WRAP UP #1 – Febbraio 2017

Buongiorno ragazzi e ragazze! Ho visto in giro, in qualche blog che seguo (e ovviamente non mi ricordo che blog fosse, vedi memoria di criceto) questa rubrica mensile che mi ispira assai! Ogni mese vi farò un riassunto delle letture fatte e poi stilerò una classifica per i primi 3 libri più belli letti!

Allora questo mese ho letto:

Zaira di Carola Baudo (trovate la recensione qui) (se siete interessati al libro cliccate qui)

Isabella e i Pedoni Danzanti di Katherine Jane Boodman (trovate la recensione qui) (se siete interessati al libro cliccate qui)

Ti sposo ma non ti conosco di Derek Steven e Josephine Poupilou (trovate la recensione qui) (se siete interessati al libro cliccate qui)

La misura della felicità di Gabrielle Zevin (trovate la recensione qui) (se siete interessati al libro cliccate qui)

Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali di Ransom Riggs (trovate la recensione qui) (se siete interessati al libro cliccate qui)

La voce nascosta delle pietre di Chiara Parenti (trovate la recensione qui) (se siete interessati al libro cliccate qui)

Il solo modo per coprirsi di foglie di Laura M. Leoni (trovate la recensione qui) (se siete interessati al libro cliccate qui)

I rami del tempo di Luca Rossi (trovate la recensione qui) (se siete interessati al libro cliccate qui)

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte  di Mark Haddon (trovate la recensione qui) (se siete interessati al libro cliccate qui)

Bene, veniamo alla classifica:

terzo-posto

medaglia di bronzo a Il solo modo per coprirsi di foglie di Laura M. Leoni

secondo-posto

medaglia d’argento a La misura della felicità di Gabrielle Zevin

primo-posto

medaglia d’oro a La voce nascosta delle pietre di Chiara Parenti

Allora che dite di questa mia classifica? Siete d’accordo? Ora sono curiosa di sapere le vostre medaglie di bronzo, d’argento e d’oro del mese! Fatemi sapere!!

A presto lettori

eri gibbi

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RECENSIONE: LA MISURA DELLA FELICITÀ di Gabrielle Zevin

TITOLO: La misura della felicità9788842923497_0_0_300_80

AUTORE: Gabrielle Zevin

EDITORE: Nord

GENERE: Narrativa straniera moderna e contemporanea

PUBBLICAZIONE: 2014

PREZZO: € 16.00 cartaceo; € 6.99 e-book

PAGINE: 313 p., rilegato

Prime righe:

Moglie uccide marito con cosciotto d’agnello, poi si sbarazza dell’ <<arma>> facendola mangiare ai poliziotti. Un Dahl di buon livello, anche se Lambiase dubita che una casalinga esperta cucinerebbe davvero un cosciotto d’agnello nella maniera descritta, cioè senza scongelarlo, senza insaporirlo, senza marinarlo.

TRAMA:

Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di “abbassare i prezzi”. Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all’infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: “Questa è Maya. Ha due anni. È molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata.” Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l’esistenza. Perché Maya è animata da un’insaziabile curiosità e da un’attrazione istintiva per i libri – per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell’affascinante mosaico di parole che riempie le pagine – e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore…

RECENSIONE:

Allora lettori, la copertina mi piace, è molto semplice secondo me. Sfondo beige con l’immagine di A.J. e Maya, più qualche libro, in nero lucido mi piace molto così come vedere un padre che alza la propria figlia, perché Maya sarà questo per A.J. Il titolo originale è The Storied Life of A.J. Fikry e non capisco perché non mantenere un’esatta traduzione in italiano! Anche un titolo semplice semplice come La storia di A.J. Fikry poteva andare no? Io penso, ma è solo un’opinione personale, che il titolo La misura della felicità sia stato scelto solo per attirare pubblico. Probabilmente la gente quando vede titoli contenti la parola felicità è più propensa a leggere la trama ed eventualmente poi comprare il libro. Leggere La vita di…ci potrebbe far pensare “no no non leggo biografie” pur trovando il libro nella sezione narrativa ma il nostro cervello decide di non collaborare e ci fa pensar male! Comunque questo titolo in italiano non lo vedo proprio appropriatissimo seppur bellissimo! La trama secondo me è un po’ fuorviante! Verissimo che A.J. non apprezza i libri che vende e che ha gusti forse sofisticati, verissimo che Maya gli cambia la vita ma non c’è solo questo!! Io mi aspettavo un intero libro su A.J. e Maya ma non è così! Nel corso della storia incontreremo vari personaggi, molto importanti per A.J., chi più chi meno, e tutti avranno un loro spazio, una loro storia in cui ci renderemo conto che i libri hanno avuto un ruolo fondamentale a migliorare la loro vita. Alla fine mi sono resa conto che I LIBRI sono i veri protagonisti di questo racconto! E ne sono felicissima perché i libri hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia di vita ed era ora che qualcuno dedicasse loro un libro apposito per far comprendere quanto hanno da offrirci. Non capisco perché scrivere questa trama! Io avrei scritto una sinossi di modo che i lettori potevano capire fin da subito che in questo racconto i libri hanno cambiato la vita, IN MEGLIO, a tutti i personaggi. Cosa c’è di male? Perché scrivere un libro così e poi spacciarlo per una “semplice” storia d’amore tra un uomo e una bambina? Questo veramente non lo capisco e mi dispiace perché poi è logico leggere recensioni negative di gente che dice che dice che dalla trama si aspettava di più, che è una storietta d’amore banale.. Non lo so, forse l’ho capito io in modo diverso, ma io qui ci vedo UNA STORIA D’AMORE tra UOMINI E LIBRI e mi è piaciuto!

