VIDEO RECENSIONE: I lupi del Calla di Stephen King

Buongiorno lettori e lettrici! Buon sabato!

Non so se voi lo sapete ma ho un canale Youtube in cui ho cominciato a fare video recensioni. Vi lascio qui il link dell’ultima recensione che ho fatto!

I lupi del calla V volume della serie La Torre Nera di Stephen King!

A presto pistoleri

eri gibbi

©

RECENSIONE: LA TORRE NERA (serie LA TORRE NERA) di Stephen King

TITOLO: La Torre Nera (La Torre Nera)

AUTORE: Stephen Kingla-torre-nera

GENERE: Fantasy

PUBBLICAZIONE: 21 settembre 2004

PAGINE: 789

Prime righe: Père Donald Callahan era stato un tempo il sacerdote cattolico di un borgo, Salem’s Lot si chiamava, che non esisteva più su nessuna carta geografica.

TRAMA SENZA SPOILER

Roland di Gilead, il pistolero, con i compagni che ha raccolto attorno a sé durante il viaggio, è di fronte al suo destino. Il gruppetto è sano e salvo, sebbene sparso per ogni dove (e ogni quando). In particolare, Roland, Eddie e John Cullum sono nel Maine del 1977, in Turtleback Lane, quando cominciano a capire che il mondo da cui stanno cercando di fuggire è l’unico reale, l’unico in cui il tempo vada solo in avanti, in linea retta.. Per i lettori che con fedeltà e passione li hanno seguiti fin qui, vale la pena di ricordare che il meglio arriva sempre per ultimo. A patto che si abbia il coraggio di andare fino in fondo, naturalmente. Ma ormai mancano solo pochi passi.. Ecco. Sentite questo tonfo? È una porta che si chiude dietro di voi. Benvenuti nella Torre Nera.

RECENSIONE SENZA SPOILER

Non mi riesce facile iniziare questa recensione, il tasto canc l’ho tenuto premuto 3 volte prima di avviarmi e ancora non so bene cosa dirvi. Roland mi ha accompagnato per mesi, mi ha preso per mano, delicatamente, ma allo stesso tempo mi ha guardato negli occhi, e lì mi ha detto qualcosa che non dimenticherò mai:

Non si mira con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Si mira con l’occhio.

Non si spara con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Si spara con la mente.

Non si uccide con la pistola; colui che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre. Si uccide col cuore.

Mi sono fatta coraggio, e sto sparando. È difficile dire se l’ultimo libro di 7 mi sia piaciuto o meno. Difficile perché si tratta dell’ultimo: voi sapete che non leggerete più nulla su quei protagonisti che tanto avete amato; difficile perché, siamo sinceri, ci potrà mai essere una fine che ci piacerà? Potrebbe esserci, se tutto andasse alla perfezione ma in ogni caso, credetemi, avrete l’amaro in bocca perché comunque la vostra serie preferita, la vostra saga preferita è finita. Non vi resterà altro che rileggere i libri o riguardarla e nient’altro. Il libro è stato all’altezza degli altri 6, sicuramente meglio del primo. Ma mi ha deluso in alcune parti. Mi ha lasciato con l’amaro in bocca, mi ha lasciato dolorante, amareggiata, triste. Ma non per questo posso dire che sia stato un brutto libro, tutt’altro. Leggete oltre se volete sapere qualcosa di più nei dettagli, fermatevi qui se volete continuare ad essere felici.

TRAMA CON SPOILER

PARTE PRIMA: Il piccolo Re Rosso – DAN-TETE

1 Callahan e i vampiri

Riprende il racconto da dove ci eravamo fermati: Jake e il Père sono entrati al Dixie Pig e devono combattere contro centinaia tra uomini bassi e vampiri. Callahan sente la voce di Dio, la voce del Bianco che gli sussurra sköldpadda. Il Père allora estrae la tartarughina dalla sua tasca e la espone, questo serve a fermare gli uomini bassi, ma non i vampiri. Allora il Père, che nel frattempo, tramite la voce di Roland dice a Jake di continuare, di trovare Susannah, capisce che contro di loro è molto più utile il crocefisso d’oro che porta sempre con sé. Finché è girato dalla parte dei vampiri, pur tenendo alta la tartarughina, il suo effetto si fa più debole con gli uomini bassi che lo attaccano. Il Père ha solo il tempo di uccidere due uomini bassi e poi decide di uccidere se stesso per non lasciarsi prendere dai vampiri.

2 Sollevati dall’onda

Eddie e Roland si stanno dirigendo a Lovell quando..

Come Eddie, Roland provò la netta sensazione di essere dapprima sollevato e quindi tenuto sospeso, come un oggetto che ha perso i suoi legami con la gravità terrestre. Udì le campanelle e si sentì sollevato attraverso il muro dell’esistenza, ma capì che non era contezza reale, non certo del tipo che avevano sperimentato in precedenza. Questa era molto probabilmente quella che Vannay chiamava aven kal, parole che significavano sollevati sul vento oppure trasportati dall’onda. Solo che l’espressione nella forma kal, invece della più comune kas, stava a indicare un forza naturale di proporzioni rovinose: non un vento ma un uragano; non un’onda ma uno tsunami.

Si ritrovano così ad osservare il momento del parto dall’alto. Susannah li può vedere e senza emettere nessun suono pronuncia chassit, 19, e per Roland le cose sembrano più chiare (a me no!). Subito dopo vengono risollevati in un’altra stanza del Dixie Pig dove vedono Jake, Oy e il Père ed è lì che Roland parla a Jake dicendogli di muoversi, di andare da Susannah.

3 Eddie fa una telefonata

Si ritorna nel Maine. Eddie comprende che la loro missione in questo mondo non è ancora finita. Convince Roland a ricontattare Cullum per far sì che egli si metta in contatto con il padrino di Susannah, nonché braccio destro della ditta di suo padre, affinché diventino i custodi del terreno della rosa, ora proprietà della Tet Corporation, e in qualche modo ‘imprenditori’ per far crescere questa azienda il più possibile e contrastare la crescita della Sombra Corporation e della North Central Positronics che moooolto semplicemente potremo definire aziende in mano ai cattivi. Dopo aver fatto la telefonata a Cullum per chiedergli un incontro, i nostri amici si rimettono in viaggio ma durante il tragitto hanno un incontro con un walk-in, una sorta di lento mutante che però, prima che il mondo andasse avanti, rendeva grazie alla discendenza di Eld. Roland così scopre come si chiama il luogo dove Susannah-Mia è andata a partorire e dove devono recarsi. Ci sono altre informazioni che al momento noi lettori, e nemmeno ad Eddie, sono date sapere in quanto sia Roland sia questo walk-in hanno a tratti parlato con l’antico linguaggio.

4 Dan-Tete

Il figlio di Mia è nato. All’inizio sembra adorabile, un bambino normale, con gli occhioni azzurri e fitti capelli ricci e neri, paffutello e bello (al che ho pure tratto un sospiro di sollievo). Ma ovviamente King non ci fa risparmiare nulla. Il tizio è una sorta di mutaforma tant’è che poi si trasforma in un ragno (evviva!). Mia muore in poco tempo: il mostro per nutrirsi le ha succhiato tutto il sangue. Susannah, pur essendo anche lei “rapita” da questa situazione, riesce a trovare il momento propizio per impossessarsi della pistola del “medico” che ha seguito Mia e in un batter d’occhio fa una strage. Purtroppo il dan-tete viene solo ferito ad una zampa e riesce a scappare. Dopo di che Suze si avvale di un aiuto di un robot, da lei precedentemente accecato, per cercare di uscire da quel posto. Il robot conduce Susannah di fronte ad una porta che le permetterà di uscire da lì ma avendo percepito mentalmente la presenza di Jake, Suze decide di aspettarlo, schiena contro la porta, con la sola presenza consolatrice di una pistola.

5 “In the jungle, the mighty jungle”

Jake lascia il Père e scappa con Oy alla ricerca di Susannah. Oy si mette subito sulle sue tracce annusando il terreno e i due, rincorsi da uomini bassi e da vampiri cominciano a percorrere uno strano tunnel. Per Oy non c’è nulla che non vada in quel tunnel ma Jake rischia di finire in una trappola mentale che proietta la sua più profonda paura, frutto della sua immaginazione di bambino. Sa anche che quell’immaginazione può comunque ucciderlo per cui mentalmente chiede ad Oy di fare scambio di corpi, o meglio, di menti: Jake viene proiettato nel corpo di Oy e Oy nel corpo di Jake. Il bimbolo dovrà quindi, in breve tempo, abituarsi a quel nuovo corpo per finire il tunnel e scappare dagli uomini che li hanno quasi raggiunti. Arrivati alla fine del tunnel, entrambi riprendono possesso del proprio corpo e si trovano di fronte ad una porta chiusa; per aprirla è necessaria una parola d’ordine. Jake ed Oy sono pronti a morire combattendo per Roland e per l’Eld. Susannah nel frattempo trasmette mentalmente la parola d’ordine, chassit, a Jake che pronunciandola viene tirato dall’altra parte da Susannah, evitando la pallottola che lo avrebbe colpito al centro della fronte.

6 In Turtleback Lane

Roland ed Eddie si incontrano con Cullum e gli spiegano per bene cosa deve fare: deve contattare il padrino di Susannah affinché la Tet Corporation diventi reale; dopodiché vanno in Turtleback Lane dove grazie alla magia c’è una specie di porta che li porterà dove vogliono. Roland sa dove andare perché Jake, con il tocco, è riuscito a trasmettergli il luogo in cui devono recarsi per ricongiungersi, appunto, a Jake, Oy e Susannah.

7 Riunione

Eddie e Roland, grazie alla porta magica, arrivano nel tunnel dove ci sono ancora i vampiri e gli uomini bassi che avevano cercato di catturare Jake ed Oy. Ovviamente nessuno ha il tempo di reagire perché i due pistoleri uccidono tutti quanti. A quel punto Eddie chiama Susannah, la quale, assieme a Jake, pronucia la parola d’ordine per aprire la porta. Finalmente il ka-tet è unito.

