RECENSIONE FILM SPLIT

Mi sembra sia già uscito qui sul blog il fatto che abbia studiato psicologia tutta una vita (sì, sto esagerando, ci ho dedicato solo 5 anni al liceo e 5 all’università) quindi potevo non guardare Split?

Il protagonista del film è un ragazzo che soffre di disturbo dissociativo di personalità conosciuto ai più come disturbo di personalità multiple. Lo ammetto, più pazzi sono più rimango affascinata, è più forte di me. Il vero nome di questo ragazzo è Kevin ma durante il film lo incontreremo veramente per pochi istanti. Kevin ha altre 23 personalità. Che sia veramente possibile? È molto raro in realtà, di solito ci aggiriamo da 2 a 4-5 al massimo, che io sappia, ma c’è stato un caso di un ragazzo in particolare (da cui io penso sia stata tratta ispirazione) che manifestava 24 personalità distinte: Billy Milligan. Nel film non vedremo tutte e 24 le personalità ma quelle più importanti e forti: Dennis, un uomo con DOC (disturbo ossessivo compulsivo) che lo porta ad essere ossessionato dalla pulizia propria ed altrui oltre che dall’ordine; Barry, un ragazzo che disegna vestiti di moda e che va in terapia da una dottoressa proprio per questo disturbo; Patricia (sì, chiaramente una donna) che inizialmente mi sembrava abbastanza razionale ma ho dovuto ricredermi e Hedwig, un bambino di 9 anni.

Sostanzialmente Dennis rapisce tre adolescenti, Claire, Marcia e Casey e mentre Claire e Marcia cercano di cospirare contro Dennis per avere la meglio sostenendo che in tre contro uno ce la si può fare, Casey è l’unica che fin dall’inizio sembra capire qualcosa, è come se sapesse come e quando bisogna agire. Scopriremo poi che Casey ha avuto un’infanzia difficile, in cui veniva abusata dallo zio. Questo le ha permesso di entrare in sintonia con il pensiero di Kevin e delle altre personalità perché l’evento scatenante del disturbo di Kevin è stato proprio l’abuso infantile oltre che i maltrattamenti subiti dalla madre.

La storia aveva un potenziale enorme ma tutto è scemato nel momento in cui è apparsa La Bestia. La Bestia è la 24° personalità di Kevin, dotata di forza sovraumana e (purtroppo per noi spettatori) in grado di arrampicarsi sui muri come fosse SpiderMan, in grado di non perdere una goccia di sangue dopo essere stato accoltellata (con un fianco d’acciaio visto che dopo essere stato accoltellata il coltello si è pure frantumato), in grado di restare praticamente indenne dopo due o tre colpi di fucile. Ecco qui è caduto tutto. Si è improvvisamente passati da un bel film ad un film di fantascienza fatto male visto che le scene in cui La Bestia si arrampicava sui muri erano evidentemente ritoccate male, anzi malissimo. Ma io dico, perchè? Mi sarebbe andata benissimo la personalità più forte, più resistente al dolore, ma perché renderla sostanzialmente d’acciaio, in grado di arrampicarsi sui muri e pure cannibale? (Mi stavo dimenticando di questo particolare essenziale). Un vero peccato.

Un’altra cosa che proprio mi ha dato fastidio, ma qui probabilmente entra in gioco la deformazione professionale è la seguente: la dottoressa (un’anziana signora con anni e anni di esperienza alle spalle, mica la giovane laureata di turno) non ha avvisato le autorità nel momento in cui ha capito che il suo paziente poteva fare del male a se stesso o qualcun’altro. GRAVE, GRAVISSIMO! Questa è una cosa che non sta né in cielo né in terra, non esiste! È dovere professionale farlo; quando uno psicologo, uno psichiatra ma anche un medico, capisce o pensa che il suo paziente può ledere a sé o agli altri non c’è segreto professionale che tenga.

Niente da dire invece sulla bravura di James McAvoy, una prestazione superlativa, fantastica, da bocca aperta, da brividi, da “se avessi la sua bravura conquisterei il mondo!”. Interpretare 6 persone differenti per età, sesso, caratteristiche fisiche e linguistiche (ad esempio quando interpreta Hedwig parla come un bambino e tra l’altro con il sigmatismo, vedi zeppola o s moscia o s sifula o Jovanotti) non deve essere per niente facile e lui c’è riuscito alla grande!

