RECENSIONE Non sei mica il mondo di Raphaël Geffray

TITOLO: Non sei mica il mondonon sei mica il mondo

AUTORE: Raphaël Geffray

EDITORE: Tunué

PREZZO: € 16.90 cartaceo

RECENSIONE:

Il protagonista di questa graphic novel è Bené, un bambino con problemi familiari e scolastici: la madre non gli presta mai abbastanza attenzione e il padre è una figura che nemmeno appare; è stato cacciato da 5 scuole, non riesce ad imparare (all’inizio non sa nemmeno leggere), non riesce a farsi degli amici e ha scoppi d’ira. Nell’ultima scuola in cui approda incontrerà però un’insegnante testarda che si impunta di aiutarlo e di fargli imparare qualcosa. Da qui inizierà il suo percorso di crescita e formazione.

Bené spesso si nasconde dietro una maschera, una maschera che lo fa essere forte, che gli consente di risolvere i problemi nel modo sbagliato ovvero con la violenza ma dietro a quella maschera c’è sempre un bambino e non dobbiamo dimenticarci di questo. Bené vuole semplicemente qualcuno che gli voglia bene e che gli dimostri il suo affetto, vuole che qualcuno lo considri e gli presti la giusta attenzione, vuole semplicemente che qualcuno si prenda cura di lui.

Per quanto riguarda le tavole, le atmosfere rapppresentate sono decisamente Burtoniane e mettono addosso, almeno per quella che è stata la mia esperienza, una grande tristezza e melanconia.

È una graphic novel importante, con un certo peso, i temi trattati sono molto importanti: si parla di bullismo, di difficoltà di apprendimento, di problemi comportamentali come l’irascibilità ma anche della criticità degli insegnanti e del sistema scolastico in generale.

Questo fumetto appartiene alla collana Tipi Tondi di Tunué, questo significa che sarebbe indicato per ragazzi dai 12 anni in su; io lo consiglio soprattutto a chi ha più di 12 anni per comprendere appieno i messaggi di cui è portatore.

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Link amazon: Non sei mica il mondo

Cosa dite di questa graphic novel? L’avete letta? Vi ispira? Fatemi sapere!

A presto lettori,

erigibbi

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RECENSIONE Nimona di Noelle Stevenson

TITOLO: Nimonanimona

AUTORE: Noelle Stevenson

EDITORE: Bao Publishing

PREZZO: € 20.40

RECENSIONE:

In questa graphic novel un protagonista è Lord Blackheart, un super cattivo in costante lotta contro il governo, che si ritrova di punto in bianco ad avere al suo fianco Nimona. Nimona è una ragazzina adolescente mutaforma: è capace di assumere qualsiasi aspetto, qualsiasi forma appunto sia essa animale o uomo. Nimona vuole essere la sua spalla, un po’ come Robin per Batman, e vuole aiutare Blackheart a conquistare il Paese e ad essere il re dei cattivi. In sostanza, lei è più cattiva di Blackheart!

Un altro personaggio importante in questa storia è il biondino che vedete sull’immagine di copertina (che inizialmente avevo scambiato per una donna): Sir Ambrosius Goldenloin. Blackheart e Goldenloin inizialmente erano amici ma a causa di uno scontro i due si sono allontanati e Blackheart è passato dalla parte dei cattivi (perché sì, inizialmente era un buono). Tra i due in realtà c’è un rapporto di amore-odio costante, tutto il fumetto è un continuo cercarsi e rincorrersi. Goldenloin comunque è la faccia del governo, è la guardia più importante che cercherà ovviamente di catturare Blackheart e Nimona.

Questo fumetto cari lettori è geniale ed originale. Lo so, potrete pensare: “ma come originale? ancora una volta ci sono dei buoni e dei cattivi!” e invece no! Voi non solo starete dalla parte di Blackheart ma scoprirete che non tutto è come sembra!

Il tema forse più importante è la diversità, apparire diversi agli occhi degli altri per il proprio aspetto fisico (e per i propri poteri) ed essere giudicati per questo, essere marchiati e confinati. Inoltre possiamo riflettere su ciò che consideriamo giusto e sbagliato, su come siamo bravi a giudicare le azioni degli altri senza in realtà conoscere le intenzioni o le condizioni. I messaggi sono molto belli, sono uno spunto di riflessione. Come sempre i fumetti (di questo tipo almeno) dovrebbero essere letti più dai grandi che dai bambini.