PARTE SECONDA: Cielo Blu – DEVAR-TOI

1 Il Devar-Tete

I nostri amici tengono conciliabolo per decidere come procedere:

“Useremo la porta per arrivare alla stazione di Rombo di Tuono”, spiegò Roland, “dalla Stazione andremo alla prigione e lì…” Guardò a uno a uno i membri del suo ka-tet, poi alzò il dito e mimò in modo eloquente una pistola che spara.

2 L’osservatore

Nigel, il robot, sta aiutando i nostri amici procurando loro del cibo ma comincia a mostrare i primi segni di cedimento, come se qualcosa dentro di lui si fosse rotto. Susannah capisce che c’è qualcosa che non va e comprende chi è la fonte di questo disagio: Mordred. Mordred, è ancora lì, in qualche sala a spiarli, ad osservarli, in attesa che Nigel gli porti qualcosa da mangiare, prima dei topi, poi un bimbolo, un cucciolo di pochi mesi. Per Nigel è troppo, quella è stata la sua ultima commissione.

3 Il laccio

Walter tramite una botola raggiunge Mordred con in testa un “cappello pensante” che dovrebbe impedirgli di insinuarsi nella sua mente. Dopo aver appreso dalla mente di Walter un bel po’ di informazioni, Mordred decide di mangiarselo perché quello che ha davanti non è altro che un essere tanto tronfio delle proprie passate imprese da non avvertire il pericolo presente […] Walter era invecchiato, era diventato vecchio e fatalmente sicuro di sé, e troppo vanesio da rendersene conto. Tramite la mente Mordred crea un laccio che rende a Walter impossibile ogni tipo di movimento. Il buffet ha inizio: Mordred impone a Walter, con il pensiero , di strapparsi gli occhi, la lingua, poi ci furono altre grida, ma poche. Poi del vecchio nemico di Roland non restò niente.

4 La porta di Rombo di Tuono

Grazie all’aiuto di Oy e al suo olfatto, i nostri amici giungono alla porta di Rombo di Tuono e, passando dall’altra parte (mica una porta normale, come le conosciamo noi) tutti vengono presi da conati e da getti di vomito, dico grazie (mica tanto!!). Subito vengono raggiunti da alcuni uomini che si dichiarono dalla loro parte.

5 Steek-Tete

Grazie a queste 3 nuove persone, i nostri amici riescono a proseguire il loro cammino, arrivando a Cielo Blu:

non era Narnia, quella, era Cielo Blu. Dove certa gente era impegnata a provocare la fine del mondo.

Di tutti i mondi.

I nostri 3 nuovi amici devono andarsene perché la loro assenza non deve dare nell’occhio in quel posto tutt’altro che perfetto; il giorno dopo, se non ci saranno problemi, si riincontreranno. Prima dei saluti Roland parla ad uno di loro ed è così che scopriremo che uno di questi è Sheemie:

ragazzo indaffarato in una taverna antica che si chiamava Riposo dei Viaggiatori a ritirare i boccali vuoti e tuffarli nel barile di lavaggio sotto la testa dell’alve bicefalo conosciuto come il Romp, evitando gli spintoni di Coral Thorin o i calci ancor meno scherzosi che gli rifilava un’attempata prostituta di nome Pettie the Trotter. Vide il ragazzo che era stato quasi ucciso per aver versato del liquore sugli stivali di un tipo poco raccomandabile di nome Roy Depape. Era stato Cuthbert a salvare la vita a Sheemie quella notte… ma era stato Roland, conosciuto dalla gente del posto come Will Dearborn, a salvarli tutti.

6 Il Capataz di Cielo Blu

In questo capitolo conosciamo Finli o’ Tego e Pimli, rispettivamente il capo della sicurezza e il Capataz di Cielo Blu. I due, giunti ormai alla fine del loro compito (far sì che i Frangitori distruggano i vettori della Torre Nera) hanno paura che qualcosa possa andare storto e fanno i soliti controlli di routine. Tutto sembra al solito posto, tutti sembrano al lavoro, compresi i nostri 3 “nuovi” amici di cui abbiamo fatto conoscenza nel capitolo precedente.

7 Ka-Shume

Fu così che riconobbe il sentimento che si era irradiato in tutti loro per ciò che quasi sicuramente era: non ansia o pessimismo, bensì Ka-Shume. Non esisteva una traduzione adeguata per quel termine dalle tinte plumbee, ma intendeva indicare la percezione di un lutto imminente nel proprio ka-tet.

E Mordred intanto è lì fuori, che percepisce tutto, che sente tutto.

8 Appunti dalla Casa di Pan di Zenzero

Nella grotta indicata dai nuovi amici, Eddie, Roland, Susannah, Jake ed Oy si mettono ad ascoltare il racconto di Ted. Scopriamo che Ted è un telepatico e facilitatore e che Sheemie è uno psicocinetico: è in grado di creare delle porte magiche tra mondi. La cosa più brutta che scopriremo è che King morirà il 19/09/1999 cosa che sapevamo già, cosa che però non sapevano i nostri pistoleri. Ora il dubbio è: salvare King o aiutare Ted, Sheemie e Dinky a fermare i frangitori?

9 Orme sul Sentiero

È giunto ormai il mattino. Fuori dalla grotta Roland è già in piedi, Jake, seguito ovviamente da Oy, si unirà a lui e siccome con Roland non si smette mai di imparare, sarà il pistolero a far vedere a Jake qualcosa: orme, tracce, peli neri, ossa. Qualcuno, o qualcosa, li ha seguiti: Mordred, figlio di Mia e anche di Susannah, figlio di Roland. Loro sono così in vantaggio, sanno che lui è lì, ma Mordred sa che è stato scoperto? I nostri amici pensano di no. Tornati nella grotta, la colazione inizia e giungono così Ted, Sheemie e Dinky accompagnati da un Rod come richiesto da Roland.

10 L’ultimo conciliabolo (Il sogno di Sheemie)

Sheemie ha una crisi, come una sorta di crisi epilettica, a causa del teletrasporto appena effettuato per consentire a lui, Ted, Dinky e al Rod di giungere nella grotta in cui si trovano Roland e gli altri. È chiara una cosa: Sheemie sta per morire a forza di usare il teletrasporto. Roland chiama accanto a sé Jake e Sheemie: l’idea di Jake è far decidere a Sheemie cosa salvare prima, i vettori o lo scrittore. Sheemie racconta un sogno, sogno che tutti quanti quella notte hanno fatto: un bambino martoriato (simbolo del Vettore) chiede loro aiuto. È chiaro quale sia la prossima mossa. Roland tiene conciliabolo con il Rod. Subito dopo tutti tengono conciliabolo per decidere il piano.

11 L’attacco ad Algul Siento

Come possiamo capire dal titolo di questo capitolo, questo è quello che succede. C’è solo un piccolo, grande, tristissimo problema: le cose sembravano andare per il meglio, anzi, le cose ERANO andate per il meglio perché i pistoleri anche questa volta hanno vinto la battaglia ma Pimli, mezzo morto, è riuscito a sparare ad Eddie colpendolo all’occhio, e no ragazzi, non credo che Eddie abbia lo stesso destino di Carl in The Walking Dead.

12 Il Tet si spezza

Eddie è morto. Susannah rimane ad Algul Siento per seppellire il suo amore. Roland, Jake ed Oy, grazie all’aiuto di Ted, Dinky ma soprattutto Sheemie, vengono catapultati nel Maine dove è quasi arrivata l’ora della morte dello scrittore Stephen King.

PARTE TERZA: In questa chiazza di verde e oro – VES’-KA GAN

1 La signora Tassenbaum va a sud

Roland, Jake ed Oy “atterrano” di fronte allo stesso negozio dove si erano ritrovati Eddie e Roland. Lì incontrano la signora Tassenbaum e subito Roland capisce che è il ka che gira: è lei la persona che li aiuterà a trovare King e forse salvarlo. Dopo un giro andato a vuoto, finalmente trovano King, impegnato nella sua solita passeggiata quotidiana. Il problema è che dall’altra parte della strada sta sopraggiungendo un minivan guidato da un fattone che è troppo distratto a controllare che i suoi due cani non gli mangino la cena invece di guidare (e ovviamente fermarsi per allontanare il cibo dalla portata dei cani pare brutto, coglione!).

2 Ves’-Ka Gan

È un attimo. Roland salta fuori dal pick-up della signora Tassenbaum ma la gamba con l’agra secca gli cede, Jake è veloce, PURTROPPO, e salta a sua volta dal pick-up, riesce a frapporsi tra King e il minivan restando schiacciato. King è salvo, con fratture varie ma salvo. Jake no. Jake muore. Oy ulula dal dolore. Roland seppellisce Jake; poi la signora che li aveva aiutati, che nel frattempo era tornata indietro, è tornata a prendere Roland ed Oy per aiutarli ad andare a New York. (Jake prima di morire le ha lasciato qualche istruzione).

3 New York di nuovo (Roland mostra i documenti)

Roland lascia Oy e la signora nello stesso parco dove si era fermata Susannah-Mia, il parco con la statua della tartaruga. Roland entra da solo in quella palazzina per lui enorme, (per noi un semplice grattacielo), molto simile alla Torre: è la sede amministrativa della Tet Corporation. Sede fondata da Cullum, Deepneu e il padrino di Susannah. I primi due sono morti, l’ultimo no ed è chiaramente un pistolero. Lì dentro viene custodita la rosa. Dopo un lungo, ma non troppo, conciliabolo, Roland verrà accompagnato al Dixie Pig dove c’è la porta che condurrà lui ed Oy in un altro luogo.

