LIBRISTA DEI DESIDERI Maggio 2017

Buongiorno a tutti lettori, oggi vi tengo compagnia con la rubrica mensile Librista dei desideri in cui io vi dico alcuni titoli di libri che un giorno vorrei leggere e in cui voi potrete prendere l’occasione per allungare la vostra wishlist! 😉

Iniziamo!

Graphic novel: Maus di Art Spiegelman: La storia di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Un padre, scampato all’Olocausto, una madre che non c’è più da troppo tempo e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile del padre e gli permetta di ristabilire un rapporto con il genitore anziano. Una storia familiare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento. Raccontato nella forma del fumetto dove gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.

Classico: La coscienza di Zeno di Italo Svevo: “La coscienza di Zeno” (1923), uno dei capolavori della letteratura europea del Novecento, è la tragicomica vicenda di un “inetto a vivere”, che, su sollecitazione del proprio psicanalista, ripercorre le tappe della sua oscillante e inconcludente esistenza punteggiata dai ripetuti, e inutili, tentativi di smettere di fumare. Zeno Cosini è una specie di marionetta tirata da fili che, quanto più indaga, tanto più gli sfuggono. È schiacciato da un destino che sembra ineluttabile: desideroso dell’Ordine, è sommerso dal Caos; alla infantile ricerca di certezze, si ritrova compiaciuto funambolo sul filo oscillante della catastrofe personale e familiare.

Saggistica: Breve storia di (quasi) tutto di Bill Bryson: “Mentre ero in volo sul Pacifico e guardavo pigramente dal finestrino l’oceano illuminato dalla luna, mi si presentò alla mente, con una forza piuttosto inquietante, la consapevolezza di non sapere nulla dell’unico pianeta sul quale mi sarebbe mai capitato di vivere.” Quanto è grande, infatti, il nostro pianeta? Come è fatto? Quali leggi ne governano il moto, la natura e i fenomeni? Per colmare questa lacuna, Bill Bryson decide di partire per un viaggio molto diverso da quelli che ci ha raccontato nei suoi libri: un viaggio nel mondo del sapere scientifico, per narrarci la storia dell’universo e farci comprendere, senza inutili difficoltà, la teoria della relatività e le sue conseguenze, i segreti del Big Bang, le leggi dell’evoluzionismo, la comparsa dell’uomo sulla terra, la doppia elica del DNA e molto altro. Con una scrittura sempre ironica, e senza mai rinunciare al gusto dell’aneddoto e della battuta, Bryson ci fa incontrare le personalità che hanno fatto e stanno facendo la storia della scienza, lasciandoci alla fine la sensazione di conoscere meglio il mondo in cui viviamo, ma anche quella, piacevolissima, di avere letto un “romanzo” ricco di sorprese e curiosità.

Narrativa: Il sentiero dei profumi di Cristina Caboni: Elena non si fida di nessuno. Ha perso ogni certezza e non crede più nell’amore. Solo quando crea i suoi profumi riesce ad allontanare tutte le insicurezze. Solo avvolta dalle essenze dei fiori, dei legni e delle spezie sa come sconfiggere le sue paure. I profumi sono il suo sentiero verso il cuore delle persone. Parlano dei pensieri più profondi, delle speranze più nascoste: l’iris regala fiducia, la mimosa dona la felicità, la vaniglia protegge, la ginestra aiuta a non darsi per vinti mai. Ed Elena da sempre ha imparato a essere forte. Dal giorno in cui la madre se n’è andata via, abbandonandola quando era solo una ragazzina in cerca di affetto e carezze. Da allora ha potuto contare solo su sé stessa. Da allora ha chiuso le porte delle sue emozioni. Adesso che ha ventisei anni il destino continua a metterla alla prova, ma il suo dono speciale le indica la strada da seguire. Una strada che la porta a Parigi in una delle maggiori botteghe della città, dove le fragranze si preparano ancora secondo l’antica arte dei profumieri. Le sue creazioni in poco tempo conquistano tutti. Elena ha un modo unico di capire ed esaudire i desideri: è in grado di realizzare il profumo giusto per riconquistare un amore perduto, per superare la timidezza, per ritrovare la serenità. Ma non è ancora riuscita a creare l’essenza per fare pace con il suo passato, per avere il coraggio di perdonare. C’è un’unica persona che ha la chiave per entrare nelle pieghe della sua anima e guarire le sue ferite: Cail.

