WRAP UP #3 Aprile 2017

Buongiorno lettori! Oggi ritorna l’appuntamento mensile con la rubrica Wrap Up, in cui vi farò un riassunto di tutte le letture fatte in questo mese e in cui stilerò la classifica dei primi 3 libri più belli letti!

Questo mese ho letto:

Il passo in più di Francesco Pierucci (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Una notte di ordinaria follia di Alessio Filisdeo (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccatequi)

Magari domani resto di Lorenzo Marone (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Ogni volta che mi baci muore un nazista di Guido Catalano (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Una relazione proibita di Melissa Castello (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Appartieni solo a me di Lily Anne (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Declan – Rebel Angels Band di Stephanie K. Sinclair (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Confederazione di sangue di Victory Storm (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Il miglio verde di Stephen King (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

La stella dell’Eire di Valentina Marcone (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

La ragazza con la notte dentro di Lili Anolik (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Bene, veniamo alla classifica:

terzo-posto

medaglia di bronzo a Magari domani resto di Lorenzo Marone

secondo-posto

medaglia d’argento a Il passo in più di Francesco Pierucci

primo-posto

medaglia d’oro a Il miglio verde di Stephen King

Ora lettori tocca a voi! Quali sono le vostre medaglie di bronzo, d’argento e d’oro del mese?? Fatemelo sapere!

A presto lettori,

erigibbi

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VIDEO RECENSIONE Il miglio verde di Stephen King

Lettori su YouTube c’è un mio nuovo video in cui vi parlo de Il miglio verde di Stephen King: https://www.youtube.com/watch?v=1wZXV2uGgZM

Se vi piace il mio canale ricordatevi di iscrivervi e sappiate che un mi piace è sempre gradito ^.^

Fatemi sapere cosa ne pensate!

A presto lettori,

erigibbi

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RECENSIONE Il miglio verde di Stephen King

TITOLO: Il miglio verdeil miglio verde

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 11.90 cartaceo; € 6.99 e-book

RECENSIONE:

Questo libro è stato concepito in realtà come un romanzo a puntate, prendendo spunto in particolare da Charles Dickens; è stato pubblicato infatti in 6 volumi con cadenza mensile da marzo ad agosto del ’96. Sicuramente sapete poi che il romanzo è stato adattato per il cinema con l’uscita del film (con omonimo titolo) nel ’99 in cui Tom Hanks ha interpretato Paul Edgecombe e Michael Clarke Duncan ha interpretato John Coffey.

La storia è ambientata nel penintenziario di Could Mountain, in particolare nel Blocco E dove si trova uno stretto corridoio di celle noto come “Il Miglio Verde” per il caratteristico colore del pavimento. Il narratore è Paul, il capo delle guardie che nel 1932 ha presieduto a più di 78 esecuzioni. Nel miglio verde infatti si trova Old Sparky, la sedia elettrica. Nel periodo in cui la storia fa riferimento, nel miglio si trovano 3 detenuti: Delacroix, chiamato Del; Wharton (il più psicopatico) e John Coffey. Quest’ultimo è un ragazzone di colore, grosso e alto, molto alto, accusato di aver stuprato e ucciso due bambine, sorelle gemelle.

Capiamo fin da subito che lo scopo del libro è farci capire se John Coffey, che si pronuncia come la bevanda ma si scrive in un altro modo, sia veramente o meno colpevole. E se il libro pone al lettore questa domanda, possiamo capire fin da subito che no, Coffey non ha commesso nessun reato. Questo è secondo me un aspetto molto interessante. King fin da subito ci fa implicitamente capire che John è innocente quindi il lettore potrebbe chiudere il libro immediatamente (“so già che John Coffey è innocente, perché dovrei continuare?”) , per di più ci fa capire fin dall’inizio che il suo destino è morire sulla sedia elettrica, ulteriore motivo per cui il lettore potrebbe chiudere il libro, (cioè ragazzi, il finale lo sappiamo fin da subito) eppure, tutti voi andrete avanti fino alla fine. Nonostante sappiate già come andranno le cose, voi continuerete nella lettura, non potrete staccarvi e vi dirò di più, nonostante sappiate come andranno le cose, piangerete, per un motivo o per un altro, voi piangerete. Credo che solo uno scrittore di spessore possa permettersi di dire o di far capire come vada a finire il libro conscio del fatto che il lettore andrà avanti comunque. Forse è un atto di presunzione (“dico già come va a finire perché sono talmente bravo che so che il lettore andrà avanti comunque a leggere”) ma King questa presunzione se la può anche permettere a mio parere.