4 Fedic (visuale doppia)

Roland, grazie al fiuto di Oy, che ha seguito l’odore lasciato da Jake, attraversa il Dixie Pig e giunge a Fedic dove si trova Susannah. Susannah sa che Jake non c’è, lo ha percepito quand’è successo la tragedia, non era sicura, ma ora lo sa. Susannah racconta a Roland di Sheemie, morto per uno stupido taglio al piede, e di come lei e gli altri siano giunti fin lì e di come invece altri siano andati per la loro strada. Roland racconta a Susannah com’è successo, come è morto suo figlio perché Jake non era più semplicemente “il ragazzo” ma suo figlio. Oy, beh, Oy non parla più. Alla fine del capitolo vediamo King che ha scritto un altro capitolo della Torre e che si giustifica per la morte di Jake, perché lui li voleva tutti fino alla fine ma la canzone è più forte di lui, e la canzone gli dice che Jake è morto. Così è, diciamo grazie, diciamo bomba di Dio, o Discordia.

PARTE QUARTA: Le bianche lande di Empathica – DANDELO

1 La cosa sotto il castello

Roland, Susannah e Oy riprendono il loro viaggio, questa volta per uscire da quel luogo infernale. Ad un certo punto si rendono conto che vengono seguiti da un mostro, un mostro enorme e molto affamato che, per loro fortuna, ha paura del fuoco e della luce. Così, grazie ad un paio di barattoli di sterno trovati a Fedic, diciamo grazie, riescono a sfuggirgli.

2 In Badlands Avenue

Il cammino dei nostri 3 amici continua. L’unica cosa di cui ora si devono preoccupare è il gelo. Quello che ti penetra dentro, ma che non ti uccide. Questo per un mese almeno ma alla fine vedono un po’ di neve, vedono il verde degli alberi, vedono un po’ di vita.

3 Il castello del Re Rosso

Roland, Susannah e Oy arrivano a quello che fu il castello del Re Rosso dove ci sono 3 tipi strani ad aspettarli. Questi tipi hanno assunto l’aspetto di sai King e portano con sé due ceste di vimini: cibo caldo in una, maglioni e biancheria pesante nell’altra; e hanno per loro delle notizie: il Re Rosso è pazzo, e si è ucciso. Uccidendosi però è ancora in vita, è un dis-morto: se Roland lo avesse colpito con una delle sue pistole allora sarebbe morto veramente ma uccidendosi tagliandosi la gola lo ha portato ad uno stato di non vita-non morte per cui è immune alle pistole di Roland. È andato alla Torre ma non vi può salire in cima senza un sigul dell’Eld, e quindi sta aspettando Roland. Roland aveva avvertito Susannah che prima della vittoria la tentazione sarebbe stata alta e all’ultimo Susannah ha capito e ha finalmente visto cosa realmente contenvano quelle ceste: serpenti in una, carne putrescente nell’altra. Due tizi sono stati fatti fuori in velocità. Uno è stato tenuto in vita per trasmettere a Mordred un messaggio da parte di Roland: stanne fuori o ti ucciderò. Susannah, Roland ed Oy proseguono il cammino ed in lontananza sentono le urla di quello lasciato in vita: Mordred è arrivato e si è nutrito.

4 Pelli

Finalmente Roland e Susannah trovano della selvaggina, ottima non solo per il cibo ma anche per le pelli da potersi mettere addosso e sopravvivere così al freddo.

5 Joe Collins di Odd’s Lane

I nostri amici arrivano di fronte ad una strada: Odd’s Lane di qua, Via Torre Nera di là. Ma su Odd’s Lane c’è una casa con un camino e del fumo che esce. Esce pure un vecchietto che sembra molto simpatico, molto gentile. Tutti si fidano, entrano in casa, mangiano. A Susannah sembra che ci sia qualcosa che non vada, qualcosa di storpiato, come la cavalla di questo vecchio che sembrava avesse guardato Susannah con una sorta di ghigno. Ed effettivamente così  è. Susannah si assenta in bagno e riflette grazie ad un biglietto lasciato lì per lei da qualcuno (King) e oltre a capire, sente, sente che Oy sta abbaiando furiosamente e che Roland non sta ridendo a CREPAPELLE come prima ma si sta soffocando.

6 Patrick Danville

Il finto vecchio viene ucciso da Susannah. Subito dopo lei e Roland sentono dei lamenti (già percipiti in precedenza da Susannah) e trovano Patrick, un ragazzo di, forse, 17 anni che sa fare dei disegni meravigliosi e proprio tramite questi disegni racconterà loro la sua storia perché privato di lingua dal vecchio. Alla fine del capitolo arriva il robot che ogni tanto liberava la strada dalla neve e si scopre essere un buon robot. I nostri vecchi e nuovi amici così si incamminano verso la Torre. Mordred giunge in quella capanna ormai vuota e ormai anche ventenne.

PARTE QUINTA: Il campo rosso di Can’-Ka No Rey – INTROVATA

1 Pustola e porta (Addio, amore mio)

Eddie e Jake compaiono più volte nei sogni di Susannah per dirle che deve capire, che la soluzione ce l’ha davanti agli occhi. Susannah sa che non può accompagnare Roland fino alla Torre, sa che deve andarsene, ma non sa come. Poi un giorno l’illuminazione: Patrick non disegna semplicemente, Patrick può cambiare le cose, può farle scomparire e può farle apparire. Così Susannah gli descrive la porta Introvata che le permetterà di andare in un altro mondo, perché sa che è giusto così. Se ne va da sola, Oy sa che deve rimanere con Roland e anche Patrick resta con lui.

2 Mordred

L’ultima notte prima di raggiungere la Torre. Roland è stremato, stanco da morirne. Sa però che se si addormenta senza fare da guardia Mordred li attaccherà. Va da Patrick e cerca di fargli capire che deve rimanere sveglio. Patrick ci prova ma il Re Rosso canterà una ninna nanna che lo farà addormentare. Roland si sveglia grazie agli abbai di Oy e lì vede cosa sta accadendo: Oy sta combattendo con una forza inaudita, nonostante sia sotto le morse del ragno in una posizione innaturale. Oy stacca una zampa del ragno e quando ha la possibilità di scappare resta lì, ad aggredirlo ancora. Il mostro gli spezza la colonna vertebrale e lo lancia addosso ad un ramo spezzato dove verrà impalato. Roland uccide il mostro. Va da Oy per un ultimo saluto.

3 Il Re Rosso e la Torre Nera

Il Re Rosso è sul balcone della Torre che sta aspettando Roland. Le bocce che gli lancia non servono ad uccidere nessuno perché Roland le colpisce prima che giungano a destinazione. Il richiamo, la malia del Re, gli potrebbe far abbandonare il nascondiglio e andare senza protezioni verso la morte. Ma Roland resiste e ha un’idea: Patrick. Patrick può cancellare il Re Rosso. Inizia così il suo disegno più bello e dopo aver mescolato il sangue di Roland con il rosso dei petali di una rosa (vicino alla Torre ce ne sono molte) per fare alla perfezione gli occhi del Re Rosso, allora sì, può veramente cancellarlo, eliminarlo. Non del tutto però perché la gomma si finisce quando è il momento di cancellare gli occhi, ma va bene così, il Re Rosso è impotente. È giunto il tramonto, è giunta l’ora per Roland di entrare nella Torre.

EPILOGO: SUSANNAH A NEW YORK

Susannah è a Central Park dove gli ultimi sogni l’hanno sempre accompagnata. Eddie è lì, il suo Eddie. Lui sa che lei è Susannah, sa che stava per arrivare, sa che è già innamorato di lei ma non sa tante altre cose. Lei si sta già dimenticando del suo passato ma si ricorda quanto basta. Eddie vuole presentarle suo fratello: Jake, anche lui l’ha sognata parecchio negli ultimi tempi. E sappiamo che vissero felici, non per sempre, ma vissero felici.

CODA: TROVATA

King ci invita a fermarci per avere un po’ di felicità sapendo che Jake, Eddie e Susannah ora sono assieme e che tra poco li raggiungerà anche Oy. Ma noi andiamo avanti PERCHÈ VOGLIAMO FARCI DEL MALE.

Roland entra. Ogni porta all’interno della Torre corrisponde ad una tappa importante della sua vita. Roland arriva all’ultima porta e lì ha la rivelazione: è già stato lì, c’è stato un sacco di volte, ogni volta come se fosse la prima perché ogni volta si dimentica della volta passata. Forse, forse questa volta è diverso perché quando viene catapultato fuori dalla Torre ha il corno che aveva dato a Cuthbert mentre le altre volte non ce lo aveva e quindi forse un po’ di speranza c’è, forse. Fatto sta che la storia riprende:

L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.

RECENSIONE CON SPOILER

Inutile dirvi quanto ho pianto. La morte del Père ce la potevamo aspettare, la situazione dentro al Dixie Pig era troppo drammatica, troppi cattivi e troppo pochi buoni ma gli altri? Sono morti tutti, TUTTI! Eddie muore quando meno ce lo aspettiamo. Per carità, King in un modo o nell’altro ci aveva avvisato in tutti i modi, mi ricordo per esempio che nel libro precedente c’era una cosa che Eddie voleva chiedere a Roland, alla fine questa cosa non gliela chiede e King ci dice “e i due non avranno mai tempo di parlare di questo, la morte li separerà” (una cosa simile), poi il ka-shume e con il ka-shume ragazzi sappiamo che qualcuno muore ma non ci sembra vero. Ma ancora, non contento King ci lascia quest’altro indizio:

Ve li voglio mostrare così; voglio che li vediate molto bene. D’accordo? Sono riuniti intorno alla Gran Turismo di Suzie, si abbracciano in celebrazione della vittoria. Ve li faccio vedere così non perché abbiamo vinto una grande battaglia – e non uno di loro è così ingenuo da pensarlo – ma perché ora sono ka-tet per l’ultima volta. La storia della loro fratellanza finisce qui, su questa Main Street posticcia e sotto questo sole artificiale; il resto della storia sarà breve e brutale in confronto di tutto quello che è accaduto prima. Perché quando il ka-tet si spezza, la fine giunge sempre veloce.

Diciamo dispiacere.

