VIDEO RECENSIONE The Crown

Su YouTube vi parlo della serie tv Netflix The Crown!

The Crown RECENSIONE

A presto lettori,

erigibbi

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RECENSIONE The Crown I stagione

Quand’ero in Italia, quindi fino a non molti mesi fa, odiavo quando i telegiornali parlavano della regina Elisabetta o di qualsiasi altro membro della famiglia reale inglese ma non perché odio loro, semplicemente perché qualsiasi articolo verteva sul gossip e non su qualcosa di veramente serio.

In realtà Elisabetta, Filippo e gli altri membri reali, chi più chi meno, mi hanno sempre incuriosita. Mi sono sempre chiesta chi siano in realtà, se amano la vita che fanno perché sì, sono serviti e riveriti, abitano e vivono circondati dal lusso, ma non l’hanno voluto per cui mi chiedevo se la loro vita li soddisfacesse, invidiandoli un po’, lo ammetto. Poi è arrivata la serie Netflix The Crown. La mia curiosità stava finalmente per essere saziata. Non so se tutto quello trasmesso nella prima stagione sia vero, non so se la regina abbia dato il consenso affinché la sua vita privata venga ulteriormente messa sotto i riflettori, in cuor mio spero che tutto sia vero, che tutto sia veramente successo, che tutti siano o siano stati veramente come sono apparsi sugli schermi e ne parlerò come se fosse effettivamente così.

Se già da prima pensavo che la regina fosse una persona intelligente ora ne sono convinta. Si è ritrovata sul trono molto giovane a causa della morte prematura del padre da lei tanto amato, e pur avendo studiato regole e divieti, diritti e doveri di un re o di una regina, pur sapendo praticamente a memoria la costituzione e le leggi inglesi, si è ritrovata a non saper bene cosa fare in un ruolo in cui non pensava di ritrovarsi così presto. Molto spesso ho pensato che essendo regina potesse fare come le pareva (non pensate a grandi cose ma anche semplicemente dare il cognome del marito ai figli com’era suo desiderio) e invece no. La regina è solo una facciata, è solo colei che ci mette la faccia ma non è quella che fa, lei non può fare, non ne ha il diritto, o forse ce lo ha ma i costi sarebbero troppo alti: scandali, scandali ovunque per fatti assolutamente normali o banali. Il Primo Ministro è quello che conta con tutti i consiglieri che lo attorniano. Di sicuro Elisabetta non si è mai arresa e una delle cose che più mi ha colpito è stata la scelta di riprendere gli studi anzi di iniziare gli studi nel momento in cui ha capito che non ha avuto un’istruzione standard come noi poveri umani, lei non ha studiato la storia e la geografia per esempio. Si è resa conto che questa mancanza non le era d’aiuto nel momento in cui doveva affrontare i più importanti uomini di Stato con cui doveva incontrarsi spesso. Lei non voleva restare indietro, non voleva essere semplicemente la bella faccia che tutti volevano fosse. Trovo che sia da ammirare anche solo per questo motivo. Quella che ho visto è una donna forte, intelligente, caparbia, testarda e determinata. Quello che mi è dispiaciuto vedere è che nonostante le prime intenzioni fossero diverse, poi ha sempre scelto la patria piuttosto che la famiglia, piuttosto che il marito o la sorella (sorella che non sapevo avesse tra l’altro). Posso cercare di capire questa scelta, d’altronde è la regina ma da regina non poteva prendere scelte diverse e optare per la famiglia? Quello che mi chiedo è: era veramente impossibile fare altre scelte? Sarebbero state veramente delle scelte che avrebbero dato scandalo?

Un’altra cosa che mi sono sempre chiesta è: ma Filippo come fa a stare sempre dietro di lei? Per un uomo deve essere difficile apparire inferiore alla donna, alla propria moglie, soprattutto negli anni scorsi. Non mi sbagliavo. Questa situazione per lui è stata, almeno in questa prima stagione, sempre un peso. Filippo tra l’altro non era nessuno, non era benvoluto da nessuno, non era amato da nessuno (tra i politici che circondavano la regina almeno); non ha potuto dare il cognome ai suoi figli, non poteva camminare a fianco della moglie, non poteva seguire la sua carriera né tantomeno avrebbe dovuto prendere lezioni di volo (scandalo! ma perché??), credetemi, non gli era consentito fare nulla e questo ovviamente ha portato dei problemi nella vita di coppia. Lui voleva una moglie, lei non poteva (a parer suo) esserlo sempre.

Entrambi gli attori, Claire Foy che interpreta Elisabetta II e Matt Smith che interpreta il Principe Filippo mi sono piaciuti molto sia come attori sia esteticamente, lei in particolare è di una bellezza semplice e raffinata e amo pensare che la regina fosse stata veramente così.

L’ambientazione esterna (i paesaggi in particolare) ed interna (Buckingham Palace per esempio anche se le scene ovviamente non sono state girate veramente in questo luogo) l’ho trovata incantevole, ero stupita di fronte a tanta bellezza.

