Leggere col rampino #3 – La voce nascosta delle pietre

Buongiorno lettori e lettrici! Ora che sapete quanto mi è piaciuto il libro di Chiara Parenti, La voce nascosta delle pietre, vi stresso un po’ con altri due articoli a riguardo, quello di oggi e uno che uscirà venerdì!

Oggi, come potete capire dal titolo ci sarà la rubrica Leggere col rampino, in cui vi renderò partecipi di uno o più pezzi del libro che mi hanno colpito e che vorrei farvi conoscere!

Iniziamo!

«Sapete che cos’è il vero amore, ragazzi?» ci chiese, ma poi fu lui stesso a darci la risposta. «È la persona che ci fa brillare. L’unica in grado di smussare gli angoli, in modo che la luce esalti tutta la nostra bellezza.» Passò lo sguardo prima su Leo e poi su di me. «Sa tirare fuori la bellezza che abbiamo dentro, perché è la sola che riesce davvero a vederla. Per questo è così raro.» Il nonno prese un respiro profondo, come se quelle sue parole avessero un peso particolare per lui, che noi non riuscivamo a cogliere fino in fondo. «La vita con le sue difficoltà trasforma le persone. Come diamanti grezzi, ci taglia, ci smussa, ci lucida. Ma è solo l’amore che ci fa brillare» […]

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«Il mio augurio è quello che sappiate cercare da soli quello che sarete», ci disse, con uno dei suoi sorrisi affettuosi. «Perciò camminate, tesori miei, correte, cadete, rialzatevi, e non abbiate paura di sporcarvi. I tesori più grandi sono ben nascosti, i diamanti affondano nel fango. Quindi sì, ci sarà da sporcarsi, ma non dovrete mai smettere di cercare! Cercate, cercate e, se non trovate quello che davvero volete, continuate a cercare ancora. Non arrendetevi, non è solo uno il sentiero che porta alla felicità. Voi seguite una strada che sia solo la vostra, seguite le pietre, loro vi indicheranno la via. E se vi perderete, vi riporteranno a casa.»

Bene ragazzi, questi sono due citazioni che più mi hanno colpito di questo libro. Spero trasmettano qualcosa anche a voi!

A presto cacciatori di pietre

eri gibbi

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RECENSIONE: La voce nascosta delle pietre di Chiara Parenti

TITOLO: La voce nascosta delle pietre9788811672074_0_0_300_80

AUTORE: Chiara Parenti

EDITORE: Garzanti

GENERE: Narrativa italiana moderna e contemporanea

PUBBLICAZIONE:2017

PREZZO: € 16.90 cartaceo; € 9.99 e-book

PAGINE: 384 p., rilegato

Prime righe:

Decidere chi avrebbe dormito sul lato del letto rivolto alla finestra era una faccenda dannatamente importante e sia io sia Leo eravamo decisi a far valere i nostri diritti.

TEASER:

«Ditemi: da quale pianeta venite, oh, strane creature marroncine e gocciolanti?»

Leo spiegò come stavano le cose. «Abbiamo avuto un piccolo incidente, ma niente di grave», disse con l’occhio tumefatto e il labbro sanguinante.

«Mi devo preoccupare?»

«No, è tutto apposto», lo rassicurai con la voce che faticava a uscire, e la domanda di mio nonno impiegò meno di un attimo ad arrivare.

«Che c’è, Luna?»

«Niente.»

«Non è vero», intervenne Leo. «Ivan l’ha di nuovo presa in giro. Ma io l’ho difesa», disse con orgoglio.

Il nonno gli mise una mano sulla spalla con un cenno di approvazione. «Bravo il mio ragazzo.» E lui annuì a sua volta.

«Ti hanno riempito di botte», bofonchiai.

«Ma ti ho difeso», insistette.

«Lo fai sempre.» Gli sorrisi alla fine, riconoscente.