Cioè capite? Ce lo dice, ce lo dice chiaramente. Quindi, la battaglia va a gonfie vele, sono tutti morti, i pistoleri danno i colpi di grazia finali e PUM Eddie ci rimane secco. Eddie viene colpito da un moribondo all’occhio??? Ma stiamo scherzando?? Ma perché? Più avanti King dirà che è la canzone della tartaruga che gli fa scrivere tutto ciò, che lui voleva che andasse diversamente..resta a voi credere o meno alla canzone.

Non abbiamo nemmeno il tempo di renderci conto della morte di Eddie che muore Jake e come? Per salvare un coglione (KING!!!) che merita tutt’altro che la vita in quel libro! Jake muore per la seconda volta! Cioè ragazzi, King ci fa affezionare a Jake, ce lo fa morire, poi ci fa riaffezionare a lui per poi farlo morire di nuovo. Qui tocchiamo i fondi del sadismo.

Poi non mi è piaciuta la fine di Susannah. È sembrato che King non sapesse cosa farne e basta, la facciamo passare per una porta che così raggiunge Eddie e Jake. Ma veramente? Mi sono letta 7 volumi, e tu, ora, alla fine, quando manca poco per arrivare alla Torre mi elimini così una protagonista che è riuscita ad arrivare fin qui pur essendo senza gambe? Ma questo è da presa per il culo, questo fa incazzare, fa incazzare di brutto credetemi.

Parliamo di Oy? Allora io ODIO chi mi mette degli animali all’interno dei libri e poi me li fa morire. Ma perché? Perché? Qual è lo scopo? Far soffrire chi legge? Ma aspettate perché prima di morire comunque Oy ci fa soffrire come non mai perché ha perso Jake e ulula, ulula e viene descritto così bene da quel maledetto King (niente di personale King) che ci stiamo pure peggio; ma non è finita, noooo, perché Oy smette di parlare, lo ripeto, SMETTE DI PARLARE. Una parolina qua e là, per caso, ma non sarà più Oy come lo abbiamo conosciuto, come lo abbiamo amato, e ogni volta che vedremo il suo nome sarà una fitta al cuore. E credete che sia finita qui? No, certo che no. Roland tratta male Oy la sera della sua morte, poco prima della sua morte. E quando Oy sta morendo pronuncia Olan e (cazzo, sto piangendo) è struggente. È una cosa bruttissima, straziante, credetemi.

Tocchiamo il tema Mordred, parliamone. King ci parla di un super mostro cazzuto, super intelligente, che legge nella mente, che in un secondo succhia il sangue della sua cenetta, un sacco di cose fighe e muore subito? Ovviamente prima mi ammazza Oy, certo, per poi nel giro di un secondo morire da un colpo di pistola di Roland? Per carità, ormai erano tutti morti, mica poteva morire anche Roland ma, un semplice colpo di pistola? Sul serio? Un libro intero di 700 e passa pagine in cui ci viene descritta la sua grandezza e muore in sta maniera? Rido. Ah no, è appena morto Oy, per il cazzo, piango.

Il Re Rosso. Ho trovato un po’ di analogie con il Signore degli Anelli ogni volta che si toccava l’argomento Re Rosso, e non è una critica. Mi è dispiaciuto saperlo pazzo, saperlo confinato in un balcone della Torre, e saperlo stupido: ti pare che ti metti a lanciare della semplici bocce contro Roland? Sarà anche normale che te le faccia fuori appena le scagli contro di lui no? Però ragazzi geniale il potere di Patrick di creare e cancellare cose. Cancellare il Re Rosso è stato un colpo di genio, qui ho riconosciuto il vero King. Il King scrittore del volume 2, 3, 4, 5 e 6. Qui ho di nuovo pronunciato “cazzo sei un fottuto genio King”, ma solo qui. Tenere gli occhi, che sono gli stessi occhi che vediamo nel quadro fatto da un certo Patrick, che sono gli stessi occhi che certe volte compaiono in sogno a qualcuno..geniale. Peccato che anche lui non abbia rispettato le aspettative che mi ero fatta.

La fine, parliamo della fine. CHE SCHIFO! Non c’è una fine. 7 volumi, mesi della mia vita dedicati a questa lettura, lacrime, più di 3000 pagine lette e non c’è una fine? Ma la cosa peggiore è la fine di Roland: Roland è destinato a soffrire SEMPRE, ogni giorno della sua vita. Lui non si ricorderà mai il suo percorso, le vite che ha stroncato, l’amore che ha provato per dei nuovi amici, per lui sarà sempre la prima volta. E lo sapevamo fin dal primo libro: quando Walter tiene conciliabolo con Roland gli parlerà della morte, ma non per te, pistolero. E potevamo arrivarci no?

Come ho detto sopra, non posso dire che il libro sia brutto o che non mi sia piaciuto. Logicamente avrei preferito che restassero tutti in vita ma anche no. Mi spiego: il finale perfetto dal mio punto di vista era composto dalla presenza di tutti i pistoleri (Oy alla fine è un pistolero) di fronte all’ultima porta della Torre. E lì non mi interessava nulla sapere cosa c’era una volta aperta quella aperta, sul serio, lì potevano morire tutti perché così sarebbe stato giusto. Si sono macinati chilometri, hanno sofferto la fame, il freddo, il caldo, la malattia..perché non dare a tutti la possibilità di vedere la Torre? Perché non farli morire tutti ma FELICI? Perché? Credo che King si sia nascosto dietro la canzone della tartaruga, credo che King non abbia avuto le palle di scrivere un finale diverso, ha preferito far morire tutti e male nascondendosi dietro a “è stata la canzone a dirmelo, io volevo che tutti vivessero”. Beh King, lo scrittore sei tu, tu puoi decidere se i tuoi personaggi vivono o muoiono. Possono benissimo morire ma trova un modo degno di far morire la gente dopo tutto quello che hanno passato no? E non venire a scrivere che volevi che andasse in un altro modo perché sei tu il padrone del tuo pc, della tua carta, della tua penna, del tuo intelletto e della tua fantasia. Prenditi le responsabilità di dire “ho ucciso tutti perché mi andava così”. Avresti fatto più bella figura, King.

Vi lascio con una frase di Roland, indirizzata a King:

“No”, confessò Roland, “non mi è piaciuto. Per niente. Una persona di cui non ci si può fidare. Ho conosciuto altri narratori, Jake, e sono tutti, chi più e chi meno ritagli della medesima stoffa. Raccontano storie perché hanno paura della vita.”

eri gibbi

Teaser Tuesday #4

Buuuuongiorno amici lettori!! Siete sazi?? Avete scartato regali librosi??? Io siiiii ma magari farò un articolo a riguardo!! 😉

Vi annuncio che la vigilia di Natale sono riuscita a terminare la saga della Torre yeeee. Non esultate troppo miei cari perché oggi vi lascio l’ultimo Teaser Tuesday di questa serie BUAHAHAHAHAHA.

Le regole sono le suddette:

  1. Prendi il libro che stai leggendo.
  2. Aprilo ad una pagina a caso.
  3. Condividi un estratto di quella pagina.
  4. Occhio agli spoiler! Assicurati di non dire troppo (nuooooooo).
  5. Riporta titolo ed autore, così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dal teaser.

Da La Torre Nera (VII volume della saga La Torre Nera) di Stephen King.

Anche Patrick avvertì il cambiamento. La pulsazione diventò suadente. E conteneva delle parole, adesso, parole che smussarono il suo fervore creativo. Tracciò un’altra linea, sostò, poi posò la matita e si mise a contemplare la Vecchia Madre, che gli sembrava pulsare allo stesso ritmo delle parole che sentiva nella testa, parole che Roland avrebbe riconosciuto. Solo che questa volta a cantarle era una voce di vecchio, tremolante ma dolce:

Bimbo caro, bimbo bello,

Va alla nanna un altro giorno.

Sogni dolci, sogni d’oro,

sogna frutti nel cestello.

Bimbo caro, bel bambino,

Porta tanti frutti grassi

Chussit chissit chassit!

Da riempire il tuo cestino!

La testa di Patrick barcollò. I suoi occhi si chiusero… si aprirono… si chiusero lentamente di nuovo.

Da riempire il mio cestino, pensò, e dormì nella luce del fuoco.

Bene ragazzi, in settimana dovrei scrivervi la recensione di questo ultimo libro..è un po’ triste finire una serie che mi ha accompagnata per mesi..ma questa è un’altra storia. Che dite di questo teaser? Fatemi sapere qui sotto che libro state leggendo con un bel teaser vostro! 😉

A presto.

eri gibbi

Teaser Tuesday #3

Buongiorno amici. Non so bene come iniziare questo post per via di quello che è successo a Berlino e che come sempre mi lascia con la tristezza addosso. Farò quello che ormai è già diventata un’abitudine per me: il Teaser Tuesday. Fare le proprie cose come d’abitudine è quello che forse ci fa sentire meglio..

Regole:

  1. Prendi il libro che stai leggendo.
  2. Aprilo ad una pagina a caso.
  3. Condividi un estratto di quella pagina.
  4. Occhio agli spoiler! Assicurati di non dire troppo (nuooooooo).
  5. Riporta titolo ed autore, così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dal teaser.

Come d’abitudine Torre Nera sia..ma in settimana mi sa che arriva una sorpresa per voi…. 😉

Da La Torre Nera (VII volume della saga La Torre Nera) di Stephen King.

“So che cosa vuol dire! Quel Gore, quel suo fare da furbetto!” La signora Tassenbaum annuiva con entusiasmo, così Chip decise di calcare un po’ la mano. Non gli costava niente. “I capelli, per esempio… Come ci si può fidare di un uomo che si impiastriccia in quel modo in…”

Fu allora che suonò la campanella della porta. Chip guardò. Vide. E si congelò. Da Quel Giorno, ne era passata di acqua sotto i ponti, ma Wendell “Chip” McAvoy riconobbe l’uomo che aveva provocato tutto quel disastro nell’attimo stesso in cui varcò la soglia del suo negozio. Certe facce non si dimenticano e non aveva sempre saputo, nell’angolino più segreto del cuore, che l’uomo dai terribili occhi azzurri non aveva finito il suo lavoro e sarebbe tornato?