È stata una serie tv che mi è piaciuta veramente molto e ovviamente ve la consiglio. Ho sentito e letto da molti che fosse lenta ma in realtà a me non ha dato questa impressione. Non mi sono mai annoiata, mai distratta, ero totalmente immersa nella storia. Potrei stare qui a parlarvi per ore anche di altri personaggi, come ad esempio la sorella di Elisabetta, Margaret, ma evito perché mi dilungherei troppo. Tutti i personaggi infatti erano ben caratterizzati, con pregi e difetti, con difficoltà e timori. Insomma, si tratta di una serie tv che secondo me merita il massimo dei voti:

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Voi avete visto questa serie tv? Vi è piaciuta? Fatemi sapere con un bel commento!

A presto lettori,

erigibbi

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NETFLIX BOOK TAG

Sul mio canale Youtube è uscito un nuovo video! Si tratta di un tag che unisce netflix e i libri, cosa c’è di meglio???

Vi lascio qui il link nel caso vogliate darci un’occhiata: https://www.youtube.com/watch?v=DK2O5EoMW5Y&t=25s

A presto lettori,

erigibbi

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ORANGE IS THE NEW BLACK IV stagione

Lettori, oggi vi parlo dell’ultima stagione andata in onda di ORANGE is the new BLACK, la IV per l’appunto.

La situazione del carcere si sta evolvendo: ci sono nuove detenute, molte, troppe per i miei gusti, e la cosa non mi piace. Non mi piace perché ormai sono affezionata alle “vecchie” detenute, quelle che ci sono sempre state, quelle che ormai ho imparato a conoscere e quindi la presenza di quelle nuove toglie tempo a quelle che più mi piacciono e in più ho trovato le nuove detenute troppo scontrose e attaccabrighe.

Per quanto riguarda nello specifico alcuni personaggi, nei primi episodi troviamo una Piper totalmente diversa da quella che avevamo imparato a conoscere nelle prime stagioni: è fredda, calcolatrice, boss..insomma no, questa Piper non mi piace. Poi però le cose hanno cominciato a cambiare, e Piper ha avuto quello che secondo alcune si meritava. Una lezione pesante, la scena in cui è stata marchiata per me è stata dura, mi sono infatti ritrovata a piangere copiosamente, le lacrime si limitavano a fuoriuscire dai miei occhi. Se Piper in questo modo è tornata la solita Piper di sempre, questo non lo possiamo dire per Maria che è diventata peggio, molto peggio.

Il culmine della tragicità di questa stagione c’è stato con P. Ebbene lettori, la mia preferita, la più buona, la più gentile, la più piccolina, lei, è morta, schiacciata accidentalmente da una guardia. Forse la tragicità della situazione aumenta se pensiamo che la guardia è un ragazzo giovane che tra tutti è quello con meno problemi mentali e se pensiamo che Suzanne è involontariamente colpevole quasi quanto la guardia. Questa scena ragazzi mi ha sconvolto. Inizialmente non ci credevo, mi pareva impossibile che questo fosse veramente successo, che fosse veramente morta ma d’altronde era chiaro, lo zoom sul suo viso che cambiava colore a causa della mancanza d’ossigeno ha spazzato via ogni minimo dubbio.

Sebbene l’inizio di questa stagione mi abbia fatto storcere il naso non c’è dubbio che dopo un paio di puntate io fossi totalmente presa da quello che stava succedendo nel carcere. Non ho mai pianto così tanto per Orange, non mi sono mai emozionata così tanto, mai arrabbiata così tanto. Questa stagione credo sia stata una delle migliori di questa serie. Quello che sta accadendo nel carcere a causa delle nuove guardie è triste, solo perché quelle donne si trovano in carcere secondo le guardie possono essere trattate come animali o come mostri, meritanti punizioni, castighi, violenza fisica e psicologica e probabilmente questo è quello che succede nella realtà.

Quello che più mi piace di Orange è che le tematiche trattate sono importanti e vengono trattate come se niente fosse, vengono buttate là, ti schiaffeggiano in volto e tu, spettatore, non te ne rendi conto se non alla fine della puntata quando sei emotivamente provato e turbato. Adoro.

Voi avete guardato la IV stagione di ORANGE is the new BLACK? Cosa ne pensate? Fatemi sapere!

A presto lettori,

erigibbi

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ORANGE IS THE NEW BLACK III stagione

Non so se ve l’abbia mai detto, scritto (è più appropriato), ma oltre ad essere una lettrice accanita amo alla follia dedicare un po’ del mio tempo a telefilm, serie tv e film di qualsiasi genere. Per cui ho avuto la “brillante” idea di tediarvi pure con questa mia passione. Non so cosa ne verrà fuori, non so se ci sarà un metodo che adotterò per parlare di una serie, non so per quanto questo programma possa continuare ma so che voglio iniziare adesso.

La serie di cui vi voglio parlare oggi è Orange is the New Black. Eviterò di fornirvi caratteristiche tecniche, potrei risultare poco professionale (ed effettivamente non lo sono perché in materia so ben poco) ma non vorrei annoiarvi ulteriormente con dati ed informazioni che probabilmente salterete a piè pari.

