RECENSIONE FILM Guardiani della Galassia 2

Ebbene sì, ieri ci siamo decisi: era arrivato il momento di andare al cinema in Galles senza l’assistenza costante dei sottotitoli da noi utilizzati nel (mai) remoto caso in cui gli attori parlino come se avessero una patata in bocca. Per fortuna in Guardiani della Galassia nessuno ha manifestato la sindrome da bocca piena e il film è stato facilmente compreso anche dalla sottoscritta.

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Per tutte quelle persone che non sono andati a vederlo perché “è un film stupido” beh che dirvi se non “sì! è un film stupido ma è nato per questo!”. Guardiani della Galassia è nato proprio per essere divertente, a volte leggermente demenziale, ma forse questo è uno dei suoi pregi migliori perché fa ridere senza essere volgare e senza cadere in banalità.

In questo secondo capitolo i protagonisti sono Peter (Chris Pratt) e la sua famiglia (di sangue). Si scoprirà chi è suo padre (stile Star Wars insomma) e il perché abbia abbandonato Peter e la madre. Quindi, secondo voi chi potrebbe essere il cattivo del film??

Collegandomi a questo, Peter in una scena afferma che da piccolo diceva che suo padre era il protagonista di Supercar (alzi la mano chi di voi non voleva quella macchina! Bene, voi, andate fuori!!! Subito!!), assente perché costantemente impegnato sul set e l’attore in questione è simpaticamente apparso in alcune scene (Ego, il vero padre di Peter, si trasformerà in lui ad un certo punto e poi apparirà nei titoli di coda ripetendo una delle frasi più lunghe e più profonde di baby Groot e se non capite a cosa mi sto riferendo…FUORI!!! SUBITO!!!)

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La presenza del baby Groot, dalla loquacità spiazzante, è stata fonte di divertimento per grandi e piccini e ha permesso al regista di far sviluppare una dinamica interessante tra i Guardiani. E se nel seguito (perché sì, è evidente ci sia un terzo Guardiani della Galassia) troveremo un Groot adolescente drogato di videogiochi tanto da non uscire dalla sua camera beh credo che di risate ne potremmo fare ancora.

Poteva poi mancare l’onnipresente Stan Lee?? Ma che ve lo dico a fare poi!

Gli effetti speciali di questo film sono stati meravigliosi, in particolare i colori erano veramente magici. Avatar mi è tornato in mente un sacco di volte anche se qui (se la mente non mi inganna) i colori erano molto più accesi. Già solo dalla cover del film potete capire o perlomeno immaginare di cosa sto parlando.

In sostanza è un film che vi consiglio soprattutto se avete bisogno di farvi qualche risata! Alcune battute/scene sono state veramente geniali! Non andate a guardarlo pensando e sperando sia un film serio, non lo è, ma nel suo genere è un film fatto bene!

Voi lo avete visto? Cosa ne pensate? Lo guarderete? Fatemi sapere!

A presto cinefili,

erigibbi

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The Walking Dead VII stagione (II metà)

Ebbene sì, The Walking Dead è giunto alla fine. Oddio, è finita solamente la VII stagione, non allarmatevi. Se la prima parte di stagione è stata a mio avviso per la maggior parte del tempo una grande metà stagione, la seconda parte, ahimé è stata una gran delusione. Non c’è stata una puntata in cui mi sentivo particolarmente in ansia, non c’è stata una puntata in cui ho pensato “che gran puntata”, non c’è stato nulla che mi abbia fatto dire “wow”.

Finalmente Rick ha reagito, ha deciso di contrastare i Saviors (lo guardo in inglese quindi abbiate pietà) e Negan per cui ogni puntata era incentrata su una comunità diversa: Ezekiel e il suo regno, Hilltop, le donne pazze schizzate che vivono nell’immondizia, la comunità di sole donne scoperta da Tara.. insomma, è stato per di più un girovagare alla ricerca di stringere alleanze e di trovare armi. Se pur un passaggio necessario, l’ho trovato altresì un passaggio noioso. Sicuramente competere con Negan, con il personaggio di Negan, con il suo spirito, il suo carisma è molto difficile. Se la prima parte di stagione ha fatto scintille è solo merito suo (tralasciamo l’uccisione di Glenn, tralasciamola su). Negan è un signor cattivo; Negan è quel cattivo che odi alla follia ma che non puoi non amare; Negan è quel cattivo che ad un certo punto ti piace più dei buoni, c’è poco da fare. Mai avrei pensato che Jeffrey Dean Morgan sarebbe passato dal paziente dolce e gentile di Grey’s Anatomy ad uno spietato uomo cazzuto che gira con una mazza da baseball decorata con filo spinato a cui ha dato il delicato nome di Lucille e mai avrei pensato che fosse un attore così bravo! Fatto sta che la quasi totale assenza di Negan in questa seconda parte di stagione ha assolutamente influenzato la sua bellezza. Sicuramente quando la prima metà stagione è fatta così bene, tiene così incollato lo spettatore e gli procura attacchi di ansia così forti che manco il fobico più fobico ha mai sperimentato, beh, in questi casi è difficile eguagliare o addirittura superare quello che si è ottenuto precedentemente. Diciamo che potevamo aspettarci un calo in questa seconda parte.