TRAMA:

Luna era una bambina quando il nonno le ha insegnato che l’agata infonde coraggio, l’acquamarina dona gioia e la giada comunica pace e saggezza. Ma ora che ha quasi trent’anni, lei non crede più che le pietre possano aiutare le persone. Non riesce più a sentire la loro voce. Sono solo sassolini colorati che vende nel negozio di famiglia. Perché il suo cuore porta ancora i segni della delusione: molti anni prima si è fidata di Leonardo, che attraverso le pietre le parlava di sentimenti, ma una notte lui l’ha abbandonata senza una spiegazione, senza una parola. E da allora il mondo di Luna è crollato. Fino ad adesso. Fino al ritorno di Leonardo nella sua vita. È lì per darle tutte le risposte che non le ha mai dato. Risposte che Luna non vuole più ascoltare. Ma suo nonno è accanto a lei per ricordarle come trovare conforto: le pietre conoscono la strada, basta avere il coraggio di seguirle.

RECENSIONE:

Buongiorno ragazzi! FINALMENTE ho avuto la possibilità di leggere questo libro! Ringrazio moltissimo la Garzanti che me ne ha dato la possibilità! Sono talmente entusiasta che vi giuro, non so da dove cominciare! Mi sento una bambina alle prese con il gelato al cioccolato che desiderava da tutto il pomeriggio e che ora stringe tra le mani.. Comunque ercherò di darmi un contegno e di seguire il mio solito ordine da ossessiva compulsiva. La copertina di questo libro mi piace molto. La ragazza raffigurata potrebbe essere veramente Luna, non me la sono immaginata tanto diversa e vedere che al dito c’è l’anello con la pietra di Luna beh, me l’ha fatta apprezzare ancora di più così come i colori un po’ smorzati e sfuocati dello sfondo. Il titolo è veramente ma veramente PERFETTO! In tutto il libro emerge il potere delle pietre, non solo il loro potere di infondere coraggio, sicurezza, tranquillità e una miriade di altre qualità, ma proprio il potere di parlare alla gente, nel nostro caso a Luna, Leo, Pietro, Britta.. arrivare nel loro cuore, in ogni fibra del loro corpo e della loro mente. La trama non mi dispiace, anche se, forse, è come se mettesse in secondo piano le pietre per far risaltare la storia tra Leo e Luna; il libro in realtà è molto più di questo. Vi confesso, le pietre mi hanno sempre affascinata e io in queste cose ci credo molto. Credo che le pietre possano veramente trasmettere qualcosa, con questo non sto di certo dicendo che sono la cura ad ogni male, che fanno miracoli (non in senso stretto del termine almeno), ma io ci credo, credo alla loro voce nascosta. Il titolo di ogni capitolo riporta il nome di una pietra, seguito dal significato e poi il capitolo in qualche modo si lega alla pietra che ci è stata introdotta all’inizio; questa cosa mi ha fatto impazzire, un’idea che mi è piaciuta moltissimo, sul serio. La voce narrante è quella di Luna, la protagonista del libro che ci fa immergere nella sua vita odierna e nella sua vita passata, alternando i capitoli in questo modo. Si parte da quando è bambina per toccare la sua adolescenza e arrivare alla persona che è oggi. Così come leggiamo la sua crescita fisica, scopriamo che nel corso degli anni il suo amore per le pietre è cambiato, si è offuscato, proprio come lei. Alla fine questa non è una semplice storia d’amore tra Luna e Leo, è anche una storia d’amore tra Luna e le pietre perché nel momento in cui tra Luna e Leo qualcosa si è incrinato, qualcosa si è rotto, in quello stesso istante anche tra Luna e le pietre le cose hanno iniziato ad andare male, qualcosa si è rotto anche tra loro. Le pietre però, fortunatamente, hanno il potere di guidarci, di riportarci sempre a casa, se anche smarriamo la via il loro richiamo, la loro voce sarà più forte e ci porteranno dove vogliamo andare, dove dobbiamo essere. Il nonno, figura cardine del libro, è per Luna, ma anche per Leo, il padre che non hanno mai avuto, il gigante buono, saggio, cordiale, gentile e amorevole che tutti vorremmo avere al nostro fianco. Io una persona così ce l’avevo, non era mio nonno, era mio zio, il mio zione, colui che con un abbraccio riusciva a stritolarmi e a non farmi respirare ma senza uccidermi mai, colui che a 17 anni ancora mi diceva “vieni qua, siediti sulle mie gambe”, colui che mi ha trasmesso tanto amore per i cavalli, colui che era per me il mio secondo padre; lui è colui che stanotte mi è apparso in sogno e mi ha abbracciato come non faceva da tanto e non metto in dubbio che questo sia stato merito di quello che questo libro e Pietro, il nonno di Luna, siano riusciti a trsmettermi. Sapevo che questo libro non mi avrebbe delusa, i sentimenti che mi ha dato sono stati tanti, le lacrime che ho sparso in giro per la casa in cui abito ora sono state molte e ringrazio Chiara, a cui mi sento di darle del tu, come se fosse diventata un’amica, per le emozioni che è riuscita a darmi e a ricordarmi con questa storia.