Tornato per lui?

Nel Teaser Tuesday precedente vi avevo detto che dovevo assolutamente finire questa serie per scoprire cosa succedeva, beh ragazzi, sappiate che mi sono pentita di averlo pensato, detto e scritto. (E comunque no, non l’ho ancora finita, mi mancano ancora 250 pagine!).

Fatemi sapere se almeno vi sto intrippando un po’ con questa Torre! 😉 e fatemi leggere qualche vostro teaser di libri che state leggendo o che avete appena finito! Sapete che sono curiosa e alla ricerca di libri sempre nuovi da aggiungere alla mia li(bri)sta! 😉

A presto!

eri gibbi

Teaser Tuesday #2

Buongiorno amici lettori! Da una settimana ormai ho deciso di iniziare anch’io con il Teaser Tuesday (anche se ovviamente mi è venuto in mente di colpo perché me ne stavo bellamente dimenticando). Vi ho mai detto che ho la memoria di un criceto? Cooomunque per chi non lo sapesse, eccovi le regole:

  1. Prendi il libro che stai leggendo.
  2. Aprilo ad una pagina a caso.
  3. Condividi un estratto di quella pagina.
  4. Occhio agli spoiler! Assicurati di non dire troppo (nuooooooo).
  5. Riporta titolo ed autore, così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dal teaser.

Ora, in questo periodo oltre a continuare con La Torre Nera (di cui ormai non ne potete più immagino) ho letto altri due libri perché sono “in prova” con un sito che scrive recensioni. Siccome non so ancora se sono stata “presa” (ho mandato la recensione del secondo libro giusto un’ora fa) non vi parlo dei due libri letti per correttezza. Voi vi starete chiedendo: “e quindiiii?” e quindi vi faccio un altro teaser sul IV libro della Torre. NON ODIATEMI!

Da La Torre Nera (VII volume della saga La Torre Nera) di Stephen King.

“Scotta?” chiese Jake.

Roland scosse la testa.

“Elettrificata?”

Il pistolero scosse la testa di nuovo.

“E allora avanti, coraggio”, lo incalzò Eddie. “Balliamo.”

Serrarono i ranghi alle spalle di Roland. Eddie si era caricato di nuovo Susannah sull’anca e Jake aveva preso in braccio Oy. Il bimbolo ansimava con il suo solito sorriso gaio e dentro i cerchi dorati gli occhi gli brillavano come onice levigata.

Bene ragazzi! Io spero di finire quanto prima questa serie (perché DEVO scoprire cosa succede) così da potervi parlare anche di qualche altro libro! 😉

Lasciatemi un commento con un vostro teaser! Sono curiosa di scoprire libri nuovi!

A presto!

eri gibbi

Teaser Tuesday #1

Ebbene sì! Ho deciso di iniziare anch’io con il Teaser Tuesday! Per chi non sapesse cos’è vi elenco qui in breve le regole:

  1. Prendi il libro che stai leggendo.
  2. Aprilo ad una pagina a caso.
  3. Condividi un estratto di quella pagina.
  4. Occhio agli spoiler! Assicurati di non dire troppo (nuooooooo).
  5. Riporta titolo ed autore, così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dal teaser.

Da La Torre Nera (VII volume della saga La Torre Nera) di Stephen King.

“Tirami su, Nigel.”

Il robot si chinò in un ronzio di servomotori.

“No, caro, devi venire un po’ più avanti. Lì ci sono i cocci di vetro.”

“Chiedo scusa, madame, ma sono cieco. Credo che sia stata lei a spararmi negli occhi.”

“Be'”, rispose Susannah sperando che il tono d’irritazione dissimulasse la paura sottostante, “non potrò certo procurartene di nuovi se non mi tiri su, giusto? Ora vieni un pochettino più avanti, se ti è gradito. Il tempo scappa.”

Nigel ubbidì, schiacciando cocci di vetro sotto i piedi, procedendo in direzione del suono della sua voce. Susannah controllò l’istinto di ritrarsi, ma quando il Robot Domestico l’ebbe presa, trovò la sua stretta più che delicata. Fu sollevata tra le sue braccia.

“Ora portami alla porta.”

Bene ragazzi, cosa ne dite? Fatemi sapere nei commenti cosa state leggendo voi e magari mettetemi un bel teaser che ne dite??

A presto lettori!

eri gibbi

RECENSIONE: LA CANZONE DI SUSANNAH (LA TORRE NERA) di Stephen King

TITOLO: La canzone di Susannah (La Torre Nera)

AUTORE: Stephen King

GENERE: Fantasyla-canzone-di-susannah-la-torre-nera-vol6

PUBBLICAZIONE: giugno 2004

PAGINE: 400

Prima riga: “Quanto durerà la magia?”

Trama (SENZA SPOILER!!!)

La fine della Torre Nera è sempre più vicina. Solo due Vettori sono rimasti a sorreggerla e, quando crolleranno, il perno dell’universo salterà e la realtà sarà sommersa dalle tenebre. Roland, l’ultimo cavaliere, e la sua banda combattono valorosamente l’avanzata del male, ma ora il gruppo non è più compatto. Il demone-femmina che si è impadronito del corpo di Susannah ha usato la sfera del buio per trasportarsi dal Medio-Mondo alla New York del  1999: proprio qui dovrà partorire la creatura concepita per distruggere la Torre. Sulle sue tracce si precipitano il piccolo Jake, Oy e Père Callahan. Nel frattempo Eddie e Roland “riappaiono” nel Maine, anno 1977. E se non ci sono parole per descrivere l’angoscia e lo stupore di Susannah quando apprende chi è il vero padre del nascituro, che dire dello choc dei due pistoleri quando si apre la porta di una casa e sulla soglia c’è nientemeno che…

•••

Trama (ATTENZIONE SPOILER!!!)

PRIMA STANZA – VETTOREMOTO

Roland, Eddie, Jake ed Oy, assieme a Père Callahan stanno tenendo una conversazione con il capo dei Manni, Henchick, per cercare di avere l’aiuto di questa comunità per poter così passare di nuovo oltre la Porta Introvata, nella speranza che nel corso del trascorrere delle ore, la magia che la sostiene non si esaurisca. Conclusa la conversazione, inizia un vettoremoto: un Vettore è crollato, distrutto, e ormai solo due Vettori sono rimasti a sostenere la Torre. La fine sembra sempre più vicina.

SECONDA STANZA – LA PERSISTENZA DELLA MAGIA

Con l’arrivo delle prime luci, Henchick e i suoi giungono dal ka-tet di Roland per cercare di riaprire la Porta. Anche grazie al tocco di Jake, la porta si riaprirà ma sarà il ka, ancora una volta, a decidere chi e dove mandare. Il gruppo viene diviso: Jake, Oy e Père Callahan vanno a New York; Eddie e Roland vanno da tutt’altra parte, in un altro quando.

TERZA STANZA – TRUDY E MIA

Fino al 1° giugno del 1999, Trudy Damascus era stata la tipica persona quadrata che vi avrebbe detto che tutti gli Ufo erano palloni meteorologici (e quelli che non lo erano, erano probabilmente invenzioni di gente che aveva voglia di andare in televisione), la Sacra Sindone era il trucco di un imbroglione del quattordicesimo secolo e i fantasmi – anche quelli dei racconti di Dickens – erano allucinazioni dei disturbati mentali o effetti di un’indigestione finché tutt’a un tratto davanti a lei apparve una donna. Un’afroamericana con gli occhi strabuzzati: Mia. Mia, che deve assolutamente far nascere il tizio, Mia, che ha di nuovo le gambe ma con i piedi bianchi, Mia, figlia di nessuno.

QUARTA STANZA – IL DOGAN DI SUSANNAH

Mia ha sempre più bisogno di aiuto, l’aiuto di Susannah, che in qualche modo deve ritardare la nascita del tizio, perché mica può partorirlo in mezzo alla strada o in mezzo ad un giardino pubblico no? E Susannah a quanto pare ne ha le capacità: era giusto presumerlo. Qualcosa l’aveva cambiata…aveva cambiato tutti loro. Jake aveva sviluppato il dono del tocco, che era una forma di telepatia. Eddie aveva acquisito (e andava ancora affinando) la capacità di creare oggetti potenti, con proprietà talismaniche, uno dei quali era già servito per aprire una porta tra due mondi. E lei?

Io…vedo. Tutto qui. Sennonché, se vedo con intensità sufficiente, quello che vedo comincia a diventare reale. Allo stesso modo che diventò reale Detta Walker.

Immagina così una specie di mega computer con ventimila tipi di spie colorate, bottoni da premere e leve da girare e così il tutto diventa reale, e così ‘semplicemente’ riesce a ritardare la nascita di questo tizio dagli occhi azzurri…gli stessi occhi di Roland..(OHMMMIODDDDDIOOOOOO!!!!!!!)

QUINTA STANZA – LA TARTARUGA

Susannah-Mia (o forse dovremmo dire Susannah-Mio) scopre, grazie ad una sorta di visione, che in una borsa che ha portato con sé a New York c’è una tasca segreta contenente una statuetta a forma di tartarughina. Con questo sigul Susannah riesce ad incantare chiunque e così si fa prenotare una stanza in un albergo dove poter riposare ma soprattutto ricevere una telefonata tanto attesa da Mia. Prima della telefonata però, Susannah ricorda a Mia che devono tener conciliabolo: ripartono le campanelle..si torna a contezza zuccherini.

SESTA STANZA – IL CAMMINO DEL CASTELLO

Durante il conciliabolo scopriamo alcune cose: riusciamo finalmente a comprendere come sia possibile che il tizio sia figlio di Roland (sembrava tanto impossibile ma ovviamente il Signor King tantodicappello c’ha una soluzione pure per questo), riusciamo a comprendere che Mia non è al corrente di tutto e non è così sicura come vuol far credere. Mia è infatti convinta che il tizio non gli verrà sottratto mentre Susannah sa per certo che questo non accadrà. Il conciliabolo però giunge al termine bruscamente perché la chiamata tanto attesa da Mia, da parte delle persone che devono aiutarla a farla partorire, arriva. A questo punto Mia ha il sopravvento su Susannah, la quale nel frattempo scopre una cosa terribile da chi sta dall’altro capo del telefono: i cattivi sanno dove stanno andando Roland ed Eddie perché Mia glielo ha riferito. Per loro sembra arrivata la fine.

