento e ci ritroveremo ad osservare silenziosamente gli eventi che si sono susseguiti nel giorno della scomparsa di Missy. Poi ritorneremo nel presente, scopriremo com’è adesso Mack, come si è trasformato, come si sta lasciando andare ed inizieremo un viaggio tra sogno e realtà in cui farà l’incontro con Dio.

Chi è Dio in questo libro? Dio è tre persone, costituenti quindi la Trinità, due donne e un uomo, nessuno di loro è bianco. Pa si discosta senz’altro dai canoni tradizionali della nostra immaginazione: è una grande donna afroamericana, governante e cuoca, a cui piace farsi chiamare Elousia. Poi c’è Sarayu, custode dei giardini, una donna minuta dai tratti marcatamente asiatici che sembra riverberare nella luce, con i capelli che ondeggiano in tutte le direzioni nonostante non ci sia brezza. Infine c’è Gesù che sembra un uomo mediorientale, vestito da operaio, con cintura degli attrezzi e guanti; ha lineamenti regolari, senza essere particolarmente bello.

I tre accompagneranno Mack in un viaggio di crescita personale in cui lo scopo non è solo farlo riavvicinare a Dio ma anche lasciarsi alle spalle la Grande Tristezza che lo attanaglia, liberarsi della rabbia che prova nei confronti di Dio, smettere di giudicare le persone e Dio in particolare, sviluppare la capacità di perdonare e ricominciare a vivere.

Io non so se voi avete mai perso qualcuno che amavate particolarmente. Io sì, più volte. Ogni volta, oltre al dolore lancinante, ho provato rabbia: in alcune occasioni ho provato rabbia con me stessa per non aver colto la possibilità di stare o di parlare con quella persona prima che mi lasciasse, ma in tutte le occasioni ho provato rabbia nei confronti di Dio. La mia costante domanda era “perchè?”, “perché lui e non qualcuno che se lo meritava?”, “con tutti gli assassini che ci sono in giro, perché lui?”. Se avessi letto questo libro subito dopo il fatto, quando ancora sarei stata piena di rabbia e frustrazione, sono abbastanza sicura che non avrei capito il messaggio e che la mia rabbia non si sarebbe placata. A distanza di anni, in cui posso prendere coscienza del fatto che la mia rabbia si è attenuata di molto, posso dirvi che questo libro non mi è dispiaciuto e che mi ha aiutato ad elaborare ulteriormente i lutti che ancora non sono riuscita a superare completamente. I dialoghi e le spiegazioni che ci sono state all’interno del libro però non sono stati sempre di facile comprensione, non perché fossero scritti male, anzi, ma proprio per la complessità del pensiero di fondo.

In realtà non pensavo che il libro fosse così, non pensavo fosse completamente incentrato su Dio e sul rapporto che si può instaurare con lui a seguito di una perdita. Mi immaginavo qualcosa di diverso e quando ho compreso la piega che stava prendendo il racconto ammetto che mi sono spaventata, pensando che fosse un modo per spingere il lettore a credere in Dio. Alla fine, non credo sia questo lo scopo del libro. A mio avviso è un libro che può essere letto sia dai credenti sia dai non credenti, il punto di vista dell’autore è infatti sicuramente interessante e devo confessarvi che in certi momenti ero così presa dalla storia da immaginarmi che fosse veramente Dio a parlare in questo modo, è stato come se mi fossi dimenticata che questo, alla fine, fosse solo un libro.

Io mi sento di consigliare questo libro a chi, in passato, ha dovuto affrontare un lutto ma anche a chi non ha ancora dovuto affrontare un’esperienza di questo tipo e lo consiglio a chi è credente ma anche a chi non lo è. Può tornare utile, o perlomeno interessante, a tutti voi.

Voto: 4 su 5

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Bene lettori cosa dite di questo libro? Vi interessa? Se invece lo avete già letto ditemi cosa ne pensate! Aspetto i vostri commenti!

A presto lettori,

erigibbi

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WWW Wednesday #2

Buongiorno lettori e ben ritrovati con un altro appuntamento con la rubrica WWW…Wednesday!

What are you currently reading? Cosa stai leggendo?

Ho iniziato Nimona di Noelle Stevenson in inglese, poi sto continuando con I tre moschettieri di Alexandre Dumas, libro che mi porterò appresso per un bel po’ perché sto leggendo un solo capitolo al giorno e infine, Come quando eravamo piccoli, una graphic novel di Jacopo Paliaga e French Carlomagno edito da Bao Publishing.

What did you recently finish reading? Cos’hai appena finito di leggere?

Ho appena finito La ragazza con la notte dentro di Lili Anolik edito da DeAgostini (trovate la recensione qui) e Il rifugio di W. Paul Young edito da BUR Rizzoli la cui recensione uscirà il primo maggio.

What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

I prossimi due libri saranno un’altra graphic novel, La profezia dell’armadillo di Zerocalcare sempre edito da Bao e un libro di poesie, Meglio tardi, che mi ha inviato un autore, Davide Bergamin.

Cosa ne pensate? Voi cosa avete letto? Cosa state leggendo? Cosa pensate di leggere poi? Fatemi sapere!

A presto lettori,

erigibbi

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Teaser Tuesday #23

Buongiorno lettori e buon 25 aprile! Nonostante sia giorno di festa, come ogni martedì anche oggi c’è l’appuntamento fisso con la rubrica teaser tuesday le cui regole sono le seguenti:

  1. Prendi il libro che stai leggendo.
  2. Aprilo ad una pagina a caso.
  3. Condividi un estratto di quella pagina.
  4. Occhio agli spoiler! Assicurati di non dire troppo (nuooooooo).
  5. Riporta titolo ed autore, così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dal teaser.

Da Il rifugio di W. Paul Young:

Gesù rise. «Rilassati; non è un esame, è una chiacchierata. E comunque hai perfettamente ragione. Ma ora dimmi, dove passi la maggior parte del tempo, quando pensi, nella tua immaginazione: nel presente, nel passato o nel futuro?»

Mack ci rifletté un momento. «Temo di dover ammettere che passo ben poco tempo nel presente. Per quanto mi riguarda, penso molto al passato, ma per quasi tutto il resto del mio tempo cerco di capire cosa succederà in futuro.»

«Come moltissime altre persone. Quando io sto con te, lo faccio nel presente… Io vivo nel presente, non nel passato. Anche se si può ricordare e imparare molto, guardandosi indietro, ma solo a brevi intervalli, non indugiando a lungo. E di certo non vivo nel futuro che visualizzi o immagini. Ti rendi conto che la tua idea del futuro, quasi sempre influenzata da qualche paura, non include quasi mai la mia presenza?»

Direi che è capitato un pezzo un po’ particolare ma d’altronde tutto il libro lo è! Se siete curiosi di scoprire cosa ne penso, la recensione uscirà il primo maggio.

A presto amanti dei libri,

erigibbi

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