Un altro aspetto molto interessante è che King in questo libro ci parla di Coffey narrandoci inizialmente di altri avvenimenti che con Coffey non c’entrano. Ci viene narrata la storia di Del, perché è nel miglio, come si è comportato da quando si trova nel miglio, l’amicizia stretta con un topolino che si trovava nel carcere (non come prigioniero sia chiaro!); ci viene narrata la storia di Percy, una guardia molto giovane che si trova lì solo perché ha delle conoscenze e infatti, potremo poi capire che Percy oltre a non saper fare quel lavoro è pure una persona cattiva; ci viene narrata la storia di Wharton, soprannominato Billy the Kid.. Insomma, inizialmente ho avuto l’impressione che Coffey fosse solo il personaggio di contorno e non capivo perché raccontarmi di tutta una serie di caratteristiche o di episodi riguardanti altri personaggi che dovevano essere secondari. Poi, ovviamente, tutto è risultato legato, tutto aveva un senso, tutto e tutti erano collegati a John Coffey ed è stato meraviglioso scoprire un po’ alla volta questi legami; è stato come sciogliere i mille nodi che si formano con le cuffie, pian pianino ho sbrogliato la matassa e il risultato è stato veramente meraviglioso.

Un ulteriore aspetto che mi ha colpito molto positivamente sono state le ripetizioni. Io non me rendevo conto ma in qualche modo durante la narrazione Paul partiva da un fatto e poi legava ad esso altri accadimenti tanto che poi il fatto principale, da cui partiva la narrazione, non veniva concluso in quel capitolo. King ha pensato bene di cominciare poi il capitolo successivo con l’evento del capitolo precedente per fare in modo che Paul lo concludesse. Ma la cosa fantastica è che il capitolo successivo iniziava utilizzando le stesse parole che Paul aveva usato per narrare il fatto precedente non concluso; me ne rendevo conto che le parole erano identiche, se non per l’aggiunta di «vi stavo raccontando questo quando mi sono interrotto..» e comunque io lo rileggevo! Rileggevo le stesse identiche parole, come un rewinde e non ho mai pensato, nemmeno una volta, di saltare la parte, essendo identica, perché era un piacevole modo per riagganciarmi al filo conduttore, per riagganciarmi alla storia nel punto in cui si era interrotta. Ho trovato questa modalità di narrazione molto particolare, almeno io non ho mai letto un libro scritto in questa modo, e mi è piaciuta molto!

Ho versato molte lacrime e non lo credevo possibile. Voglio dire, fin dall’inizio mi sono detta “Erika, Coffey muore, mettitela via” eppure ci sono stati dei momenti in cui vi giuro ragazzi, avevo male al cuore. Sapevo perfettamente come sarebbero andate le cose eppure King è riuscito, ancora una volta, a farmi stare male, malissimo.

Vi consiglio assolutamente questo libro perché oltre ad essere scritto molto bene e ad essere narrato in modo particolare, la tematica trattata è importante. Non solo si parla di pena di morte (e badate bene, non ci sono paternali e nessuno ci dice i pro della pena di morte sono questi, i contro sono questi) ma si approfondisce la questione dell’uso della pena di morte con i colpevoli e con gli innocenti. A questo proposito mi stavo dimenticando di una cosa. Del è chiaramente colpevole ma mai, mai ho pensato “si merita di morire” o “merita la sedia elettrica” e non perché io sono buona, non perché io sono contro la pensa di morte, non è questo il punto. Il punto è che King è riuscito con Delacroix a farci vedere la persona, non ci ha mai fatto vedere il mostro ma solo la persona e vi giuro, quando è arrivata l’ora della morte di Del, ho pianto; per lui e per Coffey avrei preferito che le cose fossero andate diversamente e ripeto, Del è colpevole, Coffey è innocente.

Il libro è ben scritto, i temi sono importanti, vi porrete delle domande e sarà un libro che alla fine vi lascerà qualcosa. Una volta terminato, credetemi, non riprenderete la vostra vita così come se niente fosse, è un libro che secondo me lascia il segno.

Voto: 5 su 5

Vi lascio il link Amazon nel caso foste interessati: http://amzn.to/2nRhL7N

Grazie per avermi fatto compagnia fino a qui! Fatemi sapere, nel caso abbiate letto il libro cosa ne pensate, e nel caso non lo abbiate letto, fatemi sapere se ne siete incuriositi. Io spero di sì!

Ah ultimissima cosa, forse i lettori più attenti, coloro che mi seguono sempre (vi ringrazio) avranno notato che ho cambiato modalità di recensione. Vorrei sapere cosa ne pensate, se vi piace o se preferite la “vecchia” modalità. Fatemi sapere anche questo, mi raccomando, tengo ai vostri pareri!