Piccolo appunto sui alcuni personaggi. Io non so quante volte ho ripetute “Dio mio non sopporto Rosita“, “Dio mio odio Rosita” ma Dio mio è stata insopportabile per gran parte della seconda metà di stagione. Lo sguardo da strafottente, l’odio che emanava, vi giuro, non riuscivo a sopportarlo. E poi, poi abbiamo toccato il culmine quando ha avuto la brillante idea di attaccare il forte di Negan perché Rick, a detta di lei, non stava facendo nulla. Ma ragazza mia, Rick sta andando a caccia di alleanze, di persone (che vi mancano) e di armi (che vi mancano più delle persone) quindi al posto di lamentarti tanto dai una mano a Rick cosa dici? Ovviamente no, ovviamente andiamo ad attaccare Negan con Sasha e ovviamente facciamoci inculare da Sasha che decide che deve andare lei da sola ad uccidere Negan. Ma veramente? Scusate, sto diventando scurrile. Sasha è stato un altro personaggio che in questa seconda metà di stagione non mi è piaciuto se non nell’ultima puntata. Diciamo che quella pillola era abbastanza prevedibile che se la sarebbe ingoiata, poi si è capito benissimo fin dall’inizio dell’ultima puntata che l’aveva fatto e quindi poi è stato abbastanza prevedibile che avrebbe attaccato Negan in quel modo ma perlomeno in quei 5 secondi ha fatto qualcosa degno di nota e utile visto che ha dato il tempo agli altri di reagire. In particolare mi è piaciuto molto che sia stato proprio Carl il primo a reagire, quel ragazzino a volte sarà anche stupido ma bisogna dargli atto che ha molto coraggio e mi piace per questo. Mi stavo bellamente dimenticando del personaggio più odioso di questa metà stagione e no, non sto parlando di Negan, non sto parlando di Dwight ma niente popo’ di meno che del traditore number one, quello che ha pure dimenticato il suo nome, l’inutile e ancora vivo Eugene signori e signori. Vogliamo parlare di quanto sia stato pessimo nel tradire così Rick e i suoi amici? Vogliamo parlare di quanto adesso si crede super figo perché è con Negan? Vogliamo parlare di come deve morire male soffrendo di brutto? No, non vogliamo parlarne perchè al solo pensiero mi torna la gastrite.

In sostanza, se la prima metà di stagione è stata molto bella, questa seconda metà ha sicuramente lasciato delusi molti di noi.

Voi guardate questa serie? Cosa pensate di questa seconda metà stagione? Fatemi sapere!

A presto walkers,

erigibbi

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ORANGE IS THE NEW BLACK III stagione

Non so se ve l’abbia mai detto, scritto (è più appropriato), ma oltre ad essere una lettrice accanita amo alla follia dedicare un po’ del mio tempo a telefilm, serie tv e film di qualsiasi genere. Per cui ho avuto la “brillante” idea di tediarvi pure con questa mia passione. Non so cosa ne verrà fuori, non so se ci sarà un metodo che adotterò per parlare di una serie, non so per quanto questo programma possa continuare ma so che voglio iniziare adesso.

La serie di cui vi voglio parlare oggi è Orange is the New Black. Eviterò di fornirvi caratteristiche tecniche, potrei risultare poco professionale (ed effettivamente non lo sono perché in materia so ben poco) ma non vorrei annoiarvi ulteriormente con dati ed informazioni che probabilmente salterete a piè pari.