Io sicuramente vi consiglio il film perché è interessante ma da quando inizia ad esserci La Bestia per me c’è stato un calo brusco e infatti la mia valutazione proprio a causa di questa personalità è di sole:

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Voi avete visto questo film? Cosa ne pensate? Fatemi sapere!

A presto lettori,

erigibbi

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RECENSIONE FILM Guardiani della Galassia 2

Ebbene sì, ieri ci siamo decisi: era arrivato il momento di andare al cinema in Galles senza l’assistenza costante dei sottotitoli da noi utilizzati nel (mai) remoto caso in cui gli attori parlino come se avessero una patata in bocca. Per fortuna in Guardiani della Galassia nessuno ha manifestato la sindrome da bocca piena e il film è stato facilmente compreso anche dalla sottoscritta.

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Per tutte quelle persone che non sono andati a vederlo perché “è un film stupido” beh che dirvi se non “sì! è un film stupido ma è nato per questo!”. Guardiani della Galassia è nato proprio per essere divertente, a volte leggermente demenziale, ma forse questo è uno dei suoi pregi migliori perché fa ridere senza essere volgare e senza cadere in banalità.

In questo secondo capitolo i protagonisti sono Peter (Chris Pratt) e la sua famiglia (di sangue). Si scoprirà chi è suo padre (stile Star Wars insomma) e il perché abbia abbandonato Peter e la madre. Quindi, secondo voi chi potrebbe essere il cattivo del film??

Collegandomi a questo, Peter in una scena afferma che da piccolo diceva che suo padre era il protagonista di Supercar (alzi la mano chi di voi non voleva quella macchina! Bene, voi, andate fuori!!! Subito!!), assente perché costantemente impegnato sul set e l’attore in questione è simpaticamente apparso in alcune scene (Ego, il vero padre di Peter, si trasformerà in lui ad un certo punto e poi apparirà nei titoli di coda ripetendo una delle frasi più lunghe e più profonde di baby Groot e se non capite a cosa mi sto riferendo…FUORI!!! SUBITO!!!)

gif groot

La presenza del baby Groot, dalla loquacità spiazzante, è stata fonte di divertimento per grandi e piccini e ha permesso al regista di far sviluppare una dinamica interessante tra i Guardiani. E se nel seguito (perché sì, è evidente ci sia un terzo Guardiani della Galassia) troveremo un Groot adolescente drogato di videogiochi tanto da non uscire dalla sua camera beh credo che di risate ne potremmo fare ancora.

Poteva poi mancare l’onnipresente Stan Lee?? Ma che ve lo dico a fare poi!

Gli effetti speciali di questo film sono stati meravigliosi, in particolare i colori erano veramente magici. Avatar mi è tornato in mente un sacco di volte anche se qui (se la mente non mi inganna) i colori erano molto più accesi. Già solo dalla cover del film potete capire o perlomeno immaginare di cosa sto parlando.

In sostanza è un film che vi consiglio soprattutto se avete bisogno di farvi qualche risata! Alcune battute/scene sono state veramente geniali! Non andate a guardarlo pensando e sperando sia un film serio, non lo è, ma nel suo genere è un film fatto bene!

Voi lo avete visto? Cosa ne pensate? Lo guarderete? Fatemi sapere!

A presto cinefili,

erigibbi

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RECENSIONE The Godfather – Il Padrino

TITOLO: The Godfather (Il Padrino)

PERSONAGGI ED INTERPRETI PRINCIPALI:

  • Al Pacino: Michael Corleone
  • Marlon Brando: Don Vito Corleone

RECENSIONE:

Il film è ambientato a New York, in pieno dopoguerra, siamo infatti tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’50 ed è per lo più incentrato sulla figura di don Vito Corleone, capo di una famiglia mafiosa divenuta col tempo una delle più potenti organizzazioni criminali di New York grazie al rispetto e all’onore ottenuti dal patriarca e dai figli coinvolti nelle attività malavitose. Quando don Vito rimane vittima di un attentato orchestrato da un boss rivale, il figlio, Michael Corleone, fino a quel momento rimasto volontariamente fuori dalle losche attività di famiglia, comincia l’ascesa nell’impero criminale familiare fino a diventare il nuovo ‘padrino’.