Voto copertina: 5 su 5

Voto titolo: 3 su 5

Voto racconto: 4 su 5

Voto finale: 4 su 5

Cosa ne pensate amici? Avete letto questo libro? Lo leggerete? Fatemi sapere! 😉

A presto!

eri gibbi

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Teaser Tuesday #10

Buongiorno lettori e lettrici! Per allietare la vostra giornata vi terrò compagnia con un nuovo teaser! Ringrazio i miei genitori per avermi regalato questo libro!

Vi ricordo le regole:

  1. Prendi il libro che stai leggendo.
  2. Aprilo ad una pagina a caso.
  3. Condividi un estratto di quella pagina.
  4. Occhio agli spoiler! Assicurati di non dire troppo (nuooooooo).
  5. Riporta titolo ed autore, così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dal teaser.

Da La misura della felicità di Gabrielle Zevin:

Maya ridacchia.

La madre di A.J. sembra sul punto di mettersi a piangere. «Be’ , di sicuro non volevo far arrabbiare nessuno.»

«Va benissimo», dice Amalia. «È uno splendido regalo. Tutti noi amiamo leggere e sono sicura che lo useremo molto. E A.J. sta davvero esagerando.»

«Scusa, A.J., non sapevo che fossi così inflessibile sull’argomento», sussurra la madre.

Che dite di questo teaser? Avete sentito questo libro? Giovedì comunque uscirà la recensione se volete scoprire qualcosa in più a riguardo! Voi cosa state leggendo amici?

A presto!

eri gibbi

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LI(BRI)STA dei Desideri – Dicembre 2016

Buongiorno amici lettori! Natale si avvicina per cui se non avete idee su che libri ricevere (ne dubito!) o che libri regalare vi lascio qui sotto la mia LI(BRI)STA dei desideri di dicembre! Sarà più lunga del solito proprio per darvi qualche idea in più! 😉