SETTIMA STANZA – L’IMBOSCATA

Finalmente ricomincia il racconto con Roland ed Eddie e subito siamo immersi in un combattimento westerniano (mmmh non so se esista questo termine ma..capitemi!). Balazar ha assoldato un esercito per ammazzare i nostri amati pistoleri ma sappiamo che Roland non è di certo uno che riesce a farsi prendere alla sprovvista e così, con l’aiuto di Eddie e di un altro personaggio che al momento si è unito al loro ka-tet, riesce a cavarsela e ad uccidere un bel po’ di cattivoni BOOM BITCHES!!! Dimenticavo, Eddie rimane ferito ad una gamba…è ancora vivo, per il momento (perché qua ad un certo punto King parla di morte e insomma, prima o poi qualcuno ci lascia le penne, prepariamoci). Il nuovo personaggio, John Cullum (fate caso alla pronuncia, coincidenze? io non credo!), durante la fuga fa sapere ai due nuovi e strani amici, che sono ormai 2-3 anni che in quel luogo compaiono e scompaiono delle persone dal nulla, proprio come loro, ma che queste persone a differenza di Roland ed Eddie sembrano..guaste!

 OTTAVA STANZA – TRIANGOLAZIONI

Nel rifugio di Cullum, Eddie e Roland si informano per sapere se lui è a conoscenza di dove si trovano Deepneau e Torre. Risposta affermativa ragazzi, Cullum sa dove soggiornano. Nel frattempo Eddie ha una specie di illuminazione e così scopre che King, autore de Le notti di Salem, romanzo che narra la vita di Père Callahan, esiste, è vivo ed abita a non più di 20-25 miglia da lì e che i walk-in, la gente che compare e scompare dal nulla, sono cominciati da quando questo King si è trasferito lì vicino.

NONA STANZA – EDDIE SI MORDE LA LINGUA

Eddie e Roland, grazie all’aiuto di Cullum, giungono nell’abitazione in cui alloggiano Torre e Deepneau. Ovviamente il nostro simpaticissimo Torre non era in casa ma se n’era andato allegramente in giro per il paesetto in cerca di libri da acquistare per la sua collezione, senza pensare che poteva essere intercettato ed ucciso da Balazar e i suoi in qualsiasi momento. MA MAGARI!!! Comprensibile quindi che quando Torre arriva a casa, Eddie sia incazzato nero e comprensibile è il suo istinto omocida che vorrebbe porrefine all’esistenza di un uomo così ipocrita, stupido e a suo modo drogato. Alla fine Eddie non fa nulla di tutto ciò, e assieme a Roland, convince Torre a vendere loro il terreno in cui si trova la rosa. Terminata la transazione, i due pistoleri vanno in direzione Bridgton per incontrare il signor ‘sonounfottutogenio’ Stephen King.

DECIMA STANZA – SUSANNAH-MIO, MIA FANCIULLA DIVISA

Susannah, che ha captato un messaggio di Eddie, cerca di far ritardare la nascita del tizio ottenendo un altro conciliabolo con Mia, durante il quale scopre la sua vera storia. Alla fine però è arrivato il momento di andare. Mentre stanno camminando, Susannah si accorge di un uomo, un reverendo, identico ad Henchick, il capo dei Manni, e prova a mandargli un messaggio ‘mentale’ finché Mia prova a prendere un taxi per arrivare nel luogo dell’appuntamento.

UNDICESIMA STANZA – LO SCRITTORE

Eddie e Roland giungono nel ranch dove si trova lo scrittore, Stephen King. E così scopriamo un bel po’ di cose su questo King (furbacchione!): King è l’autore della serie incompiuta La Torre Nera; King è colui che ha già incontrato il Re Rosso quando aveva soli 7 anni ma che ha scelto di stare dall’altra parte, quella dei buoni; King è colui che sviene quando vede Roland, il suo personaggio, frutto di fantasia, capitargli davanti gli occhi; King è colui che viene ipnotizzato da Roland e che al risveglio è convinto che niente di tutto ciò sia accaduto e convinto che deve finire la sua storia incompiuta, la storia della Torre Nera.

DODICESIMA STANZA – JAKE E CALLAHAN

Finalmente scopriamo che fine hanno fatto Jake, Oy e Père Callahan. Si trovano nella New York del 1999 e devono trovare Susannah il più velocemente possibile. Nel cammino incontrano un predicatore di Dio, lo stesso incontrato da Susannah-Mia. Il predicatore dà loro delle indicazioni lasciatogli da Susannah, tramite il messaggio ‘mentale’. I nostri tre amici così vanno nell’hotel dove ha alloggiato Susannah-Mia e si impossessano, non senza difficoltà, della tredici nera, per rinchiuderla in un posto più sicuro, e della borsa con i piatti di Oriza. Quando arrivano al Dixie Pig, luogo in cui Susannah-Mia deve partorire, luogo in cui probabilmente ci saranno molti uomini bassi e vampiri, dove probabilmente ci sarà l’uomo in nero e magari chissà, anche il Re Rosso, dove probabilmente Jake, Oy e Père Callahan troveranno la morte, lì, i nostri amici trovano la tartarughina lasciata da Susannah, e la loro speranza si riaccende.

TREDICESIMA STANZA – <<HILE MIA, HILE MADRE>>

L’ora del parto è giunta. Susannah-Mia entra al Dixie Pig per dare alla luce il tizio, comprendendo però, troppo tardi, che in quel luogo ci sono mostri, mutanti, ibridi, vampiri e uomini bassi, cannibali che si nutrono di bambini. Mia capisce che il bambino non resterà mai a lei, non per 7 anni, non per 5, non per 3. Forse nemmeno per i 6 mesi necessari per nutrirlo. Disperata chiede aiuto a Susannah, vuole essere aiutata: se ci sarà occasione di scappare con il bambino, Susannah la aiuterà; se non ci sarà l’occasione allora Susannah dovrà uccidere sia Mia sia il piccolo; in cambio, Mia, se potrà, lascerà Susannah libera per sempre. Sulle grida di dolore e sulle ali di quella canzone, venne al mondo Mordred Deschain, figlio di Roland (e di un altro, O ditemi Discordia).

CODA – PAGINE DAL DIARIO DI UNO SCRITTORE

In questo capitolo possiamo leggere una sorta di diario datato di Stephen King in cui non solo leggiamo sprazzi della sua vita quotidiana ma anche i momenti in cui ha concepito l’opera La Torre Nera, o alcune sue parti, ed incredibilmente possiamo leggere che Stephen King è morto in un incidente:

Dal Telegram di Portland, domenica, 20 giugno 1999.

STEPHEN KING MUORE VICINO

ALLA CASA DI LOVELL

POPOLARE SCRITTORE DEL MAINE UCCIDO DURANTE PASSEGGIATA POMERIDIANA

RECENSIONE (CON SPOILER!!!)

Allora ragazzi ho letto questo libro in pochissimo tempo. Sicuramente perché non è grossissimo ma altrettanto sicuramente perché stiamo arrivando alla fine, purtroppo, per cui l’ansia di leggere anche quando ho solo 5 minuti a disposizione mi spinge a divorare pagine e pagine. Devo però dirvi che non smaniavo dalla voglia di scrivere questa recensione e non so bene perché. Il libro mi è piaciuto, non ho dubbi ma non mi ha preso tanto quanto gli altri (seppur l’abbia finito in pochissimo tempo!). Questo è il primo libro che viene suddiviso in stanze e questa è stata la prima cosa che mi ha spiazzata. È come se all’inizio avessi fatto fatica ad abituarmici perché mi sembrava di venire catapultata proprio da una stanza all’altra, come se ad ogni capitolo si aprisse una porta e venissi risucchiata al suo interno per essere poi scaraventata da un mondo all’altro, da un quando all’altro! Vi giuro che all’inizio ho veramente provato questo! E col senno di poi secondo me questo era proprio l’intento di King perchè anche Roland ed Eddie, Jake, Oy e Père Callahan sono stati SCARAVENTATI in un altro mondo, in un altro quando. Per cui, in realtà questa è stata una genialata mi sa! Pazzesco! E io ovviamente lo capisco solo ora! La storia mi è piaciuta ma alcune cose no. Odio, ma veramente ODIO, che il gruppo sia diviso. Mi sento separata anch’io, in due metà, una metà con Jake, Oy e Callahan, una metà con Eddie e Roland e Dio che brutta situazione! Cioè ragazzi, qui abbiamo un ka-tet che non c’è, un ka-tet che da quando è ka-tet ha affrontato le cose assieme, nemici, gioie, dolori, bugie, amare verità, sorrisi, morti..e ora, arrivati alla fine, sono separati? No, non mi piace. Senza tener conto delle brutte sensazioni che mi hanno accompagnata in tutto questo libro. King spesso ha fatto delle profezie secondo me. Ha scritto che Eddie non avrà occasione di chiedere a Roland una certa cosa (che non mi ricordo) perché la morte li separerà; più di una volta ha scritto che Jake e Père Callahan (e forse anche Oy) sentono di dover morire..e porca miseria, vaffanculo King! Quindi sono molto molto preoccupata di come si stanno mettendo le cose, e chissà forse è questo che sta influenzando il mio giudizio su questo libro. Non ne ho idea. Un’altra cosa che a volte mi ha pesato è stata Mia: quando si comporta da madre nevrotica e insicura è insopportabile, irritante, da indigestione! Per questi motivi non mi sento di dare un voto più alto di 7 a questo libro! Comunque ricollegandomi alla mia recensione precedente, King è veramente un genio. L’ho sempre letto molto volentieri e i suoi libri mi sono sempre piaciuti, ma includersi nel suo libro, facendo capire che Roland esiste veramente quando pensava fosse solo un personaggio inventato, facendo collegamenti con serie e film prodotti (come Star Wars, Harry Potter, I Magnifici Sette) e con libri scritti da altri autori e anche da lui (IT ragazzi, IT!!! pazzesco!) è veramente da geni. Io non ho altri termini per poter descrivere quest’uomo, la sua creatività, cioè ne avessi anche solo metà veramente farei scintille pure io! E aspettate, ha scritto della sua morte! Ma trovatemene un altro che scrive della sua morte!! Io penso che quest’opera sia la sua più grande opera ragazzi e ora capisco appieno perché in copertina, dietro ad ogni libro della Torre Nera, ci sia scritto:

“La saga della Torre Nera è la madre di tutte le mie storie, il grande contenitore della mia opera.”

eri gibbi

RECENSIONE: I LUPI DEL CALLA (La Torre Nera) di Stephen King

TITOLO: I Lupi del Calla (La Torre Nera)

AUTORE: Stephen Kingstephen-king-i-lupi-del-calla

GENERE: Fantasy

PUBBLICAZIONE: Novembre 2003

PAGINE: 643

Prima riga: Il clan Jafford aveva la fortuna (ma pochi contadini avrebbero usato una parola […]

Trama (SENZA SPOILER!!!)