Sicuramente tutti voi avrete visto Il padrino, quei pochi che non l’hanno ancora visto (vi facevo compagnia fino a due settimane fa) sicuramente ne hanno perlomeno sentito parlare. Non potevo più aspettare, le insistenze di Enrico si stavano ormai facendo pressanti, un’italiana non può non conoscere Il Padrino, d’altronde all’estero oltre a pasta e pizza ci associano, purtroppo, pure alla mafia. Indubbio che la visione di questo film debba far parte della cultura cinematografica di ognuno di noi per cui sì, la domenica prima di Pasqua ero finalmente nel mood giusto, era giunta l’ora per Il Padrino.

Pur essendo un film del ’72 questa pellicola è indubbiamente ancora attuale, la storia narrata può essere ambientata benissimo nei giorni nostri. La cosa, se da un lato è positiva per il film, dall’altro non lo è per noi, noi italiani, noi additati ahimé come mafiosi. Devo essere onesta nel dirvi che durante la prima ora mi sono annoiata parecchio, il film non riusciva a conquistarmi, l’ho trovato molto lento e per di più alcune scene di morte mi facevano ridere. Il problema fondamentale di queste scene era la falsità: falsità degli attori che hanno recitato molto male nel momento in cui dovevano urlare e accasciarsi al suolo, falsità del sangue che chiaramente era ketchup (o altro miscuglio vermiglio) e che fuoriusciva troppo in ritardo rispetto al momento in cui la pallottola entrava nel corpo.

Fortunatamente dopo la prima ora le cose hanno cominciato a farsi interessanti, la mia attenzione è stata catturata e, non credo sia un bene, ma mi sono lasciata trasportare dai sentimenti provati da Michael tanto da sperare che uccidesse un po’ di gente.

Si tratta di un film che non mi ha entusiasmato appieno, capisco che l’inizio doveva essere un preludio, ci doveva essere il cambiamento di Michael, la sua evoluzione, ma per me questo cammino è stato troppo lento. Sicuramente nell’ultima ora e mezza sono rimasta incollata allo schermo tanto che avevamo previsto di guadarlo in due round e invece, alla fine, non sono più riucita a fermare la proiezione. Restano però i due aspetti negativi: la lentezza iniziale e la mal interpretazione di alcuni attori nel momento della morte. Non posso invece negare la bravura di Marlon Brando e di un giovanissimo Al Pacino, entrambi hanno recitato molto bene, in particolar modo mi è piaciuto Brando.

Ovviamente, come citazione non potrei non salvare questa frase:

I’ll make him an offer he can’t refuse.

Voto attori: 9 su 10

Voto grafica/effetti speciali: 7 su 10

Voto trama: 8 su 10

Voto finale: 8 su 10

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Cosa dite di questo film? Lo avete già visto? Vi è piaciuto? Attendo i vostri commenti.

A presto cinefili,

erigibbi

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RECENSIONE FILM: Deadpool

TITOLO: Deadpool deadpool

ANNO: 2016

DURATA: 108 minuti

GENERE: azione, avventura, commedia, fantascienza

REGIA: Tim Miller

DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox

INTERPRETI & PERSONAGGI:

Ryan Reynolds: Wade Wilson/Deadpool

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Ed Skrein: Francis Freeman/Ajax

Morena Baccarin: Vanessa Carlysle

Andre Tricoteux: Piotr “Peter” Rasputin/Colosso

Brianna Hildebrand: Ellie Phimister/Testata Mutante Negasonica

T. J. Miller: Jack Hammer III/Weasel

Gina Carano: Angel Dust

Leslie Uggams: Al

Jed Rees: Reclutatore

Karan Soni: Dopinder

Style Dayne: Jeremy

Kyle Cassie: Gavin Merchant

Isaac C. Singleton Jr.: Boothe

Rob Hayter: Bob

TRAMA:

Deadpool racconta la storia di Wade Wilson, partendo dal suo passato come ex membro delle forze speciali che, dopo essere stato sottoposto a un esperimento illegale che gli dona poteri di guarigione accelerata, diventa un mercenario adottando l’alter ego Deadpool. Armato con le sue nuove abilità, e con un cinico e contorto senso dell’umorismo, Deadpool dà la caccia all’uomo che ha quasi distrutto la sua vita.

RECENSIONE:

Domenica scorsa la scelta del film è iniziata con la fatidica frase “oggi niente supereroi, dai”. Fu così che la Marvel ci tenne compagnia per l’ennesima volta! Ma se consideriamo che Deadpool non si considera un supereroe, il problema non si pone!