L’ambientazione è molto particolare, siamo immersi in un mondo mediaval-futuristico infatti Goldenloin porta l’armatura, ci sono i tornei con la lancia ma troviamo anche telefoni e computer. Questo connubio tra “vecchio” e tecnologico l’ho trovata un’idea interessante e carina.

Per quanto riguarda i disegni, mi sono piaciuti molto i colori ma lo stile non mi piace particolarmente, non sono brutte tavole ma non rispecchiano i miei gusti.

Ho letto questo fumetto in lingua originale perché voglio cominciare a leggere in inglese e i romanzi ancora mi spaventano. Se anche voi volete iniziare a leggere in lingua e se il vostro inglese è ad un livello base questo è assolutamente una graphic novel che potrebbe fare al caso vostro: l’inglese è infatti semplice, le parole che potreste cercare sul dizionario sono molto poche e i disegni aiutano molto nella comprensione del testo. Un altro punto a favore del fumetto in lingua è il prezzo: il fumetto in italiano costa sui 20€ mentre in inglese costa sui 13-14€. Io, vivendo in Galles, l’ho pagato ancora meno: 3£ però se lo comprate in inglese su amazon.it almeno potrete risparmiare quei 5-6€ che non sono pochi!

In sostanza vi consiglio assolutamente questo fumetto. Trovo che la storia sia originale e non vi nego che in alcune situazioni mi sono un po’ emozionata. I temi trattati sono profondi e anche se sembrano trattati con leggerezza fanno riflettere il lettore.

Link amazon Nimona in italiano: http://amzn.to/2qIbJ84

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Bene amici, cosa dite di questo libro? Vi ispira? Lo leggerete o lo avete già letto? Fatemi sapere!

A presto lettori,

erigibbi

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RECENSIONE La profezia dell’armadillo di Zerocalcare

TITOLO: La profezia dell’armadillola profezia dell'armadillo

AUTORE: Zerocalcare

EDITORE: Bao Publishing

PREZZO: € 16.00

RECENSIONE:

Questo fumetto è la prima pubblicazione di Zerocalcare e se sono tutte così le sue opere, beh, mi sento di dire che questo è un vero Artista. Zerocalcare è riuscito a portare in questa graphic novel la quotidianità, i problemi, i pensieri e le ansie di tutti noi con una spontaneità incredibile. Non possiamo non rivederci in quello che l’autore ha portato su carta. Diciamo che durante e dopo la lettura di questo fumetto ci possiamo sentire tutti un po’ più normali perché capiamo che le pare che ci facciamo, sono condivise un po’ da tutti. La caratteristica che più mi ha colpito di questo fumetto è che Zerocalcare è riuscito non solo a farmi ridere e a farmi sentire più normale ma è riuscito a farlo parlando di una situazione molto delicata, di un problema grave, di una storia veramente triste riguardante Camille, una sua amica morta a causa dell’anoressia. L’autore ha quindi avuto la capacità di sbatterci in faccia un tale problema circondandolo di eventi quotidiani, sdramatizzando il tutto, ma non per questo proveremo poca ansia, angoscia o tristezza.

Il fumetto è composto da mini storie, alcune molto corte altre un po’ più lunghe, in cui conosciamo Zerocalcare quand’era un bambino, poi un adolescente e infine un adulto; alcune sono incentrate su Camille, altre semplicemente su problemi quotidiani ma tutte servono per iniziare, condurre e infine concludere la storia di Camille.

Un personaggio che troviamo all’inizio del libro, ogni tanto nel mezzo e poi verso la fine è il guardiano del tempo. Zerocalcare crede che il guardiano con il suo ticchettio gli dica che non è ancora il momento di svelare a Camille quello che prova per lei, ma nel momento in cui Camille muore il guardiano gli svelerà una verità fondamentale: lui non gli ha mai detto che non era il momento ma che il tempo per rivelare i suoi sentimenti stava venendo a termine, d’altronde la sveglia suona quande il tempo scade no? L’ho trovata un’immagine molto molto bella e, purtroppo, reale. Quante volte abbiamo procrastinato qualcosa sicuri che quello non fosse il momento adatto? Quante volte eravamo convinti che ci fosse ancora tempo? Quante volte poi ci siamo resi conto che invece era troppo tardi?