Visto che è il primo articolo su questa serie vi parlo brevemente di questa serie prima di addentrarmi nei dettagli. Per chi non lo sapesse Orange (sì, lo chiamo così) è ambientato in una prigione femminile, Litchfield, in cui la narrazione presente si alterna alla narrazione passata con flashback sulla vita delle detenute su cui, solitamente, ogni episodio si concentra. Le detenute in questione provengono da ogni dove, le etnie sono molte differenti, fatto più che normale nel contesto americano; abbiamo donne bianche, nere, asiatiche, messicane, spagnole, americane… insomma, c’è davvero di tutto. Come accennato prima, una caratteristica fondamentale di questa serie tv è il fatto che ogni episodio (o quasi) si concentra sulla storia di una detenuta, collegando i fatti presenti quindi collegando quello che le sta accadendo in carcere, con la sua storia passata di bambina o di adolescente o di ragazza/donna. Quello che spesso mi ha colpito è che molte di queste donne si trovano in carcere per reati minori, a volte veramente “così minori” che non pensavo nemmeno si potesse andare in carcere (in America) per motivi del genere; oppure si trovano in detenzione per legittima difesa (ma la cosa è passata per semplice omocidio) o per aver difeso il vero colpevole e altre situazioni più o meno bizzarre. Spesso mi dimentico che quello sia un carcere perché in queste 4 stagioni mi sono trovata ad empatizzare così tanto con loro (e io non empatizzo praticamente MAI con il sesso femminile, non so che problemi abbia) che le vedo come delle amiche con cui andrei volentieri a prendere un caffè!

Ora come ora sto guardando la IV stagione e quindi la mia idea era di parlarvi della stagione appena conclusa, la III. La III stagione l’ho ripresa dopo un anno dal termine della II non so nemmeno io perché, fatto sta che all’inizio ho fatto un po’ di fatica ad ingranare, le puntate non mi entusiasmavano o perlomeno lo facevano solo in alcuni punti ma a tratti ero un po’ annoiata. Questo, fotunatamente, è comunque durato poco, il tempo di un paio di puntate, tre al massimo. Rispetto alla prima stagione, in cui la protagonista principale era Chapman, ormai tutte sono un po’ protagoniste, ad ognuno di loro viene dedicata una puntata e ne sono molto felice visto che di alcune si sa molto poco, mi viene in mente come esempio Chang. Se l’inizio, dal mio punto di vista, è andato un po’ a rilento, il finale ha fatto il botto. Le detenute hanno avuto l’occasione, grazie a degli operai abbastanza ingenui (per non dire di peggio) e delle guardie pressoché assenti e dove presenti, inutili, (ma meglio così), stavo dicendo, hanno avuto l’occasione di “scappare” dal carcere. Fuori dal carcere si trova infatti un boschetto e un lago dove, dopo molti anni, le detenute hanno finalmente potuto godersi un po’ di sabbia tra i piedi e un po’ d’acqua fresca in perfetto stile pic-nic al lago di domenica. Non so perché ma quella scena, quei momenti, per me sono stati molto emozionanti; come loro mi sono sentita per un momento libera, libera di uscire dalle 4 mura e libera di respirare a pieni polmoni. Ero veramente felice della possibilità che hanno avuto, e sì, soprattutto in questo momento mi sono dimenticata del fatto che sono delle detenute e ho semplicemente pensato loro come a delle donne, delle madre, delle figlie, delle nonne. Ho comunque virgolettato scappare perché in realtà nessuno di loro ci prova realmente, alla fin fine, in linea di massima sono ben felici di tornare in carcere, dove anche Occhipazzi la vede lunga: hanno colazione, pranzo e cena, hanno un letto, un tetto, una doccia, insomma, hanno più o meno la loro casa con quella che ormai è la loro famiglia (o almeno una parte di essa visto).

Ho iniziato ieri la IV stagione e ho deciso di appuntarmi cosa ne penso ad ogni episodio per potervi eventualmente fornire delle informazioni più dettagliate sulle mie impressioni al termine della suddetta.

Mi scuso se l’articolo non segue un ordine, se non è informativo a livello tecnico e né troppo informativo a livello “personale” ma ho scritto a braccio, buttando su “carta” tutto quello che mi passava per la testa. Mi rendo conto che ho parlato più di Orange a livello generale che non a livello di III stagione e mi scuso pure per questo, sono una frana, lo so.

Fatemi sapere se l’articolo vi è piaciuto e soprattutto se l’idea di parlarvi delle serie tv che seguo vi può interessare. Sono un’insicura cronica e ho veramente SEMPRE bisogno di un consenso, di un appoggio, di un sostegno da parte vostra. Ho sempre paura di deludere chi mi legge, ho paura che il mio modo di scrivere faccia pena, ho paura di scrivere cose poco interessanti quindi, seriamente, se non volete avere un peso sulla coscienza fatemi sapere qualcosa! Sto divagando come sempre quindi meglio arrivare ai saluti!

A presto lettori,

erigibbi

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