Voto copertina: 5 au 5

Voto titolo: 5 su 5

Voto racconto: 5 au 5

Voto finale: 5 su 5

Beh ragazzi, ho finito questa recensione con le lacrime agli occhi. Non sto passando un bellissimo periodo, è sicuramente diverso da come me l’ero immaginato ma sto provando ad andare avanti, a rincorrere i miei sogni assieme ai libri perché sono loro, per me, la voce nascosta che continua a guidarmi anche quando mi perdo, così come sono sicura che tu, zione, sia sempre qui.

Scusate lo sfogo.

A presto

eri gibbi

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RECENSIONE: ZAIRA di Carola Baudo

TITOLO: Zaira9788898882762_0_0_300_80

AUTORE: Carola Baudo

EDITORE: Edizioni Epsil

GENERE: Narrativa italiana moderna e contemporanea

PUBBLICAZIONE: 2016

PREZZO: € 12.00 cartaceo

PAGINE: 134 p., brossura

Prime righe:

Ero all’università e guardavo fuori dalla finestra la statua di Minerva, persa nel nulla. Il vetro era sporco, un po’ opaco al centro. C’era un bellissimo prato là fuori ed ebbi nostalgia della mia infanzia o, meglio, di quei pochi momenti felici vissuti.

TRAMA:

Zaira è una ragazza fragile e forte allo stesso tempo, una ragazza che alle spalle ha una famiglia lacerata, una migliore amica, la spalla su cui contare, e degli occhi verdi che la tormentano ogni notte. Ad un certo punto, però, la protagonista ritrova sua sorella e capisce che non può più scappare. Dovrà scegliere cosa è meglio per lei, correre il rischio, finalmente, di essere felice.

RECENSIONE:

Questo romanzo, miei prodi lettori, purtroppo non mi ha entusiasmato anche se l’idea di base era molto, molto buona. Si intrecciano due storie che hanno come protagonista Zaira, una studentessa universitaria che ama la letteratura e la scrittura. Le storie che Baudo ha voluto raccontarci non sono così classiche soprattutto se considerate che la protagonista è una: mettere assieme una storia d’amore e una storia d’abbandono e portarle avanti per tutto, o quasi, il libro, mi è piaciuto, senza ombra di dubbio. La mia critica quindi non è di certo rivolta alla trama; il problema è la velocità con cui la scrittrice ha affrontato il tutto. Nel momento in cui Zaira ritrova la sorella e quindi scopre la verità, anzi, un pezzo di verità, su di sé, sul suo passato, beh, il libro in sostanza finisce. Avrei preferito leggere qualcosa di più non solo sulle origini di Zaira ma anche sui suoi sentimenti, i suoi pensieri. La protagonista è introspettiva, ‘accusata’ spesso di sollevare muri con le persone che più la amano ma nel libro, quando è sola, i pensieri escono, ci rende partecipe del suo Io interiore quindi avrei apprezzato qualche altro suo pensiero e sentimento a riguardo. Il punto è che Baudo ci ha provato, i discorsi seri iniziavano veramente ma di punto in bianco finivano, così, senza motivo tanto che più di una volta ho girato pagine convinta che il discorso andasse avanti e… E niente, iniziava un nuovo capitolo. Oltre alla trama c’è un altro punto a favore del libro: il bellissimo rapporto di Zaira con la sua migliore amica. Ho sempre sognato di avere un rapporto così con un’amica o un amico; non si tratta di nulla di così speciale, è semplice semplice: poter contare su qualcuno. Quando stai male e non vuoi o non puoi parlare con i tuoi genitori un vero amico che ti offre una spalla su cui piangere, l’ascolto, un abbraccio, beh, è la cosa che a volte più mi manca. L’unica pecca di questo rapporto è stato il dialogo tra queste due amiche. Quando ho iniziato, ad un certo punto del libro, a leggere appellativi come cucciola o esternazioni d’amore tipo ti amo mi sono immaginata due amiche delle medie e subito dopo mi sono ricordata che no, queste ragazze sono studentesse universitarie.. A me non è piaciuto particolarmente, ma, data la mia mancanza di amicizie profonde, mi sto chiedendo se sono io quella bigotta e arretrata! Comunque, riassumendo il tutto, è vero che il libro non mi ha così entusiasmato ma semplicemente perché l’ho trovato frettoloso anche su temi molto profondi. La trama è buona, più originale di altre, il rapporto di Zaira e Farah mi è piaciuto molto, lo sviluppo è stato inaspettato per cui mi sento sinceramente di dirvi di dare una possibilità a questo libro!

Voto copertina: 3 su 5

Voto titolo: 5 su 5

Voto racconto: 3,5 su 5

Voto finale: 4 su 5

Che dite di questo libro? Vi ispira? Io ringrazio Destinazione Libri per avermelo fatto leggere! Vi aspetto sabato per una sorpresa.. 😉

A presto!

eri gibbi

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RECENSIONE: La morale di Venere di Eleonora Zizzi

TITOLO: La morale di Venere9788856775556_0_0_300_80

AUTORE: Eleonora Zizzi

EDITORE: Gruppo Albatros Il Filo

GENERE: Narrativa italiana moderna e contemporanea

PUBBLICAZIONE: 2015

PREZZO: € 9.50 cartaceo

PAGINE: 51 p., brossura

Prime righe:

Un tempo lontano, il vagheggiar era cosa riservata all’ozio e allo svago.
Spesso però alla creanza e alla dottrina dominava la bramosia e il desiderio. Il sacrificio era la pena sofferta in nome del prestigio sociale.

TEASER:

– Non vi permetto di parlare in questi termini di Silvia, è una ragazza a modo e ben educata!
– Non siete nella posizione per dirmi quello che devo o non devo dire, tanto più di mia figlia! Inoltre è parsa educata solo ai vostri occhi… perché non è per nulla comune che una ragazza della sua età sgattaioli fuori nel cuore della notte con un uomo che per giunta ha una cattiva nomina… ne siete al corrente spero Marchese… Detto questo scordatevela… cercate tra le vostre cagnette di poco conto… Aspettate, voi eravate l’amante della Teotochi Albrizzi, ricordo bene?
– È stato molti anni fa.
– Certo ma in città è sulla bocca di tutti… non passa inosservata una cosa simile… tanto più se si è di nobile famiglia… Ora va fuori di qui, non sei degno di stare a casa mia… mia figlia frequentandoti è diventata una poco di buono… sì! Si vocifera proprio questo! Vattene!