Narrativa: Il profumo del cioccolato di Ewald Arenz: Vienna, 1881. Dopo dieci anni nell’esercito austro-ungarico, il tenente August Liebeskind sta trascorrendo le vacanze nella sua città natale, deciso a godersi un po’ di libertà prima di iniziare un nuovo lavoro nella fabbrica di cioccolato dello zio. Fin da giovane, infatti, August ha sempre amato passare il tempo nelle cucine della villa di famiglia, dimostrando un talento non comune nell’abbinare ingredienti, soprattutto dolci, e nel riconoscere aromi e profumi. Quando, in un caffè viennese, August vede comparire Elena Palffy, ne rimane subito stregato. La donna, in apparenza fredda e sfuggente, ha un profumo inebriante, che sa di zucchero, di avventura, di paesi lontani e di spezie, con una punta di bruciato. Al collo porta un ciondolo di foggia esotica: un prezioso scarabeo d’oro. Sebbene il giovane tenente venga a sapere che il marito di Elena è scomparso in circostanze oscure e che lei è sospettata di averlo ucciso, decide di provare lo stesso a conquistarla. E di inventare per lei dei cioccolatini che rendano onore al suo fascino inafferrabile. Elena e August diventano inseparabili, finché, così come all’improvviso era entrata nella sua vita, altrettanto bruscamente la donna scompare, lasciando dietro di sé solo il suo scarabeo d’oro…

Lettori che dite di questi titoli? Avete già letto qualcosa? Li aggiungerete alla vostra wishlist? Fatemi sapere con un bel commento!

A presto lettori,

erigibbi

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VIDEO RECENSIONE Il giardino dei fiori segreti

Lettori vi lascio anche il link della video recensione che ho fatto sul mio canale YouTube sul libro Il giardino dei fiori segreti di Cristina Caboni.

Se gli date un’occhiata mi farebbe molto piacere: https://www.youtube.com/watch?v=78fE4QwssJM&t=25s

A presto

erigibbi

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WRAP UP #2 – Marzo 2017

Buongiorno lettori! Oggi ritorna l’appuntamento mensile con la rubrica Wrap Up, in cui vi farò un riassunto di tutte le letture fatte in questo mese e in cui stilerò la classifica dei primi 3 libri più belli letti!

Questo mese ho letto:

La cena delle spie di Olen Steinhauer (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

Bridget Jones’s Baby – I diari di Helen Fielding (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

Per sempre…io&te! di Sabrina Castagno (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

L’albero delle bugie di Frances Hardinge (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

L’arte di essere felici. Come sopravvivere alle avversità e riscoprire il valore della vita di Pierre Zaoui (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

I nostri cuori chimici di Krystal Sutherland (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

La classe dei misteri di Joanne Harris (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

Kilometro zero di Aniceto Fiorillo (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

Attrazione di sangue di Victory Storm (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

L’erede della luce di Luca Rossi (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

La croce della vita di Valentina Marcone (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

Perdonami se rido di Chiara Cerri (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

Le luci nelle case degli altri di Chiara Gamberale (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

Il giardino dei fiori segreti di Cristina Caboni (trovate la recensione qui e se siete interessati al libro cliccate qui)

Bene, veniamo alla classifica:

terzo-posto

 

 

medaglia di bronzo a Il giardino dei fiori segreti di Cristina Caboni

 

 

 

secondo-posto

 

 

medaglia d’argento a Perdonami se rido di Chiara Cerri

 

 

 

primo-posto

 

 

medaglia d’oro a Kilometro zero di Aniceto Fiorillo

 

 

 

Ora fatemi sapere voi quali sono state le vostre medaglie di bronzo, argento e oro del mese! Ci conto!

A presto lettori,

erigibbi

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Leggere Col Rampino #10 Il giardino dei fiori segreti

Eccoci ad un nuovo appuntamento con la rubrica Leggere Col Rampino in cui vi trascrivo delle frasi, citazioni, pezzi di libro che più mi hanno colpito e trasmesso qualcosa! L’ospite di oggi, come potete capire dal titolo è, per l’ultima volta, Il giardino dei fiori segreti di Cristina Caboni.

«Però alcune volte ti viene proprio da chiederti se la dimensione dove vivi sia la stessa nella quale abitano gli altri.»