Un altro aspetto che mi è piaciuto molto sono i personaggi famosi che tutti noi conosciamo e che rappresentano un aspetto della personalità di Zerocalcare: Vandana Shiva è la coscienza nel momento in cui Calcare sta andando a mangiare in un noto fastfood americano; la psiche che cercherà di motivare Calcare a fare esercizio fisico è il sergente di Full Metl Jacket; lo spirito strategico è interpretato da re Leonida di 300 (vedi Questa è SPARTAAAA!!!) e il senso di responsabilità è incarnato dal maestro jedi Obi-Wan Kenobi (e con questo Zerocalcare ha conquistato il mio cuore forever and ever!).

Per quanto riguarda i disegni, sicuramente quelli di Zerocalcare non sono disegni molto tipici, tanto che credo che non a tutti possa piacere il suo stile. Se devo essere sincera a me il suo stile piace molto, certo, non è tra i miei preferiti ma lo trovo più veritiero di altri, è come se rappresentasse meglio la realtà. Quando ho terminato il fumetto sono andata a guardare la foto dell’autore per vedere se me l’ero immaginata così ed effettivamente c’ero andata molto vicino! Diciamo che il suo modo di disegnare i personaggi e le tavole mi ricorda molto di più lo stile di un fumetto vero e proprio (avete presente, Topolino, Zio Paperone & co.?) non credo di spiegarmi molto bene però sì, mi ricorda molto di più lo stile del fumetto rispetto ad altre graphic novel.

In sostanza vi consiglio assolutamente questo libro; tutti voi potrete ritrovarvi in molte se non tutte le mini storie raccontate, potrete farvi delle belle risate, potrete sorridere ma potrete anche riflettere perché di fondo c’è una storia molto triste che vi darà da pensare. Trovo che Zerocalcare con questo fumetto abbia avuto il coraggio di mettere su carta molti dei nostri pensieri che non abbiamo il coraggio di dire, di esprimere a parole e spero che questo sia mantenuto anche nelle altre sue opere. Ho deciso infatti di recuperare tutti i suoi fumetti perché mi sono innamorata della sua creatività e spero che anche voi possiate farlo.

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Bene amici cosa dite di questa recensione? Voi avete La profezia dell’armadillo? Cosa ne pensate? Lo leggerete? Fatemi sapere!

A presto lettori,

erigibbi

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RECENSIONE Come quando eravamo piccoli di Jacopo Paliaga e French Carlomagno

TITOLO: Come quando eravamo piccolicome quando eravamo piccoli

AUTORE: Jacopo Paliaga, French Carlomagno

EDITORE: Bao Publishing

PREZZO: € 16.00

RECENSIONE:

Lettori, questa è la prima volta che scrivo la recensione di una graphic novel quindi non so bene che punti toccare e di sicuro non dispongo di un linguaggio tecnico ma come sempre cercherò di fare del mio meglio.

In questa storia troviamo Pietro, creatore di una serie televisiva di successo che però pian piano si è allontanata dalla sua idea originale. Pietro sta passando un periodo della sua vita piuttosto complicato anche a causa della rottura con la sua fidanzata. Decide quindi di lasciare Hollywood e tornare in Italia per passare un po’ di tempo con la sorella e magari chissà, ritrovare l’ispirazione perduta che gli consentirebbe di scrivere un’altra sceneggiatura e dimenticare Sophie, il suo ex-amore.

Sebbene la storia possa sembrare banale (blocco dello scrittore + si è appena stati lasciati dalla ragazza) l’evoluzione, i dialoghi e i disegni hanno portato questa graphic novel ad essere un bel fumetto.

Tutti noi possiamo immedesimarci in Pietro: tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo chiesti “e adesso?”; Pietro non solo si trova da solo, non solo si è lasciato con la fidanzata con cui stava da 5 anni ma non riesce più a scrivere, non riesce più a fare quello che è il suo lavoro. In mezzo a questo casino Pietro decide di tornare a casa, decide di tornare in Italia, decide di tornare da sua sorella. Questo tornare alle origini e toccare con mano la semplicità non solo della sorella ma anche della vita, lontano dallo sfarzo e dalle feste di Hollywood, mi è piaciuto. Il legame tra Pietro e la sorella è molto bello: è sincero, è spontaneo ed è amore pure.