TRAMA:

Forse l’amore non è altro che la forma più essenziale di libertà. È la forma più pura di bellezza e perfezione assoluta. L’amore è vita, respiro che attraversa l’anima e ci fa sentire vivi. Se siamo liberi possiamo amare, perché amore è libertà, è abbattere i pregiudizi, è superare tutti i limiti che a volte è proprio l’uomo a frapporre tra se stesso e l’amore. Il sentimento più sublime che poeti di ogni tempo hanno cantato, a cui hanno dedicato romanzi e liriche, non ha età, supera i confini del tempo. In queste pagine è raccontata proprio una storia d’amore, quella tra Silvia e Niccolò Foscolo. Lui noto poeta, ammaliato dalla bellezza del gentil sesso, amante di tante donne, ma che alla fine perde la testa per questa giovane fanciulla. Ma spesso è il fato a scrivere le parole di una storia d’amore, a colmare la notte di incubi e dall’altro a riempire le giornate di speranze per le sorti future, a descrivere emozioni e passioni, fremiti e sentimenti che rendono ogni storia d’amore eterna.

RECENSIONE:

Ecco qui la recensione del libro che vi avevo segnalato! Anche in questo caso ho inserito uno spezzone del libro visto che non gli ho dedicato un teaser durante la settimana! Comunque ragazzi, la copertina non mi fa impazzire, non tanto per l’immagine in sé ma per lo stile grafico. Verissimo che dà proprio l’idea di un dipinto datato, cosa più che appropriata visto che Foscolo ha vissuto tra il 1700 e il 1800, ma proprio per un gusto personale queste copertine non mi entusiasmano. Portate pazienza. Il titolo mi piace, non lo trovo banale e mi ha incuriosito. La trama è appropriata, non spoilera niente, il libro parla proprio di questo: la storia d’amore tra Nicolò e Silvia. Parliamo del racconto. Ora, io lo ammetto, sono ignorante, non so se questa Silvia sia veramente esistita (io mi ricordo della giovane fanciulla Silvia di Leopardi ma non di Foscolo) ma mi piace pensare che sì, ci sia veramente stata, che abbia fatto innamorare perdutamente Nicolò e che abbia contraccambiato il suo amore. Mi piace pensare che sia andata com’è stato scritto in questo libro; almeno fino ad un certo punto.. Il finale non mi è piaciuto molto, non tanto per la fine in sé ma perché ero convinta ci fosse un altro capitolo! Pensate che continuavo a premere sul kindle convinta che si fosse inceppato, poi mi sono accorta di quella maledetta percentuale arrivata al massimo e allora lì ho compreso che no, non c’era un’altra pagina da leggere. Non so come spiegarmi ragazzi, mi ha dato la sensazione che il libro fosse incompleto. Lo stile è scorrevole, si vede che l’autrice ha cercato di riprodurre la modalità di scrittura tipica dell’epoca ma è comunque comprensibilissimo e si legge spediti, curiosi di scoprire come va a finire tra i due amanti.

Voto copertina: 2 su 5

Voto titolo: 4 su 5

Voto racconto: 3.5 su 5

Voto finale: 3 su 5

Che dite lettori? Pensate di leggere questo libro? Vi ispira? Fatemi sapere!

A presto

eri gibbi

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RECENSIONE: Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro D’Avenia

TITOLO: Bianca come il latte, rossa come il sangue 9788804666578_0_0_300_80

AUTORE: Alessandro D’Avenia

EDITORE: Mondadori

GENERE: Narrativa italiana moderna e contemporanea

PUBBLICAZIONE: 2010

PREZZO: € 13.50 cartaceo; € 6.99 e-book

PAGINE: 264 p., brossura

Prime righe:

Ogni cosa è un colore. Ogni emozione è un colore. Il silenzio è bianco. Il bianco infatti è un colore che non sopporto: non ha confini.