«Quando ti succede ricordati chi sei, e quello in cui credi. Non è difficile. L’essenziale è essere in pace con se stessi. E non dimenticarti mai che le cose esistono solo quando tu le prendi in considerazione, piccoletta.»

A presto lettori,

erigibbi

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RECENSIONE: Il giardino dei fiori segreti di Cristina Caboni

TITOLO: Il giardino dei fiori segretiil-giardino-dei-fiori-segreti

AUTORE: Cristina Caboni

EDITORE: Garzanti

GENERE: Narrativa

PUBBLICAZIONE: 2016

PREZZO: € 16.90 cartaceo; € 9.99 e-book

PAGINE: 360 p.

Prime righe:

«Il giardino è contemplazione, spazio. È il luogo dove poggiare i propri pensieri, ma soprattutto il giardino è silenzio.»

La voce profonda si leva sugli alberi. Il vento la raccoglie e la porta lontano. Da dietro una siepe di rose, Bianca osserva suo padre.

TEASER:

Le si rivoltò lo stomaco. No. La parola le esplose dentro in tutta la sua intensità. No. Non sarebbe tornata in quel luogo, non finché quella donna fosse vissuta. Non le importava quanto fosse malata, non le interessava.
Era colpa di Giulia. Tutto quello che era successo era colpa di quella donna.
E adesso sua figlia era là, la sua piccola preziosa figlia era con lei, a sentire la sua versione della storia. Giulia l’avrebbe manipolata, la sua Iris, l’avrebbe messa contro di lei, le avrebbe fatto credere… Si coprì la bocca. Aveva trascorso quelle ultime ore a guardare le foto di Iris, a leggere le lettere che le aveva mandato l’avvocato. A cercare le parole giuste per chiederle perdono. Tutte speranze vane. Iris non l’avrebbe mai perdonata. Non sotto l’influenza di Giulia. Era tutto inutile. Soffocò un singhiozzo disperato.

SINOSSI:

Londra, Chelsea Flower Show, la più grande mostra di fiori del mondo. Sotto gli archi carichi di rose, Iris Donati è felice: fra le piante si sente a casa. Una casa vera, quella che non ha mai avuto, perché fin da piccola ha vissuto in giro per il mondo sola con il padre. Mentre si china per osservare meglio una composizione, Iris rimane paralizzata. Si trova di fronte due occhi uguali ai suoi. Gli stessi capelli castani. Lo stesso viso. La ragazza che ha davanti è identica a lei. Viola è il suo nome. Anche lei ama i fiori e i suoi bouquet sono fra i più ricercati di Londra. Tutte le certezze di Iris crollano in un istante. Quella ragazza è la sua sorella gemella. Sono state divise da piccolissime, e per vent’anni nessuna delle due ha mai saputo dell’esistenza dell’altra. Perché? Ora che sono di nuovo riunite, Iris e Viola devono scoprirlo. Il segreto si nasconde in Italia, a Volterra, dove sono nate. Tra viali di cipressi e verdi declivi, sorge un’antica dimora circondata da un giardino sconfinato. È qui che i Donati vivono da generazioni. Ed è qui che Giulia Donati, la loro nonna, le aspetta. Solo lei può spiegare davvero perché sono state separate e aiutarle a trovare il sentiero giusto per compiere il loro destino. Iris e Viola non lo sanno, ma ogni coppia di gemelle della famiglia, da secoli, ha un compito da svolgere per salvaguardare la sopravvivenza del giardino. Devono imparare cosa significa prendersene cura, e soprattutto devono capire il suo grande potere: quello di curare l’anima. Ma c’è un mistero che affonda le radici nel passato della famiglia Donati, e che sta uccidendo il giardino. Solo Iris e Viola possono salvarlo. C’è una rosa nascosta che può spiegare tutto: perché è attraverso le spine che nasce il cuore più prezioso.

RECENSIONE:

Questo libro mi ha ricordato molto La voce nascosta delle pietre di Chiara Parenti: ogni capitolo infatti inizia con un nome di un fiore o di una pianta, le proprietà benefiche e le caratteristiche che il terreno deve avere affinché la pianta e/o il fiore crescano al meglio (nel libro di Chiara se vi ricordate ogni capitolo inizia con il nome di una pietra e con le proprietà benefiche).