Questo fumetto inoltre appartiene alla collana Le città viste dall’alto in cui c’è un occhio di riguardo per i paesaggi, l’ambientazione della storia, i luoghi. In alcune tavole ci sono stati dei dettagli che mi hanno fatto battere il cuore e luccicare gli occhi: all’inizio c’erano degli zoom sulle mani, quando Pietro e Becca si sono abbracciati l’attenzione veniva posta su come le loro mani si toccano o si sfioravano e l’ho trovato emozionante. Ho poi adorato le tavole in cui stava piovendo e lo zoom era posto sul terreno e sui cerchi concentrici che l’acqua formava sulla strada, insomma, sembrava stesse piovendo davvero! Mi sono poi piaciute la variazione della tonalità di colore utilizzata a seconda dei luoghi o dei tempi: cambiavano se Pietro pensava al passato, cambiavano quando Becca gli ha fatto vedere un vecchio filmato, cambiavano dal giorno alla notte, dalla cucina al bar… La cura per i dettagli era evidente.

Essendo Pietro uno sceneggiatore, il libro è stato suddiviso in episodi ad esempio 1×01 Pilot, quindi oltre al fatto che ci troviamo con 1×01, 1×02 ecc. il primo capitolo viene chiamato Pilot, io ragazzi l’ho trovato una genialata!

Per quanto riguarda i disegni, i personaggi non rientrano tra i miei gusti preferiti, come poetete vedere dall’immagine di copertina sono un po’ squadrati; io tendo a preferire forme arrotondate ma questo è semplicemente gusto personale, sono comunque ben fatti. Anche i colori non rientrano tra le mie tonalità preferite, per i miei gusti sono troppo “smorti”, come se fossero opacizzati ma con la storia narrata vanno molto bene, soprattutto quando la tavola è principalmente incentrata sull’ambiente, in questi casi infatti danno un tocco di veridicità in più.

I personaggi inoltre, sono bene caratterizzati, possiamo empatizzare con loro, condividere le loro gioie o tristezze o paure.

In sostanza, vi consiglio questo fumetto; si tratta di una bella storia, non banale e scontata; potete immedesimarvi nei personaggi se state passando una crisi esistenziale o d’amore ma anche se non la state passando ora e l’avete passata in futuro. Anche chi sta pacificamente con la propria metà e non ha nessuna crisi d’identità può leggere questo fumetto che tra l’altro a volte mi ha fatto anche sorridere, insomma, non è che sia noioso o deprimente eh!

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Bene lettori, cosa dite di questa mia prima recensione di una graphic novel? Voi l’avete letta? Vi ispira? Fatemi sapere!

A presto lettori,

erigibbi

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RECENSIONE FILM: Deadpool

TITOLO: Deadpool deadpool

ANNO: 2016

DURATA: 108 minuti

GENERE: azione, avventura, commedia, fantascienza

REGIA: Tim Miller

DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox

INTERPRETI & PERSONAGGI:

Ryan Reynolds: Wade Wilson/Deadpool

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Ed Skrein: Francis Freeman/Ajax

Morena Baccarin: Vanessa Carlysle

Andre Tricoteux: Piotr “Peter” Rasputin/Colosso

Brianna Hildebrand: Ellie Phimister/Testata Mutante Negasonica

T. J. Miller: Jack Hammer III/Weasel

Gina Carano: Angel Dust

Leslie Uggams: Al

Jed Rees: Reclutatore

Karan Soni: Dopinder

Style Dayne: Jeremy

Kyle Cassie: Gavin Merchant

Isaac C. Singleton Jr.: Boothe

Rob Hayter: Bob

TRAMA:

Deadpool racconta la storia di Wade Wilson, partendo dal suo passato come ex membro delle forze speciali che, dopo essere stato sottoposto a un esperimento illegale che gli dona poteri di guarigione accelerata, diventa un mercenario adottando l’alter ego Deadpool. Armato con le sue nuove abilità, e con un cinico e contorto senso dell’umorismo, Deadpool dà la caccia all’uomo che ha quasi distrutto la sua vita.

RECENSIONE:

Domenica scorsa la scelta del film è iniziata con la fatidica frase “oggi niente supereroi, dai”. Fu così che la Marvel ci tenne compagnia per l’ennesima volta! Ma se consideriamo che Deadpool non si considera un supereroe, il problema non si pone!

