RECENSIONE SUITE FRANCESE DI IRÈNE NÉMIROVSKY

TITOLO: Suite Francesesuite francese newton

AUTORE: Irène Némirovsky

EDITORE: Newton Compton

PREZZO: € 4.90 cartaceo; € 2.99 e-book

RECENSIONE:

La storia di questo romanzo è molto triste e non mi riferisco solamente alla storia narrata al suo interno ma proprio la storia che circonda il libro e quindi l’autrice. Si tratta di un’opera incompiuta e pubblicata postuma in Francia solamente nel 2004. Il libro doveva essere composta da 5 parti: Tempesta di giugno, Dolce, Prigionia, Battaglie? e La Pace? Purtroppo però nell’agosto del 1942, dopo aver completato solamente Tempesta di giugno e Dolce, la Nèmirovsly fu catturata e deportata come ebrea e dopo un mese morì ad Auschwitz a causa del tifo.

Temporale di giugno è ambientato a Parigi, nel 1940, e il racconto si sviluppa intrecciandosi ad alcuni gruppi di persone dalle diverse classi sociali: la Famiglia Pèricand è molto ricca, imparentata con altre famiglie provinciali dell’alta borghesia; Gabriel Corte è uno scrittore che cerca di scappare da Parigi con l’amante; la Famiglia Michaud è una coppia appartenente alla bassa borghesia e il loro unico figlio, Jean-Marie, è militare e da diversi mesi non dà sue notizie; infine c’è Charlie Langelet un vecchio benestante che ama più le sue porcellane che il prossimo per il quale prova un vero e proprio disprezzo.

Dolce è invece ambientato a Bussy, una piccola città campagnola nella periferia est di Parigi, nei primi mesi dell’occupazione tedesca. La protagonista principale di questa parte è Lucile Angellier che vive in casa della suocera il cui figlio e quindi marito di Lucile è prigioniero di guerra in qualche sperduto campo di concentramento in Polonia.

Devo dire che inizialmente ero spaventata da questo libro. Quando ho letto ‘Némirovsky’ ho subito pensato alla Russia e per nessi logici sono andata a finire su Tolstoj e Guerra e Pace, libro che mi ha fatto passare le pene dell’inferno in una calda e afosissima estate di qualche anno fa. Per fortuna le mie paure erano del tutto infondate. Sebbene abbia fatto un po’ di fatica, almeno inizialmente, ad addentrami nel libro, a leggere con facilità uno stile di scrittura diverso da quello a cui oggi siamo abituati e a ricordarmi i vari personaggi e le loro caratteristiche, posso dire a cuor leggero che questa lettura mi è piaciuta. I temi trattati sono molti, tra i principali c’è sicuramente e per ovvie ragioni la guerra, ma anche l’amore (familiare ed extrafamiliare) e la diversità e sono tutti temi tra loro collegati. Quello che mi è piaciuto di più è stata la capacità della Némirovsky di raccontare dei sentimenti così profondi da parte di persone così “diverse”. Immaginate di essere nella II Guerra Mondiale e di essere un soldato tedesco andato ad abitare a casa di una bella francese di cui vi innamorate o viceversa immaginate di essere una donna francese che ospita nella propria casa un giovanotto tedesco. Riflettete bene. Non pensiate che sia facile, né per voi come soldato tedesco (in quel momento vincitore sulla Francia e sui francesi) né per voi come donna francese (vinta dai tedeschi, con parenti o amici morti o fatti prigionieri di guerra). Vi sembrerà facile iniziare una storia d’amore? Non lo è. Eppure la domanda è: perché? Perché non può essere facile? Io, soldato tedesco sono semplicemente un uomo, un uomo che esegue gli ordini; se mi viene ordinato di andare in guerra per la mia patria, ci vado; ma in questo momento sono solo un uomo e quindi perché non posso innamorarmi di una donna? Perché non può essere facile? Io, donna francese sono semplicemente una donna, una donna infelice e sola; se il mio cuore palpita, se le mie guance arrossiscono, se il mio stomaco si chiude in presenza di questo uomo perché non posso innamorarmi? La Némirovsky ha cercato di andare oltre le apparenze, ha fatto sì che due persone così diverse (tedesco-francese, vincitore-vinto) si innamorassero perché alla fine sono solamente due semplici persone. Ma l’aspetto che ancora più mi piace è che è stata la Némirovsky ad avere le capacità di scrivere questo e di credere questo, colei che la guerra la stava vivendo in quel momento e nonostante questo è riuscita a creare due personaggi che sono andati oltre l’odio scontato che tutti avrebbero provato per un nemico.