Comunque, questo libro non parla solo di come nutrire piante e fiori ma anche di come nutrire i legami, familiari soprattutto, affinché l’amore tra genitori, figli/e, sorelle/fratelli, nonni cresca e prosperi.

Viola ed Iris prima di conoscersi hanno sempre vissuto come se sentissero la mancanza di qualcosa. Sappiamo che i gemelli tendono a sviluppare un legame particolare e questa caratteristica è stata più volte ripresa nel romanzo (quando Iris era triste, Viola lo sentiva e sentiva quale parte del corpo procurava fastidio alla sorella, e viceversa). Si tratta di un aspetto che mi ha sempre attirato molto, sono sempre stata molto curiosa sui gemelli, sul fatto che sembrano avere la fortuna di capirsi al volo, senza bisogna di parlare e sono stata sempre molto speranzosa nel poter avere anch’io questo “dono”. Secondo me si tratta di una “capacità” che tutti possono sviluppare stando molto vicini ad una persona in particolare: il contatto fisico prolungato, le ore passate assieme con chi condivide i nostri interessi e le nostre passioni, può creare un legame, che sia di amicizia o di amore, speciale che porta ad una connessione superiore. Insomma, a chi di voi non è mai capitato di capirsi al volo, con uno sguardo, con il proprio migliore amico o con il moroso?

La famiglia Donati è inizialmente e per buona parte del libro, una famiglia distrutta; distrutta dal dolore che per anni ha nutrito le anime di queste persone e distrutta dalla lontananza: non solo Viola e Iris per 20 anni sono cresciute separate, ma Claudia è stata separata da una figlia così come Francesco è stato separato da una di loro, così come la nonna che per molti, moltissimi anni non ha più avuto notizie né del figlio né delle nipoti.

Il giardino in tutti questi anni ha cominciato a morire, nessuno ormai lo ha più nutrito con l’amore, la pazienza, la gioia, le risate, i pianti, le corse e le camminate di cui necessitava.

Un po’ alla volta però questa famiglia ha cominciato ad incollare i pezzi, uno per volta, ma si sa, quando rompiamo una tazza, possiamo poi riattaccare i pezzi e riavremo la tazza, ma quella tazza non sarà più come prima, porterà le cicatrici. La famiglia Donati è una famiglia che avrà sempre le cicatrici ma riuscirà a convivere con esse, riuscirà ad assorbirle, a farle proprie e comprenderle. Ne è uscita una famiglia diversa, più consapevole e più felice. Ne è uscito un giardino dai mille colori, dalle piante rigogliose e brillanti e nel giardino abbiamo trovato la rosa dai mille anni e abbiamo ritrovato i viandanti, che se n’erano andati ma che ora, più che mai, sono felici di essere tornati.

Per quanto riguarda i personaggi, tra tutti mi è piaciuta di più Iris probabilmente perché mi sarei comportata come lei e in certe situazioni ha provato le stesse emozioni che stavo provando io finché leggevo il libro. Viola invece, soprattutto all’inizio quando ha cominciato ad approcciarsi con Iris e con la nonna, si è comportata più volte troppo male nei confronti della sorella e inoltre era troppo “distaccata”, scontrosa e diffidente. È vero che i suoi comportamenti erano una forma di difesa, infatti i suoi pensieri erano ben altri e più volte avrebbe voluto comportarsi in modo differente ma questo non è bastato per farmela piacere tanto quanto Iris.

Si tratta di un libro ben scritto, assenti o quasi gli errori di battitura; è scorrevole e per nulla pesante. Trasmette amore per le piante ma anche per la famiglia. Ci fa capire che a volte la verità comporta delle conseguenze meno gravi delle bugie o delle frasi non dette, tenute per sé. A me è piaciuto per cui ve lo consiglio se avete il pollice verde, se non avete il pollice verde ma amate piante e fiori (come me), se volete riscoprire cosa significa essere una famiglia ed esserci nonostante tutto.

Voto: 4 su 5

Bene lettori che dite di questa recensione? Se c’è qualcuno tra voi che ha già letto il libro, ditemi cosa ne pensate! Per chi non lo ha letto, pensate di leggerlo? Fatemi sapere!

Vi lascio il link del libro se siete interessati: Il giardino dei fiori segreti

A presto viandanti

eri gibbi

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