A presto lettori,

erigibbi

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LI(BRI)STA DEI DESIDERI – GENNAIO 2017

Buongiorno amici lettori! È finalmente giunto il momento in cui vi rendo partecipe dei libri che vorrei leggere in un futuro, spero prossimo! 😉

  1. Il miglio verde di Stephen King (1996): Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come “Il Miglio verde”, i detenuti come lo psicopatico “Billy the Kid” Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista dalle guardie. Ma nessuno riesce a decifrare l’enigmatico sguardo di John Coffey, un nero gigantesco condannato a morte per aver violentato e ucciso due bambine. Coffey è un mostro dalle sembianze umane o un essere in qualche modo diverso da tutti gli altri?
  2. La cospirazione degli illuminati di G.L. Barone (2013): È notte fonda quando un bagliore accecante illumina la notte di Torino: la cappella del Guarini è in fiamme. Basta poco perché la tragica notizia si diffonda in tutto il mondo: la Sacra Sindone è andata distrutta. Quattro mesi dopo, in una Roma assolata e caotica, uno scandalo travolge il Vaticano: il colonnello Weistaler, comandante della Guardia svizzera, viene brutalmente assassinato il giorno del giuramento delle nuove reclute. Cosa lega due eventi apparentemente così distanti tra loro? Le indagini di Stella Rosati, giovane procuratore, portano alla luce una serie di relazioni che coinvolgono le alte sfere vaticane, il presidente dello IOR, trafficanti d’armi e alcune cellule terroristiche islamiche. Ma la Rosati non è l’unica a voler svelare il mistero che si cela dietro l’omicidio di Weistaler. Anche Andreas Henkel, ex agente del Servizio di Sicurezza Cecoslovacco, ora a servizio del Vaticano, si precipita a Roma subito dopo il delitto. Qualcuno tesse dall’alto pericolose trame per distruggere dall’interno la Chiesa di Roma. Ma c’è un’insidia ancora maggiore che incombe sulla cristianità: gli Illuminati per voluntatem Dei. Chi sono? Qual è il loro folle piano? E fin dove sono pronti a spingersi per realizzarlo?  
  3. Il quadro segreto di Caravaggio di Francesco Fioretti (2012): Roma, 1604. In un’atmosfera buia dominata dal severo clima della Controriforma, sono sempre di più i pittori che affondano le loro immagini in una cornice di oscurità avvolgente. Caravaggio è un artista di punta che utilizza spesso, per i suoi quadri, modelle di estrazione popolare. Un giorno Anna Bianchini, una prostituta che aveva posato per lui, viene trovata morta nel suo letto dall’amica Fillide, altra cortigiana e musa del pittore. Giunto a casa di Anna, Caravaggio ritrae le due donne un’ultima volta nella “Morte della Vergine”: Anna nella figura della Madonna appena deceduta e Fillide in quella della Maddalena afflitta al suo capezzale. Il quadro, consegnato nel 1606, fa scandalo e viene rifiutato dalla chiesa di Santa Maria della Scala. Ma ormai la vita di tutte le modelle di Caravaggio sembra essere a rischio: anche Fillide è vittima di un tentato omicidio, e il pittore è preoccupato per la sua compagna Lena Antognetti, ex prostituta anche lei. Le indagini in corso portano a un funzionario della corte pontificia, il committente della “Morte della Vergine”, fanatico e rigido moralista. Un uomo che il pittore denuncia ritraendolo in quel quadro, sullo sfondo, e con aria di sfida. Ma quando Caravaggio intuisce il vero movente di quei delitti, è costretto a fuggire da Roma, senza riuscire a salvare Lena, la donna che ama…  
  4. L’isola dei monaci senza nome di Marcello Simoni (2013): Il 12 luglio 1544 l’armata del corsaro ottomano Barbarossa mette sotto assedio le coste dell’isola d’Elba. Lo scopo è liberare il figlio ventenne del suo generale delle galee, Sinan il Giudeo, tenuto in ostaggio dal principe di Piombino. Ma il vero interesse del corsaro non è il ragazzo, ma il terribile segreto che egli custodisce. Il figlio di Sinan ha scoperto infatti di essere l’ultimo depositario di un mistero risalente ai tempi di Gesù e in grado di minare, se rivelato, le basi della fede cattolica. Ma il segreto del Rex Deus è stato occultato per oltre due secoli ed entrarne in possesso sarà tutt’altro che semplice. Il giovane dovrà seguire un’antica pista di indizi lasciata da un monaco templare, destreggiandosi tra rivalità di corsari, intrighi di corte e battaglie navali. E dovrà anche sventare il complotto della loggia dei Nascosti, intenzionata a impossessarsi dell’antico segreto.
  5. Central Park di Guillaume Musso (2014): New York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure… Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite.  

Cosa dite di questi libri ragazzi? Vi ispirano? Li avete letti? Fatemi sapere!

A presto!

eri gibbi

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