Un altro aspetto che mi è piaciuto è stata la capacità dell’autrice di sbattere in faccia al lettore le morti di alcuni personaggi. Non solo non mi aspettavo determinati morti ma sono rimasta pietrificata dalla modalità con cui l’autrice lo ha scritto, come se nulla fosse. Un attimo prima il personaggio c’era, un attimo dopo il personaggio era morto. Senza giri di parole, senza cercare di addolcire la pillola, niente di tutto questo.

Ho poi trovato le descrizioni degli ambienti perfette. A mio parere l’autrice è riuscita a descrivere accuratamente l’ambientazione, lo sfondo, senza risultare ridondante e pedante, senza dare troppi dettagli o dettagli inutili. Trovo che abbia usato un numero perfetto di parole con aggettivi di qualità che mi hanno permesso di immagire molto dettagliatamente la scena nella mia testa.

Io vi consiglio questo libro per tutte le caratteristiche da me appena scritte e spero di non aver dimenticato nulla di importante. Certo, se siete in un periodo un po’ triste e mogio di sicuro avrete bisogno di qualcosa di più allegro quindi in questo caso aspettate il momento giusto.

Bene amici, siamo arrivati alla fine di questa recensione. Voi avete letto Suite Francese? Vi è piaciuto? E se non lo avete letto seguirete il mio consiglio? Fatemi sapere e grazie per aver letto fino a qui!

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A presto lettori,

erigibbi

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LIBRISTA DEI DESIDERI Aprile 2017

Buongiorno a tutti lettori, oggi vi tengo con la rubrica mensile Li(bri)sta dei desideri in cui io vi dico alcuni titoli di libri che un giorno vorrei leggere e in cui voi potrete prendere l’occasione per allungare la vostra wishlist! 😉

Iniziamo!

  1. graphic novel: In real life di Cory Doctorow, Jen Wang: Cosa si nasconde dietro Coarsegold Online,il massively multiplayer role playing game che spopola tra i ragazzini di tutto il mondo? Chi paga le missioni a cui Anda partecipa, e chi sono realmente i gold farmer che le è stato chiesto di eliminare? La mente di Cory Doctorow e i disegni di Jen Wang danno vita a uno scorcio illuminante sulle implicazioni economiche, politiche e sociali della realtà dei videogiochi, insieme alla storia tenera e crudele di un’amicizia che, pur essendo fatta solo di pixel, è già quasi amore. [se siete interessati al libro cliccate qui]
  2. classico: I tre moschettieri di Alexandre Dumas: Athos, Porthos, Aramis, d’Artagnan, il Cardinale Richelieu, la perfida Milady, la dolce signora Bonacieux, Luigi XIII, Anna d’Austria, il duca di Buckingham, i moschettieri del re e le guardie del cardinale… Duelli, inseguimenti, amori, beffe, “Tutti per uno, uno per tutti”. Con questo romanzo Alexandre Dumas ha creato personaggi che resteranno vivi ancora a lungo. [se siete interessati al libro cliccate qui]
  3. saggistica: Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità di Yuval N. Harari: Centomila anni fa almeno sei specie di umani abitavano la Terra. Erano animali insignificanti, il cui impatto sul pianeta non era superiore a quello di gorilla, lucciole o meduse. Oggi sulla Terra ce una sola specie di umani. Noi. L’Homo sapiens. E siamo i signori del pianeta. Il segreto del nostro successo è l’immaginazione. Siamo gli unici animali che possono parlare di cose che esistono solo nella nostra immaginazione: come divinità, nazioni, leggi e soldi. Non riuscirete mai a convincere uno scimpanzé a darvi una banana promettendogli che nel paradiso delle scimmie, dopo la