Visto che è il primo articolo su questa serie vi parlo brevemente di questa serie prima di addentrarmi nei dettagli. Per chi non lo sapesse Orange (sì, lo chiamo così) è ambientato in una prigione femminile, Litchfield, in cui la narrazione presente si alterna alla narrazione passata con flashback sulla vita delle detenute su cui, solitamente, ogni episodio si concentra. Le detenute in questione provengono da ogni dove, le etnie sono molte differenti, fatto più che normale nel contesto americano; abbiamo donne bianche, nere, asiatiche, messicane, spagnole, americane… insomma, c’è davvero di tutto. Come accennato prima, una caratteristica fondamentale di questa serie tv è il fatto che ogni episodio (o quasi) si concentra sulla storia di una detenuta, collegando i fatti presenti quindi collegando quello che le sta accadendo in carcere, con la sua storia passata di bambina o di adolescente o di ragazza/donna. Quello che spesso mi ha colpito è che molte di queste donne si trovano in carcere per reati minori, a volte veramente “così minori” che non pensavo nemmeno si potesse andare in carcere (in America) per motivi del genere; oppure si trovano in detenzione per legittima difesa (ma la cosa è passata per semplice omocidio) o per aver difeso il vero colpevole e altre situazioni più o meno bizzarre. Spesso mi dimentico che quello sia un carcere perché in queste 4 stagioni mi sono trovata ad empatizzare così tanto con loro (e io non empatizzo praticamente MAI con il sesso femminile, non so che problemi abbia) che le vedo come delle amiche con cui andrei volentieri a prendere un caffè!

Ora come ora sto guardando la IV stagione e quindi la mia idea era di parlarvi della stagione appena conclusa, la III. La III stagione l’ho ripresa dopo un anno dal termine della II non so nemmeno io perché, fatto sta che all’inizio ho fatto un po’ di fatica ad ingranare, le puntate non mi entusiasmavano o perlomeno lo facevano solo in alcuni punti ma a tratti ero un po’ annoiata. Questo, fotunatamente, è comunque durato poco, il tempo di un paio di puntate, tre al massimo. Rispetto alla prima stagione, in cui la protagonista principale era Chapman, ormai tutte sono un po’ protagoniste, ad ognuno di loro viene dedicata una puntata e ne sono molto felice visto che di alcune si sa molto poco, mi viene in mente come esempio Chang. Se l’inizio, dal mio punto di vista, è andato un po’ a rilento, il finale ha fatto il botto. Le detenute hanno avuto l’occasione, grazie a degli operai abbastanza ingenui (per non dire di peggio) e delle guardie pressoché assenti e dove presenti, inutili, (ma meglio così), stavo dicendo, hanno avuto l’occasione di “scappare” dal carcere. Fuori dal carcere si trova infatti un boschetto e un lago dove, dopo molti anni, le detenute hanno finalmente potuto godersi un po’ di sabbia tra i piedi e un po’ d’acqua fresca in perfetto stile pic-nic al lago di domenica. Non so perché ma quella scena, quei momenti, per me sono stati molto emozionanti; come loro mi sono sentita per un momento libera, libera di uscire dalle 4 mura e libera di respirare a pieni polmoni. Ero veramente felice della possibilità che hanno avuto, e sì, soprattutto in questo momento mi sono dimenticata del fatto che sono delle detenute e ho semplicemente pensato loro come a delle donne, delle madre, delle figlie, delle nonne. Ho comunque virgolettato scappare perché in realtà nessuno di loro ci prova realmente, alla fin fine, in linea di massima sono ben felici di tornare in carcere, dove anche Occhipazzi la vede lunga: hanno colazione, pranzo e cena, hanno un letto, un tetto, una doccia, insomma, hanno più o meno la loro casa con quella che ormai è la loro famiglia (o almeno una parte di essa visto).

Ho iniziato ieri la IV stagione e ho deciso di appuntarmi cosa ne penso ad ogni episodio per potervi eventualmente fornire delle informazioni più dettagliate sulle mie impressioni al termine della suddetta.

Mi scuso se l’articolo non segue un ordine, se non è informativo a livello tecnico e né troppo informativo a livello “personale” ma ho scritto a braccio, buttando su “carta” tutto quello che mi passava per la testa. Mi rendo conto che ho parlato più di Orange a livello generale che non a livello di III stagione e mi scuso pure per questo, sono una frana, lo so.

Fatemi sapere se l’articolo vi è piaciuto e soprattutto se l’idea di parlarvi delle serie tv che seguo vi può interessare. Sono un’insicura cronica e ho veramente SEMPRE bisogno di un consenso, di un appoggio, di un sostegno da parte vostra. Ho sempre paura di deludere chi mi legge, ho paura che il mio modo di scrivere faccia pena, ho paura di scrivere cose poco interessanti quindi, seriamente, se non volete avere un peso sulla coscienza fatemi sapere qualcosa! Sto divagando come sempre quindi meglio arrivare ai saluti!

A presto lettori,

erigibbi

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