Rumore di passi sul Sentiero del Vettore. Roland, l’ultimo cavaliere, e il suo bizzarro seguito – il giovane Jake, Oy, Eddie e Susannah – cercano di raggiungere la Torre per arrestare il disfacimento della realtà. Ma, attraversando le foreste del Calla, una regione del Medio-Mondo, si imbattono nella tragedia di una piccola comunità rurale sfinita dalle incursioni di un nemico ignoto e spaventoso. Non sono infatti predoni comuni quelli che scendono dalle alture circostanti, ma creature dal muso di lupo che assaltano le case con armi invincibili seminando morte e distruzione, portando via i bambini, a cui fanno qualcosa di orribile. I quattro pistoleri sono l’ultima speranza per il villaggio. Si alleano quindi con il Vegliardo, uno che di mostri ne sa parecchio, e si preparano per una battaglia all’ultimo sangue…

•••

Trama (ATTENZIONE SPOILER!!!)

PROLOGO – GUASTI

Nel prologo ci viene presentata una piccola comunità rurale sfinita dalle incursioni dei Lupi. Il protagonista di questo breve prologo è Tian Jafford, Tian era tutt’altro che stupido. In un villaggio di agricoltori dove la maggior parte degli uomini non sapevano spingersi con il pensiero al di là del nuovo filare da zappare […], Tian era pressappoco un’anomalia. Dopo aver appreso da Andy, l’ultimo robot a Calla Bryn Sturgis, che tra trenta giorni ci sarebbe stata un’altra incursione dei Lupi, Tian decide di convocare una riunione alla Casa delle assemblee per convincere gli altri agricoltori di combattere, di affrontare i Lupi una volta per tutte.

Questi Lupi infatti non si limitano a bruciare campi e raccolti o a rubare cibo e beni ma portano via i bimbini per poi riportarli guasti. Volgarmente potremo dire che vengono riportati senza qualche rotella, in termini più precisi e più rispettosi potremo invece dire che questi bambini vengono rapiti sani e restituiti con una disabilità intellettiva. I Lupi non portano via tutti i bambini ma solo un bambino per ogni coppia di gemelli. Tian è fortunato: ha 2 coppie di gemelli ma anche un singolo che mai gli verrà sottratto, ma lui è un eroe, lo possiamo già intuire e si sa come la pensano gli eroi, si sa come cercano di comportarsi: gli eroi cercano di salvare tutti. Tian non vuole che nessuno dei suoi gemelli venga portato via ma anche che nessun gemello di nessuna famiglia venga portato via. Vuole ribellarsi e vincere.

All’assemblea le cose non sembrano proprio andare come sperava Tian finché non interviene il Vegliardo. Non si capisce ancora che tipo di figura sia, sembra un saggio, forse anche un po’ mago, ancora il lettore non lo capisce, ma lui dirà qualcosa di fondamentale importanza, a cui probabilmente Tian non aveva dato abbastanza valore: Nemmeno a sei giorni di cavallo a nord-ovest da noi e diretti a sud-est sul Sentiero del Vettore, sono in arrivo tre pistoleri e un apprendista. […] L’apprendista non è molto più vecchio del tuo Ben, ma è già veloce come una serpe e mortale come uno scorpione. Gli altri sono di gran lunga più veloci e più mortali.

Si conclude poco dopo il prologo, e sulla bocca di tutti un’unica parola viene mormorata: pistoleri.

PARTE PRIMA – CONTEZZA

In Contezza viene ripreso il racconto con i nostri amici pistoleri ed Oy, che ad un certo punto del loro viaggio si accorgono di essere spiati e seguiti da qualcuno. Essi decidono però di non dare troppa importanza a queste persone che forse non sono dei nemici. Una notte avviene il primo episodio di contezza: Jake, Oy e Eddie si ritrovano nella New York del 1977 e scoprono un po’ di cose su Calvin Torre, il libraio che diede a Jake i due libri risultati utili ad affrontare Blaine il Mono. In particolare scoprono che Torre possiede il terreno, che non vuole cedere, dove Jake,  molto tempo prima, si accorse della rosa. Quella stessa notte però, Roland, che non è andato a contezza, decide di seguire Susannah o forse dovremmo dire Mia perché sì, ragazzi, Susannah ha di nuovo quel problema: un’altra personalità è dentro di lei, Mia, che di notte se ne va a fare razzie di animali di qualsiasi genere per mangiarseli, crudi, per nutrire qualcuno (o qualcosa?) che sta crescendo dentro di lei. Finalmente, quando il giorno dopo tutti si svegliano, incontrano Callahan, conosciuto anche come Il Vegliardo, che tenta di convincere Roland e gli altri ad aiutare lui e la sua cittadina a combattere i Lupi per sconfiggerli una volta per tutte. Come ricompensa, Callahan darà loro la Tredici Nera, un’altra sfera del mago, simile alla sfera del buio ma molto peggiore. In realtà Roland e gli altri sanno benissimo che Callahan consegnerà loro la sfera a prescindere perché ne è terrorizzato, e loro non vogliono aiutare Callahan, Tian e gli altri mossi da una ricompensa ma “perche è la Legge dell’Eld”, spiegò Roland a Susannah. “E perché la legge del ka è sempre la legge del dovere.” Poi in un’altra notte di sonno, tutti insieme raggiungeranno di nuovo, tramite contezza, New York e finalmente faranno conoscenza della rosa, tutti tranne Susannah e Oy. Infatti Susannah si ritrova, momentaneamente, con le gambe di nuovo al suo posto ma essendo scalza afferma di avet paura ad andare nel terreno dove si trova la rosa essendo pieno di cocci; in realtà Roland capisce che non si tratta di questo: è Mia che ha paura della rosa perché probabilmente la rosa può far prendere coscienza a Susannah di cosa le stia accadendo. Contezza si conclude con il ritorno dei nostri amici dal sogno/realtà e con Susannah/Mia che se ne va, nel cuore della notte, in giro per un laghetto a fare una scorpacciata di qualche altra rana.

PARTE SECONDA – STORIE

La seconda parte inizia con i nostri amici che vengono accolti a Calla Bryn Sturgis da tutti i loro abitanti, curiosi ma allo stesso tempo intimoriti da questi stranieri, che danno una festa in loro onore. Il giorno dopo Roland si sveglia a causa di un forte dolore alle gambe (dolore che in qualche modo, con una toccata e fuga era apparso più volte nel raccolto in questo V libro): si tratta dell’agra secca, non una semplice artrite ma una malattia peggiore, che un po’ alla volta per alcuni, molto velocemente per altri, ti prende e ti consuma, logorandoti per il dolore. Nello stesso giorno Callahan racconta la sua storia, o almeno un’ampia parte. Facciamo conoscenza dell’esistenza di vampiri, di tre diversi tipi, e di altre creature molto più temibili che gli hanno dato la caccia in tutti questi anni, tra uno stato americano e l’altro. Nel capitolo 5 di questa seconda parte si narra la storia di Gray Dick e di Lady Oriza, la quale vendicò la morte del padre, avvenuta per mano di G.Dick, servendosi di un piatto molto affilato su un bordo che scagliò contro il suo nemico durante una cena, appositamente organizzata da Lady Oriza. La storia viene narrata perché alcune contadine del Calla sono in possesso di questi piatti e molto abili nell’usarlo. Ovviamente Roland ha un’ottima idea: arruolare queste donne e la loro micidiale arma per combattere i Lupi. Nel capitolo successivo il grand-père (nonno di Tian) racconta la sua storia ad Eddie in quanto testimone di un combattimento avvenuto mooolto tempo addietro contro i Lupi nonché testimone della morte di uno di essi. Il vecchio purtroppo però si interrompe nel momento forse più importante: quando sta per dire ad Eddie cosa vede dopo aver tolto la maschera indossata dal Lupo ormai deceduto. Nel capitolo seguente, viene raccontato di un altro episodio in cui Susannah, o forse dovremmo dire Mia, se ne va di notte per cercare di nutrire quello che sta crescendo dentro di lei. Il fatto più importante di questo capitolo sta nel fatto che inizialmente Jake sembra essere presente nella scena mentre in realtà, poi si scoprirà che Jake ha vissuto quel momento mentre stava sognando: per lui era semplicemente un sogno. Parlando con Roland, Jake, e anche noi lettori, scopriremo che il ragazzo ha sviluppato un ‘tocco’ molto più potente di quello posseduto da Alain, riuscendo addirittura a captare i pensieri di tutti i componenti del ka-tet, come se fosse in grado di leggere tranquillamente nel pensiero. Nell’ottavo capitolo mentre Eddie, Susannah, Jake e il bimbolo passano la giornata all’emporio di Took, Roland se ne va, assieme ad Henchick, capo dei Manni, alla grotta dove egli trovò padre Callahan. In questo strano luogo Roland trova una porta con dei geroglifici il cui significato è ‘introvata’ ma non riesce ad aprirla, almeno per ora. L’ultimo capitolo si conclude con la parte conclusiva della storia di Padre Callahan in cui si scopre che ha qualcosa in comune con Jake: entrambi sono morti! E BAM, grazie King per questi colpi di scena tanto apprezzati!