morte, avrà tutte le banane che vorrà. Solo l’Homo sapiens crede a queste storie. Le nostre fantasie collettive riguardo le nazioni, il denaro e la giustizia ci hanno consentito, unici tra tutti gli animali, di cooperare a miliardi. È per questo che dominiamo il mondo, mentre gli scimpanzé sono chiusi negli zoo e nei laboratori di ricerca. “Da animali a dèi” spiega come ci siamo associati per creare città, regni e imperi; come siamo arrivati a credere negli dèi, nelle nazioni e nei diritti umani; come abbiamo costruito la fiducia nei soldi, nei libri e nelle leggi; come ci siamo ritrovati schiavi della burocrazia, del consumismo e della ricerca della felicità. [se siete interessati al libro cliccate qui]
  4. narrativa: Parole, ricordi e sciroppo d’acero di Susan Wiggs: Annie, produttrice di un popolare show di cucina, innamorata persa di suo marito e del loro nido d’amore nel cuore di Manhattan, è anche incinta del loro primo figlio. Insomma, ha tutto ciò che ha sempre sognato. Ma il destino spesso è bizzarro e così come ti dà, ti toglie. Quando Annie si risveglia dopo un lungo periodo di coma scopre che il tempo non è l’unica cosa che ha perso, così per non soccombere alla solitudine fa ritorno nella fattoria di famiglia nel Vermont, dove da generazioni si produce lo sciroppo d’acero. Qui a contatto con il fratello dallo spirito libero, la loro madre divorziata e quattro nipotini tutto pepe, Annie riemergerà lentamente in un mondo che si era lasciata alle spalle molti anni prima. Riscoprirà i luoghi in cui è cresciuta, così come le persone che hanno continuato a vivere lì, tra cui il suo ex ragazzo delle superiori. Poi un giorno, come per magia, torna alla luce dal passato un vecchio libro di ricette della nonna, che forse non solo aiuterà a risollevare le sorti della vecchia fattoria, ma darà una seconda possibilità anche ai suoi abitanti. [se siete interessati al libro cliccate qui]
  5. narrativa: Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson: Allan Karlsson compie cento anni e per l’occasione la casa di riposo dove vive intende festeggiare la ricorrenza in pompa magna, con tutte le autorità. Allan, però, è di un’altra idea. Così decide, di punto in bianco, di darsela a gambe. Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige nell’unico luogo dove la megera direttrice dell’istituto non può riacciuffarlo, alla stazione degli autobus, per allontanarsi anche se non sa bene verso dove. Nell’attesa del primo pullman in partenza, Allan si imbatte in un ceffo strano, giovane, biondo e troppo fiducioso che l’attempato Allan non sia capace di colpi di testa. Non potendo entrare nella piccola cabina della toilet pubblica insieme all’ingombrante valigia cui si accompagna, il giovane chiede ad Allan, con una certa scortesia, di vigilare bene che nessuno se ne appropri mentre disbriga le sue necessità. Mai avrebbe pensato, il biondo, quanto gli sarebbe costata questa fiducia malriposta e quella necessità fisiologica. La corriera per-non-si-sa-dove sta partendo, infatti. Allan non può perderla se vuole seminare la megera che ha già dato l’allarme, e così vi sale, naturalmente portando con sé quella grossa, misteriosa valigia. E non sa ancora che quel biondino scialbo è un feroce criminale pronto a tutto per riprendersi la sua valigia e fare fuori l’arzillo vecchietto. Un centenario capace di incarnare i sogni di ognuno, pronto a tutto per non lasciarsi scappare questo improvviso e pericoloso dono del destino. [se siete interessati al libro cliccate qui]