TRAMA:

Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c’è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

RECENSIONE:

Partiamo dalle caratteristiche estetiche: la copertina del libro è, a mio avviso, inquietante; non ha niente di horror ma mi fa proprio soggezione. Vedere questa ragazza che mi osserva e non comprendere il significato del suo sguardo mi mette a disagio. Mi piace comunque che abbiano mantenuto il pallore di sfondo e il candore della sua pelle che, oltre a rappresentare il senso del titolo, offre un ottimo risalto ai suoi capelli rossi. Il titolo mi ha sempre affascinato tant’è che il libro l’ho scelto più per quello che per la trama. Mi spiego meglio: se il libro avesse avuto un altro titolo e la trama fosse rimasta inalterata non so se mi sarei spinto a leggerlo. Mi sento in colpa a dire questo perché non mi faccio mai influenzare né dalla copertina né dal titolo ma in questo caso l’accostamento mi ha convinta. Passiamo alla parte più importante: la trama. Da questo libro avevo delle aspettative molto alte, aspettative che però non sono state del tutto raggiunte. La trama è carina, a tratti anche profonda, è vero, ma non mi ha lasciato grandi cose. Il personaggio principale, Leo, l’ho odiato tantissimo all’inizio del libro. Penso di non aver mai mal sopportato così il protagonista di un romanzo, MAI. Si tratta del tipico adolescente strafottente che non ha un briciolo di educazione e rispetto nei professori. Tutti siamo stati adolescenti, tutti abbiamo passato il periodo no per cui odiavamo il mondo ma l’educazione, almeno io, l’ho sempre avuta. Rispondere al professore a tono o prenderlo per il culo in giro davanti a tutta la classe mi infastidisce tanto, tant’è che questo ha rischiato di farmi desistere dal continuare. PER FORTUNA Beatrice si è ammalata (prendete questa frase con le pinze, non auguro del male a nessuno ovviamente) perché ha dato la svolta non solo al libro ma anche a Leo. Improvvisamente il sedicenne ha deciso di dimostrare un po’ di maturità, si è rimboccato le maniche ed è cresciuto, così come il libro stesso. L’unico personaggio che ho amato veramente è stato il Sognatore. Un professore giovane ma d’altri tempi, che ama veramente il suo lavoro, che non arriva a scuola con le lezioni preparate, che preferisce far ragionare i suoi studenti e farsi dire cosa veramente pensano dell’argomento quando sono interrogati piuttosto che farsi dire a memoria vita, morte e miracoli del filosofo di turno! Ma ne esistessero di professori così! Questo personaggio è stato veramente il migliore di questo libro a parer mio. Insomma ragazzi, avrete capito che questo libro non mi ha entusiasmato come credevo, purtroppo.

Voto: 3 su 5

Voi lo avete letto? Cosa ne pensate? Per chi non lo ha letto, lo leggerete? Tengo a precisare che ci sono molte recensioni negative ma anche molto recensioni super positive, come sempre, il mondo è bello perché è vario quindi non fatevi scoraggiare da questa mia recensione poco positiva!

A presto!

eri gibbi

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RECENSIONE: Papà era un bandito di Maria Chiara Perri

TITOLO: Papà era un banditocover-400x533

AUTORE: Maria Chiara Perri

EDITORE: Nativi Digitali Edizioni

GENERE: Narrativa italiana contemporanea

PUBBLICAZIONE: 2015

PREZZO: € 10.00 cartaceo; € 2.98 e-book

PAGINE: 210

Prime righe:

Me ne stavo seduto sullo sgabello alto, faccia alla finestra. Un cartello rosso mi pendeva sulle spalle. Mostrava il disegno di un asinello con sotto la scritta “SONO STATO CATTIVO”. Suor Domitilla mi aveva spedito in punizione perché avevo spezzato a metà il pastello rosa pelle di un bambino paffuto, Andrea Mastrobernardo, che aveva osato insinuare che non fossi capace di colorare le facce delle persone.