PARTE TERZA – I LUPI

Il primo capitolo di questa terza parte si intitola Segreti. Effettivamente il nostro amato ka-tet comincia ad avere un po’troppi segreti e Jake, dotato del tocco, ne soffre più degli altri e ha paura che questo porti alla rottura del ka-tet. Alla fine sembra che tutto si risolva con un conciliabolo. Il secondo e il terzo capitolo sono tra loro molto legati, avendo anche lo stesso titolo. In sostanza, Eddie tramite la porta trovata nella grotta torna a New York per proteggere Calvin Torre (custode del terreno dove si trova la rosa; non mi ricordo se ve ne ho parlato in precedenza, in caso negativo, la rosa è qualcosa di delicato, che rischia di essere distrutta da tutto il cattivo, il peggio che c’è nel mondo, e con essa, rischia di crollare la Torre) da Balazar e gli suggerisce di svignarsela. Calvin consegna un libro ad Eddie per cercare di fargli capire quanto sono importanti per lui, e così, ancora una volta, tra una miriade di coincidenze Eddie scopre qualcosa che Jake già sospettava: un uomo del Calla è d’accordo con i Lupi per far portare via i bimbini. Jake nei capitoli successivi, non solo conferma il suo dubbio ma scopre qualcos’altro: anche Andy, il robot che dà una mano al Calla, è implicato in questa orribile faccenda. Nei capitoli seguenti ci sono le ultime preparazioni per la battaglia: Roland, affiancato dal suo ka-tet terrà un’assemblea in cui finalmente spiega il suo piano per combattere i lupi (in realtà quello che lui comunicherà alla comunità non è il vero piano); padre Callahan poi torna a New York tramite la Tredici Nera e la Porta Introvata per sapere dove si trovano Torre e il suo amico. Infine, ecco il capitolo tanto atteso: comincia la vera battaglia contro i cattivi di questo libro. I pistoleri con l’aiuto delle sorelle di Oriza (alcune donne del villaggio che lanciano il piatto) hanno ucciso tutti i lupi e i loro cavalli. Nonostante ci siano stati due morti, una sorella di Oriza e un bambino, amico di Jake, il villaggio, finalmente libero, comincia a festeggiare e a ringraziare i pistoleri. Sommersi dai festeggiamenti, Roland, Jake ed Eddie non si accorgono che all’appello manca Susannah.

EPILOGO – LA GROTTA DI PASSO

Si giunge così all’epilogo, in cui i nostri amici inseguono Susannah, anzi, meglio dire Mia, che ormai, con troppo vantaggio, si è già impossessata della Tredici ed ha varcato la soglia della Porta Introvata, rendendo impossibile il passaggio per i nostri amici. Roland però, anche grazie all’aiuto di un libro di Calvin Torre, portato in questo mondo da Eddie, afferma che riuscirà ad aprire la porta. Nel frattempo si scopre che se Susannah-Mia partorirà il tizio, questo demone, tenterà di mangiarla perché cannibale, perché affamato, perché oscuro.

RECENSIONE (CON SPOILER)

Beh ragazzi, che dire! Ottimo libro, senza dubbio! Ma andiamo con ordine! Il prologo mi è piaciuto moltissimo! Molto intrippante! Tian mi è stato subito simpatico ed ero convinta che assumesse un ruolo di rilievo in questo libro, invece niente, e questo mi ha lasciato un po’ delusa. Rileggendo ora il riassunto del mio prologo c’è un’altra cosa che mi salta all’occhio: Tian effettivamente è stato descritto come un tipo in gamba, sicuramente più intelligente delle altre persone del Calla, e così anche a me è sembrato, ma poi durante tutto il libro era al pari degli altri, considerato anche da Eddie più volte come un semplice zappaterra!! Anzi, se devo dirla tutta ci sono stati poi dei personaggi, abitanti del Paese che si sono dimostrati molto più saggi di Tian; con questo non intendo dire che Tian abbia fatto delle cose stupide, abbia fatto danni o simili ma è sempre stato sullo sfondo, anzi a parte negli ultimi capitoli, non è stato mai preso in considerazione, se non per avere informazioni potenzialmente utili per combattere i Lupi. Ero convinta fosse un nuovo eroe, limitato a questo libro, certo, ma che avesse un ruolo più importante..peccato!

La storia di padre Callahan mi è piaciuta molto. Sicuramente si tratta di una storia particolare, tanto che più volte mi sono chiesta cosa c’entrasse con questi libri, insomma ragazzi, vampiri?? C’è veramente di tutto in questa saga! King non ci ha fatto mancare nulla! 🙂

Adoro anche il tocco di Jake. Lo chiamo potere anche se non è il termine appropriato, ma questo tipo di potere, saper carpire i pensieri degli altri, che non è semplicemente leggere nella mente delle persone ma SENTIRLI, saper poi comunicare con gli altri, trasmettere un messaggio o addirittura un emozione tramite la mente, io lo trovo una capacità bellissima e utile. Si può capire se l’altro è in pericolo anche se si trova lontano da noi, si può far capire che noi siamo in pericolo, si può capire cosa l’altro ci tiene nascosto..al di là della vita normale, della realtà, in situazioni come quelle che vivono Roland e gli altri, lo trovo un’abilità molto utile, ecco.

Parliamo di Susannah, è giunto il momento, ahimé. Devo dire che appena ho letto e compreso che avevamo a che fare con un’altra personalità il mio primo pensiero è stato: “ancora?? e basta King! cioè è appena guarita e mo’ c’ha un’altra personlità?! eccheccazzo!”. Quindi sì, mi è scocciato parecchio, la storia si ripete e a me queste cose non piacciono. Con tutta la fantasia che ha King non poteva trovare altro?? Per carità, è un po’ diverso rispetto alle altre volte, ma alla fine il succo è quello ragazzi!

Altra piccola critica. Premetto che il libro mi è piaciuto molto ma…con 643 pagine di libro, le pagine dedicate alla vera e propria battaglia sono solo 5!! 5 capite?? mi sono letta più di 600 pagine per gustarmi solo 5 pagine! Per carità, ci stavano tutte, niente di più niente di meno, ma per me le battaglie durano sempre troppo poco. E il bello è che lo dice anche Roland che sono sempre e solo 5 minuti di vera battaglia, poi tutto finisce ma insomma King, qualche paginetta in più di battaglia ci starebbe bene eh.

In generale comunque ragazzi, devo dirvi che King ha una fantasia MOSTRUOSA! Al di là della storia in sé, in questo libro ci sono di quelle chicche che ogni volta restavo a bocca aperta e mi dicevo ‘no, non è possibile! ma come fa a pensarle? come fa ad avere ste idee???’. Ve ne dico solo un paio..

  1. i lupi, descritti come grigi, con un mantello verde che cavalcano tutti cavalli grigi. Dopo un po’ Roland e gli altri continuavano a dire “ahahaha ma certo ecco perché sono tutti grigi” e io lì a scervellarmi pensando “cazzo ti ridi? se magari fossi un po’chiaro potrei ridere anch’io! fatemi capireeeee”. Poi ad un certo punto ho avuto anch’io l’illuminazione: ROBOT! ROBOT porca miseria! ma come ho fatto a non arrivarci prima??? ma al di là di questa idea geniale, perché credetemi, se leggete il libro, poi quando sarete sommersi da descrizioni di questi lupi e capirete che in realtà sono ‘solo’ robot, sembrerà anche a voi un’idea geniale, stavo dicendo, al di là di questa super ideona, King, molto prima che diventasse di moda ha scritto di macchine che si ribellano all’uomo?? ma vi rendete conto?? Che poi, riflettendoci, non è nemmeno la prima volta che esce questo argomento nella sua saga, ma non ci avevo mai fatto veramente caso se non in questo libro!
  2. Poi due chicche in una: le armi dei lupi ragazzi!! Le spade laser di Star Wars e le bocce firmate Harry Potter cioè ma che è??? io mi stavo quasi emozionando quando ho visto ste cose! beh oddio visto, letto più che altro! geniale, un genio!
  3. aaaaah e un’altra super chiccaaaa: nei suoi libri il maledetto genio di King parla di sé stesso! Ogni tanto si legge il suo nome su qualche articolo di giornale, sulla lavagna di un ‘menù libroso’..e booom bitches: nell’epilogo si scopre che la storia di Callahan è la storia di un libro di King intitolato Le notti di Salem (che io non ho letto ma so che esiste!). Formidabile!

Le coincidenze che ci sono nei suoi libri, di questa serie intendo, sono tantissime. Nomi collegati tra loro, storie con mille punti in comune, numeri che ricorrono sempre..resto veramente sbalordita. In questo libro succedono tante tante cose e commentarle tutte mi risulta impossibile perché c’è sicuramente qualcosa di cui mi dimentico purtroppo, oltre al fatto che ho veramente scritto troppo. Se mai leggerete questa recensione, perdonatemi! 🙂

Voto: 8

Se lo avete letto fatemi sapere cosa ne pensate, se non lo avete ancora fatto, cosa diavolo state aspettandoooo????

A presto!

eri gibbi

I legami fra loro si erano stretti, diceva, il loro comune sentire era ora al massimo raggiungibile da un ka-tet, cosicché pensieri, abitudini e piccole ossessioni si diffondevano tra loro più facilmente, come un raffreddore.

•••

Era la possibilità delle tenebre a far apparire il giorno così luminoso.

•••

“[…] è stato come una magia.”

“Certe volte Roland è una magia”, avrebbe risposto lei.

•••

“Credo che il vagabondaggio sia la più irresistibile delle droghe e ogni strada nascosta porta a decine di altre.”