Lettori che dite di questi titoli? Avete già letto qualcosa? Li aggiungerete alla vostra wishlist? Fatemi sapere con un bel commento!

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A presto amanti dei libri,

erigibbi

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LI(BRI)STA DEI DESIDERI – Marzo 2017

Buongiorno a tutti lettori, oggi vi tengo con la rubrica mensile Li(bri)sta dei desideri in cui io vi dico alcuni titoli di libri che un giorno vorrei leggere e in cui voi potrete prendere l’occasione per allungare la vostra wishlist! 😉

Piccolo appunto, vorrei cominciare e/o riprendere la lettura di alcuni generi nuovi: classici, graphic novel e saggi per cui d’ora in avanti in questa rubrica, oltre ad esserci sicuramente libri di narrativa “standard” ci saranno anche queste tipologie!

Iniziamo!

  1. Graphic novel: Special exits di Joyce Farmer (2016): Lars e Rachel sono due coniugi che affrontano la parte finale della propria vita – la vecchiaia, la malattia, la morte – accuditi con premurosa attenzione dalla figlia. Joyce Farmer racconta semplicemente ciò che ha vissuto prendendosi cura dei suoi genitori, concentrandosi sui dettagli della routine quotidiana, nello scorrere dei giorni e degli anni, creando un commovente ritratto di famiglia, dove non mancano momenti difficili, drammatici, ma neanche l’ironia dell’intimità. In questo mémoir grafico, realistico e senza sentimentalismi, creato in 10 anni di lavoro, l’autrice mostra la fragilità del periodo più difficile della vita, senza mai tirarsi indietro davanti agli imbarazzanti oltraggi della vecchiaia, con il lento decadere dei corpi e la mente che si confonde facilmente, non dimenticando il contesto di questa narrazione domestica fatta di frustrazioni e tenerezze: il presente nel South Los Angeles anni ’80 e ’90 e gli States della prima metà del ‘900 ricordati dai suoi genitori. (se siete interessati al libro cliccate qui)
  2. Classico: 1984 di George Orwell (1949): L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”. Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo. (se siete interessati al libro cliccate qui)
  3. Saggistica: Il declino della violenza: perché quella che stiamo vivendo è probabilmente l’epoca più pacifica della storia di Steven Pinker  (2013): Il XX secolo, con lo spaventoso numero di vittime provocate da due guerre mondiali e vari genocidi, è stato definito “il secolo più violento della storia”, e l’alba del nuovo millennio sembra prefigurare scenari non meno inquietanti. Eppure, anche se può sembrare incredibile, in passato la vita sul nostro pianeta è stata di gran lunga più violenta, e quella che stiamo vivendo è probabilmente “l’era più pacifica della storia della nostra specie”. A sostenere questa tesi è Steven Pinker, il quale dimostra, statistiche alla mano, che il calo della violenza può essere addirittura quantificato. E le cifre che fornisce sono impressionanti. Le guerre tribali hanno causato, in rapporto alla popolazione mondiale del tempo, quasi il decuplo dei morti delle guerre e dei genocidi del Novecento. Il tasso di omicidi nell’Europa medievale era oltre trenta volte quello attuale. Schiavitù, torture, pene atroci ed esecuzioni capitali per futili motivi sono state per millenni ordinaria amministrazione, salvo poi essere bandite dagli ordinamenti giuridici di tutte le nazioni democratiche. Ma che cosa ha determinato questo declino della violenza? Secondo Pinker, tale processo è dovuto al trionfo dei “migliori angeli” della nostra natura (empatia, autocontrollo, moralità e ragione) sui nostri “demoni interiori” (predazione, vendetta, sadismo e ideologia), un trionfo reso possibile dalle istanze civilizzatrici su cui l’Occidente ha fondato la propria identità. (se siete interessati al libro cliccate qui)
  4. Narrativa: Una famiglia quasi perfetta di Jane Shemilt (2014): Jenny è un medico, sposata con un famoso neurochirurgo e madre di tre adolescenti. Ma quando la figlia quindicenne, Naomi, non fa ritorno a casa dopo scuola, la vita perfetta che Jenny credeva di essersi costruita va in pezzi. Le autorità lanciano l’allarme e parte una campagna nazionale per cercare la ragazza, ma senza successo: Naomi è scomparsa nel nulla e la famiglia è distrutta. I mesi passano e le ipotesi peggiori, rapimento, omicidio, diventano sempre più plausibili, ma in mancanza di indizi significativi l’attenzione sul caso si affievolisce. Jenny però non si arrende. A un anno dalla sparizione della figlia, sta ancora cercando la verità, anche se ogni rivelazione, ogni tassello sembra allontanarla dalle certezze che aveva. Presto capisce che le persone di cui si fidava nascondono terribili segreti, Naomi per prima. Seguendo le flebili tracce che la ragazza ha lasciato dietro di sé, Jenny si accorgerà che sua figlia è molto diversa dalla ragazza che pensava di aver cresciuto. (se siete interessati al libro cliccate qui)
  5. Narrativa: Lettera a mio figlio sulla felicità di Sergio Bambarén (2010): Per anni, Sergio Bambarén ha girato il mondo in cerca di una serenità all’apparenza irraggiungibile, spinto dal vento irrequieto del suo animo. Poi, proprio quando crede di aver finalmente conquistato l’equilibrio da sempre desiderato, ecco che arriva un figlio a sconvolgere ogni sua certezza. Solo stringendo tra le braccia il piccolo Daniel per la prima volta, Sergio si rende conto di non aver mai nemmeno immaginato le straordinarie implicazioni della paternità. Sopraffatto dalle emozioni, decide di prendere carta e penna per scrivere una lunga lettera al figlio. Una lettera in cui possano trovare sfogo tutte le parole che gli affollano la mente. Così, Sergio si mette completamente a nudo, raccontando pagine della sua esistenza che non ha mai condiviso con nessuno. Parla della sua infanzia in Perù, del primo amore, della passione per il mare. Svela i suoi sogni più intimi, le ambizioni più nascoste, le speranze più segrete. Ma non solo. Con lucidità e onestà, rievoca le paure, gli errori, le debolezze e le lezioni imparate a caro prezzo sulla propria pelle. Rimanendo fedele allo stile semplice e poetico che lo ha reso celebre, l’autore de “Il delfino” parla per la prima volta della meravigliosa esperienza che gli ha cambiato la vita, regalandoci un messaggio d’amore intenso e dolcissimo, che va dritto al cuore. (se siete interessati al libro cliccate qui)

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A presto amanti dei libri,

erigibbi

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