TEASER:

Mi arrampicai senza fatica per raggiungere un barattolo di Nutella, ma lo lasciai per terra quando vidi una cosa che mi piaceva molto di più: la Coca Cola. Ma una bottiglia pesava parecchio, per portarla in giro dovevo tenerla con due mani. E fu allora che la vidi. Pelliccia, capelli biondi cotonati, orecchini d’oro. Vecchia come la morte e altrettanto brutta. Era intenta a confrontare i prezzi dei succhi di frutta. Dovevo annientarla prima che mi attaccasse.

“Die, bitch!!!!” urlai alla stregga Bling-Bling.

TRAMA:

Jude ha diciannove anni e un viso forato di piercing. Parla tanto e non ascolta nessuno. Se ne va in giro sulla sua bicicletta, il cappuccio della felpa calato sulla fronte. Di notte entra nelle case delle persone, senza fare rumore. A casa lo aspetta Michan, un bambino color latte macchiato con una testa piena di riccioli. Sono padre e figlio. La loro è una famiglia alquanto bizzarra, con il nonno sull’orlo di una crisi di nervi e lo zio adolescente e metallaro, i cui  equilibri già precari saranno sconvolti in seguito a una bravata di Jude.  È il piccolo Michan che ci racconta, tra “streghe Bling-Bling” e beveroni di latte mischiato a uova e Coca-Cola, la storia di un Papà Bandito, una favola agrodolce ambientata in una città fredda ed egoista il cui cuore pulsante è nei suoi angoli più degradati, tra i piani della casa popolare dove abitano i nostri eroi “banditi”.
RECENSIONE:
Vi sarete accorti che in questa recensione ci ho messo anche uno spezzone. Mi sembrava carino dedicare a questo libro anche un teaser, come agli altri libri che leggo, e visto che non l’ho scritto durante la settimana, l’ho inserito qui dentro. Ringrazio subito Nativi Digitali Edizioni per avermi dato la possibilità di leggere questo libro. La copertina mi piace molto. Adoro pensare che dietro quella felpa nera e quei jeans si nasconda Jude, un po’ arrabbiato col mondo. Il titolo mi piace, mi ha incuriosito fin da subito attirandomi a leggere la trama. La trama stessa secondo me va più che bene, non svela troppo, anzi anche qui sono stata incuriosita (soprattutto dalle streghe Bling-Bling!!) di scoprirne di più su questa famiglia. Passiamo alla parte fondamentale, il racconto. Devo dirvi che questo libro mi è piaciuto TANTISSIMO, dall’inizio alla fine. Non c’è stata una parte in cui mi sono annoiata, non c’è stato un dialogo che avrei cambiato, tutto, tutto per me è perfetto. Mi piace molto il fatto che la narrazione sia fatta da un bambino di soli 4 anni. Nonostante ci siano delle parole o delle parti che fanno veramente pensare che il libro sia stato scritto da un bambino (vedi infruttolato anche se questo è dovuto alla dislessia di Jude ma non facciamoci caso, o alle liti di Michan con un suo compagno di asilo), è chiaro che un bambino di questa età non possa aver scritto il libro, è impossibile; ma va benissimo così perché comunque emerge la spontaneità del racconto che sembra veramente narrato da un infante (non sto sminuendo lo stile eh). In alcune situazioni, in alcune serie liti in cui Michan era tutto concentrato a capire cosa accadesse in quel momento venivo scaraventata in tutt’altro perché lui, il nostro adorabile bimbo narratore veniva distratto da un gioco e non potevo non sorridere, credetemi. Sapete la spontaneità e l’ingenuità dei bambini no? Ecco, questo traspare in ogni pagina del libro ed è bellissimo così. Ci sono stati molti sorrisi, a volte anche risate, ma non nego che ci siano stati anche momenti commoventi. Questo libro parla della vita VERA, di certe famiglie esistenti in deteminate zone (siamo in Italia, ma potremo essere in qualsiasi altra Nazione) degradate e disadagiate dove un adolescente dislessico, che ha abbandonato la scuola anche a causa di questi problemi mai realmente compresi da chi di dovere, ama fare il padre; dove un altro adolescente, vorrebbe una vita normale invece di ritrovarsi a fare da zio ad un bambino di 4 anni; dove un padre-nonno di 44 anni vorrebbe avere una vita tranquilla senza preoccuparsi del figlio screanzato che se ne esce di notte per “prendere in prestito cose”. Questo è un libro vero ragazzi, che racconta qualcosa che ci circonda perché credetemi, di famiglie così ce ne sono, tante. Nonostante Jude non sia uno stinco di santo non possiamo non amarlo, soprattutto per tutto l’amore che prova per il suo bambino. E Michan, nonostante non sia uno stinco di santo come suo padre, mai come ora il detto “tale padre, tale figlio” fu più vero ehehehe, è adorabile. Le frasi o le singole parole in inglese che troviamo ogni tanto nel corso della lettura rendono il tutto ancor più vero considerando le origini irlandesi di Jude e spesso mi hanno fatto morire dal ridere. Tra streghe Bling-Bling, fate e ZombieNazi vi ritroverete sommersi in un mondo tutt’altro che alternativo. Leggetelo!
Voto copertina: 5 su 5
Voto titolo: 5 su 5
Voto racconto: 5 su 5
Voto finale: 5 su 5
Beh ragazzi che dite? Pensate di leggere questo libro? Io spero proprio di sì!
A presto teppistelli
eri gibbi
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SEGNALAZIONE #1 La morale di Venere di Eleonora Zizzi