  1. La misura della felicità di G. Zevin (2014). Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di “abbassare i prezzi”. Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all’infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: “Questa è Maya. Ha due anni. È molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata.” Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l’esistenza. Perché Maya è animata da un’insaziabile curiosità e da un’attrazione istintiva per i libri – per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell’affascinante mosaico di parole che riempie le pagine – e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore…
  2. La prima cosa che guardo di G. Delacourt (2016). Che peso ha la bellezza nella vita? Siamo capaci di accettarci per quello che siamo? Si può essere amati per sé, o siamo amati per quello che colmiamo nell’altro? Queste domande giacciono nel profondo di noi stessi e non sempre abbiamo il coraggio di affrontarle prima che la realtà s’imponga con la sua risposta improrogabile. Sono gli stessi interrogativi dinanzi a cui si ritroverà improvvisamente Arthur, dopo che, una pigra sera di settembre, il destino busserà alla sua porta, cambiando per sempre la sua vita. Un libro pieno di tenerezza e di commozione, che parla di identità, della vanità dell’apparire, della difficoltà e del coraggio necessari per costruire una relazione sincera con un altro essere umano. Un romanzo sui contorni dell’anima e la misura del cuore. E sul destino, che può sovvertire qualsiasi cosa.
  3. Il rifugio di P.W. Young (2009). Mack è un uomo alla deriva, sconvolto dalla perdita di una figlia. Un giorno trova tra la posta un biglietto misterioso: qualcuno che si firma Pa, nomignolo con cui la moglie di Mack si rivolge a Dio, lo invita a recarsi “al rifugio”, il luogo in cui la piccola Missy ha trovato la morte, uccisa da un maniaco. Mack è chiamato a fare i conti con un passato che non lo abbandona e con quella sofferenza che ha silenziosamente scavato un solco tra lui e Dio. Con il ritmo di un thriller e la magia di una favola, “Il rifugio” commuove e insegna che il dolore è spesso una strada per arrivare a se stessi.
  4. Le luci nelle case degli altri di C. Gamberale (2012). Maria, l’amministratrice condominiale libera e carismatica di un palazzo apparentemente come tanti, muore all’improvviso in un incidente stradale. Rimane sua figlia, Mandorla, una bambina di sei anni; e rimane una lettera, nella quale Maria rivela che il padre di Mandorla si nasconde in uno dei cinque piani del condominio che lei amministrava… Gli uomini del palazzo sono tutti sospettati ma decidono di non sottoporsi al test del Dna e stabiliscono di crescere la bambina tutti assieme. Attraverso lo sguardo smarrito – ora allegro, ora dolcemente disperato – della bambina, accendiamo le luci (e scopriamo le ombre) delle case di un condominio nel quale, presto, ogni lettore sentirà di abitare mentre, di piano in piano, Mandorla cresce, s’innamora, cerca suo padre e se stessa.
  5. Cento giorni di felicità di F. Brizzi (2015). Non a tutti è concesso di sapere in anticipo il giorno della propria morte. Lucio Battistini, quarantenne ex pallanuotista con moglie e due figli piccoli, invece lo conosce esattamente. Anzi, la data l’ha fissata proprio lui, quando ha ricevuto la visita di un ospite inatteso e indesiderato, un cancro al fegato che ha soprannominato, per sdrammatizzare, “l’amico Fritz”. Cento giorni di vita prima del traguardo finale. Cento giorni per lasciare un bel ricordo ai propri figli, giocare con gli amici e, soprattutto, riconquistare il cuore della moglie, ferito da un tradimento inaspettato. Cento giorni per scoprire che la vita è buffa e ti sorprende sempre. Cento giorni nei quali Lucio decide di impegnarsi nella cosa più difficile di tutte: essere felice. Perché, come scriveva Nicolas de Chamfort, “la più perduta delle giornate è quella in cui non si è riso”.
  6. Wintergirls. Così leggere da bucare le nuvole di L. Halse Anderson (2013). Lia e Cassie sono amiche dall’infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un’assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da “punirsi” per aver mangiato. Si ingozza d’acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda. Nel suo libro L. H. Anderson esplora l’impressionante discesa di una ragazza nel vortice dell’anoressia.
  7. Cecità di J. Saramago (2013). Ringrazio il mio amico Davide per questo suggerimento (hai visto che c’è il tuo libro??). Veniamo alla trama. In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.  Ok, non proprio adatto a questo periodo natalizio. 😉
  8. Il mondo ai miei piedi di L. Lokko (2005). Settembre 1981. Rianne de Zoete, una giovane ereditiera sudafricana, viene mandata a studiare contro la sua volontà in un esclusivo college inglese e pensa che la sua vita lontano da casa sia finita prima ancora di cominciare. Cresciuta secondo le regole della società bianca privilegiata e razzista, Rianne è molto diversa dalle tre compagne con cui è costretta a dividere la stanza, e i suoi atteggiamenti arroganti non tardano a gettare lo scompiglio nella vita della scuola. A dispetto di queste premesse le quattro ragazze troveranno un’intesa e ben presto diventeranno inseparabili. Ma quando Rianne scopre che il ragazzo più corteggiato del college è il figlio del più noto prigioniero politico sudafricano, nemico della sua famiglia, iniziano i guai.
  9. Cieli di zafferano di L. Lokko (2006). Il ricchissimo e potente Max Sall, divide la sua vita tra la moglie Angela, fragile ed elegante figlia della buona società londinese, e l’amante Francesca, affascinante ex hostess romana desiderosa di affrancarsi dalle sue origini modeste. Angela ha avuto da Max due figli: Amber, intelligente e determinata, e Kieran, che presto si rivela un debole e un irresponsabile. Francesca ha avuto dal ricco amante una figlia, Paola, allevata con l’unico obiettivo di riuscire dove lei ha fallito: sposare un uomo ricco. Mentre le ragazze crescono in un clima di reciproca ostilità, le loro madri riescono a trovare, malgrado tutto, il modo di convivere. Fino a quando Amber e Paola si innamorano dello stesso uomo…
  10. Una donna misteriosa di L. Lokko (2013). Chi è davvero Anneliese Zander de Saint Phalle? Conosciuta nel mondo intero come una delle più celebrate stiliste di moda, a capo di un immenso impero economico, è una donna raffinata e con una carriera di tutto rispetto. Universalmente ammirata, è però molto schiva e riservata, anche se la sua innata eleganza e bellezza l’hanno ormai resa un’icona indiscussa. In realtà nessuno sa chi lei sia veramente e cosa si nasconda dietro la sua impenetrabilità. Perfezionista assoluta nel lavoro, Anneliese è un mistero anche per i più fedeli collaboratori. Ma cosa nasconde il suo passato? Fermamente decisa a lasciarsi per sempre alle spalle gli anni bui dell’infanzia e della giovinezza che l’hanno segnata profondamente, Anneliese fa di tutto per seppellire il ricordo delle sue origini, delle quali non ha mai fatto parola neppure con la figlia Callan. Ma proprio quando ha ormai deciso di ritirarsi dalle scene, quel passato tanto temuto irrompe inaspettatamente nella sua vita sconvolgendo ogni certezza.

Allora ragazzi, cosa ne pensate? Avete già letto qualche libro di questa lista? Vi ispirano? Fatemi sapere!!

eri gibbi