Su Deadpool non sapevo assolutamente nulla, mai letto un fumetto, mai visto nulla in tv, zero. Ho inserito, ai tempi, questo film nella mia lista principalmente perché, al contrario di quanto affermi Wade Wilson per me Deadpool fa parte dei supereroi, perché è un fumetto firmato Marvel (non che sia esclusivamente Team Marvel, dipende, sono infatti anche Team DC) e perché con i trailer trasmessi ero rimasta scioccata (proprio sconvolta) per quanto Deadpool si discostasse dalla considerazione media di “supereroe”.

Ryan Reynolds è stato strepitoso. Ha avuto la capacità di sembrare ironico, divertente, incazzato, depresso spesso nel giro di pochissime battute. Il cambio di tono usato per trasmettere allo spettatore il suo stato d’animo è stato perfetto. Considerate che quando è vestito da Deadpool la sua espressività facciale è pressoché inesistente, non si può notare, quindi con solamente il tono di voce a disposizione lui doveva trasmettere le sue emozioni a noi spettatori, e beh, ci è riuscito alla grande.

Le scene d’azione sono state fatte molto bene, i rallentamenti, i dettagli in primo piano sono stati un piacere per la vista. Nonostante quando Deadpool combatte utilizza un metodo piuttosto spettacolare, proprio nel senso che dà spettacolo, le lotte non mi sono mai sembrate finte e preparate ad arte. (Se guardate la serie tv Arrow forse capite a cosa mi riferisco visto che in questo telefilm i combattimenti a volte sono chiaramente finti).

La storia di per sé non è profonda né magnifica. Si limita ad essere la storia di Deadpool, com’è nato Deadpool, chi era prima di diventare Deadpool, qual è stato il suo percorso di cambiamento e, anche se non si direbbe, di crescita. Sinceramente questo per me non è un limite. Ora ho una conoscenza che comunque prima non avevo e qualche messaggio in realtà un po’ profondo il film lo ha anche trasmesso.

See? You don’t need to be a superhero to get the girl.

The right girl will bring out the hero in you.

Finché lo guardavo ho espresso più volte il seguente parere “che film trash” ed è così; è un film trash con parolacce, con sangue, con teste recise che volano, con violenza, con cattiveria ma è un bel film trash. Rispecchia il supereroe Marvel perché (ecco questa cosa la so) Deadpool nemmeno nel fumetto è IL supereroe ma è ‘uno’ che combatte i cattivi, preferibilmente uccidendoli, parlando a non finire, facendo il coglione, esternando battute e ironia. Anche questo mi è piaciuto. Nonostante quello che gli è capitato, la sua ironia, non l’ha mai persa, mai. Poteva deprimersi stile Oliver Queen o peggio ancora, stile Batman, ma no, non l’ha fatto e l’ho apprezzato tantissimo.

Piccolo ed ultimo appunto, nel film compaiono spesso riferimenti a Lanterna Verde (film criticato a non finire e in cui Reynolds interpretava il suddetto supereroe) e a Wolverine. E questo, ad una nerd come me, fa morire. Non so bene il perché ma quando in un film di supereroi si fa riferimento ad altri supereroi magari prendendo in giro determinate loro caratteristiche, beh, mi fa scatenare l’adorazione che è in me!

Voto attori: 8 su 10 (spicca Ryan Reynolds)

Voto grafica/effetti speciali: 8 su 10

Voto trama: 7.5 su 10

Voto finale: 8 su 10

Voi amici nerd, avete visto questo film? Vi è piaciuto? Lo guarderete? Fatemi sapere!

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A presto cinefili,

erigibbi

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RECENSIONE FILM: Doctor Strange

TITOLO: Doctor Strange Doctor-Strange-poster

ANNO: 2016

DURATA: 115 minuti

GENERE: azione, fantastico, avventura

REGIA: Scott Derrickson

DISTRIBUZIONE: Walt Disney Studios Motion Pictures

INTERPRETI & PERSONAGGI:

Benedict Cumberbatch: Stephen Strange / Dottor Strange

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Chiwetel Ejiofor: Karl Mordo

Rachel McAdams: Christine Palmer

Benedict Wong: Wong

Michael Stuhlbarg: Nicodemus West

Benjamin Bratt: Jonathan Pangborn

Scott Adkins: Lucian

Mads Mikkelsen: Kaecilius

Tilda Swinton: Antico

TRAMA:

Doctor Strange racconta la storia del neurochirurgo di fama mondiale Stephen Strange, la cui vita cambia per sempre dopo che un terribile incidente automobilistico lo priva dell’uso delle mani. Quando la medicina tradizionale si dimostra incapace di guarirlo, Strange è costretto cercare una cura in un luogo inaspettato: una misteriosa enclave nota come Kamar-Taj. Scoprirà presto che non si tratta soltanto di un luogo di guarigione ma della prima linea di una battaglia contro invisibili forze oscure decise a distruggere la nostra realtà. Presto, Strange imparerà a padroneggiare la magia e sarà costretto a scegliere se fare ritorno alla sua vita agiata o abbandonare tutto per difendere il mondo e diventare il più potente stregone vivente.

RECENSIONE:

Da brava nerd quale sono non potevo non guardare questo film che per pura sfiga non ho potuto gustare al cinema.

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Avevo già letto il fumetto della serie Number One se non ricordo male (ma non riesco a trovarlo su amazon quindi bo) proprio perchè su Doctor Strange, lo ammetto, non sapevo nulla e dovevo prepararmi al film, c’è poco da fare. In realtà il film si discosta dal fumetto, l’inizio è praticamente uguale ma poi le cose sono andate in modo diverso ma sapete una cosa? CHISSENEFREGA! Per una volta non ho nulla da ridire perché questo film mi è piaciuto, mi ha gasato ed è stato bello lo stesso anche non rispettando fedelmente il fumetto.

Io amo Benedict che assieme a Eddie Redmayne è uno dei miei attori preferiti degli ultimi anni e questo sicuramente lo devo alla miniserie tv Sherlock in cui Benedict è il TOP. Devo dire che anche in questo film è stato molto bravo; mi è piaciuto molto all’inizio quando ha dovuto manifestare tutta la sua sofferenza (fisica e mentale) e la rabbia per aver perso l’uso delle mani e la capacità quindi di tornare a fare il suo lavoro, mi è piaciuto quando l’Antico lo ha spedito a viaggiare nelle dimensioni alternative (visto che è tutta opera di fantasia e Benedict ha dovuto fare tutte quelle espressioni facciali non vedendo nulla in realtà!) e mi è piaciuto nelle (poche) parti esilaranti del film.

Mads Mikkelsen purtroppo non è emerso come avrei voluto. Io lo conosco grazie alla serie tv Hannibal in cui è un mostro (in tutti i sensi) della recitazione, credetemi e quindi mi è dispiaciuto molto che qui non abbia potuto esprimere al meglio la sua capacità di attore.

Gli effetti speciali di questo film sono pura magia. I colori sgargianti, i movimenti, i dettagli..se un drogato andava a vedersi questo film al cinema avrebbe avuto la sua dose di funghi allucinogeni semplicemente guardando il film! Spettacolare. In alcune parti mi ha ricordato Inception ovvero quando i grattacieli, le strade, le case, si muovevano, si intrecciavano, si accavallavano, si piegavano.. Wow! Nonostante alcune scene potessero sembrare complicate proprio per questi cambi di prospettiva si è sempre capito tutto, non c’è stata confusione, non ho mai pensato “non ci sto capendo niente” tutto è stato sempre molto chiaro, evidente, comprensibile.

La storia, pur essendo diversa dal fumetto, non mi è dispiaciuta e anzi, fa capire che ci sarà un seguito (se qualcuno aveva dubbi la Marvel alla fine del film, al di là della solita scena in più, ha pure scritto che Doctor Strange ritornerà) e CREDO che nel seguito verranno toccati più aspetti inerenti il fumetto e MIODIONONVEDOLORA!

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(ok, questa cosa delle gif mi sta sfuggendo di mano)

La citazione del film che vorrei salvare è la seguente:

We never lose our demons, Mordo.

We only learn to live above them.

Voto attori: 8 su 10 (spicca Benedict Cumberbatch)

Voto grafica/effetti speciali: 10 su 10

Voto trama: 8.5 su 10

Voto finale: 9 su 10

Bene ragazzi, voi avete visto questo film? Vi è piaciuto? Per chi non lo avesse ancora fatto cosa state facendo ancora qui???? Andate a vederlo, SUBITO!

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A presto cinefili

erigibbi

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