Buongiorno lettori e lettrici! Oggi vi propongo la mia prima segnalazione (sì, sono emozionata)!

TITOLO: La morale di Venere9788856775556_0_0_300_80

AUTORE: Eleonora Zizzi

EDITORE: Gruppo Albatros Il Filo

GENERE: Narrativa italiana moderna e contemporanea

PUBBLICAZIONE: 2015

PREZZO: € 9.50 cartaceo

PAGINE: 51 p., brossura

TRAMA:

Forse l’amore non è altro che la forma più essenziale di libertà. È la forma più pura di bellezza e perfezione assoluta. L’amore è vita, respiro che attraversa l’anima e ci fa sentire vivi. Se siamo liberi possiamo amare, perché amore è libertà, è abbattere i pregiudizi, è superare tutti i limiti che a volte è proprio l’uomo a frapporre tra se stesso e l’amore. Il sentimento più sublime che poeti di ogni tempo hanno cantato, a cui hanno dedicato romanzi e liriche, non ha età, supera i confini del tempo. In queste pagine è raccontata proprio una storia d’amore, quella tra Silvia e Niccolò Foscolo. Lui noto poeta, ammaliato dalla bellezza del gentil sesso, amante di tante donne, ma che alla fine perde la testa per questa giovane fanciulla. Ma spesso è il fato a scrivere le parole di una storia d’amore, a colmare la notte di incubi e dall’altro a riempire le giornate di speranze per le sorti future, a descrivere emozioni e passioni, fremiti e sentimenti che rendono ogni storia d’amore eterna.

L’AUTRICE:

Eleonora Zizzi nasce il 13 giugno del 1996 a Pinerolo. Vive a Bricherasio, in provincia di Torino. Ha terminato l’indirizzo liceale di Scienze Umane. “La Morale di Venere” è la sua prima pubblicazione (ottobre 2015). Due sue poesie sono presenti nell’Enciclopedia della Poesia Contemporanea Italiana 2016 della fondazione Mario Luzi. Gestisce il blog di scrittura creativa “storytellereyewriting- immaginando un mondo fatto di amore teatrale”. Dal dicembre 2016 diventa amministratrice e fondatrice di “storytellereyewriting campagna sociale”, un’iniziativa culturale no-profit che ha lo scopo di promuovere la lettura e le arti creative, in primis la scrittura.

Cosa ne pensate ragazzi? Più avanti pubblicherò la recensione!

A presto!

eri gibbi

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