Su Deadpool non sapevo assolutamente nulla, mai letto un fumetto, mai visto nulla in tv, zero. Ho inserito, ai tempi, questo film nella mia lista principalmente perché, al contrario di quanto affermi Wade Wilson per me Deadpool fa parte dei supereroi, perché è un fumetto firmato Marvel (non che sia esclusivamente Team Marvel, dipende, sono infatti anche Team DC) e perché con i trailer trasmessi ero rimasta scioccata (proprio sconvolta) per quanto Deadpool si discostasse dalla considerazione media di “supereroe”.

Ryan Reynolds è stato strepitoso. Ha avuto la capacità di sembrare ironico, divertente, incazzato, depresso spesso nel giro di pochissime battute. Il cambio di tono usato per trasmettere allo spettatore il suo stato d’animo è stato perfetto. Considerate che quando è vestito da Deadpool la sua espressività facciale è pressoché inesistente, non si può notare, quindi con solamente il tono di voce a disposizione lui doveva trasmettere le sue emozioni a noi spettatori, e beh, ci è riuscito alla grande.

Le scene d’azione sono state fatte molto bene, i rallentamenti, i dettagli in primo piano sono stati un piacere per la vista. Nonostante quando Deadpool combatte utilizza un metodo piuttosto spettacolare, proprio nel senso che dà spettacolo, le lotte non mi sono mai sembrate finte e preparate ad arte. (Se guardate la serie tv Arrow forse capite a cosa mi riferisco visto che in questo telefilm i combattimenti a volte sono chiaramente finti).

La storia di per sé non è profonda né magnifica. Si limita ad essere la storia di Deadpool, com’è nato Deadpool, chi era prima di diventare Deadpool, qual è stato il suo percorso di cambiamento e, anche se non si direbbe, di crescita. Sinceramente questo per me non è un limite. Ora ho una conoscenza che comunque prima non avevo e qualche messaggio in realtà un po’ profondo il film lo ha anche trasmesso.

See? You don’t need to be a superhero to get the girl.

The right girl will bring out the hero in you.

Finché lo guardavo ho espresso più volte il seguente parere “che film trash” ed è così; è un film trash con parolacce, con sangue, con teste recise che volano, con violenza, con cattiveria ma è un bel film trash. Rispecchia il supereroe Marvel perché (ecco questa cosa la so) Deadpool nemmeno nel fumetto è IL supereroe ma è ‘uno’ che combatte i cattivi, preferibilmente uccidendoli, parlando a non finire, facendo il coglione, esternando battute e ironia. Anche questo mi è piaciuto. Nonostante quello che gli è capitato, la sua ironia, non l’ha mai persa, mai. Poteva deprimersi stile Oliver Queen o peggio ancora, stile Batman, ma no, non l’ha fatto e l’ho apprezzato tantissimo.

Piccolo ed ultimo appunto, nel film compaiono spesso riferimenti a Lanterna Verde (film criticato a non finire e in cui Reynolds interpretava il suddetto supereroe) e a Wolverine. E questo, ad una nerd come me, fa morire. Non so bene il perché ma quando in un film di supereroi si fa riferimento ad altri supereroi magari prendendo in giro determinate loro caratteristiche, beh, mi fa scatenare l’adorazione che è in me!

Voto attori: 8 su 10 (spicca Ryan Reynolds)

Voto grafica/effetti speciali: 8 su 10

Voto trama: 7.5 su 10

Voto finale: 8 su 10

Voi amici nerd, avete visto questo film? Vi è piaciuto? Lo guarderete? Fatemi sapere!

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A presto cinefili,

erigibbi

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RECENSIONE FILM: Doctor Strange

TITOLO: Doctor Strange Doctor-Strange-poster

ANNO: 2016

DURATA: 115 minuti

GENERE: azione, fantastico, avventura

REGIA: Scott Derrickson

DISTRIBUZIONE: Walt Disney Studios Motion Pictures

INTERPRETI & PERSONAGGI:

Benedict Cumberbatch: Stephen Strange / Dottor Strange

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Chiwetel Ejiofor: Karl Mordo

Rachel McAdams: Christine Palmer

Benedict Wong: Wong

Michael Stuhlbarg: Nicodemus West

Benjamin Bratt: Jonathan Pangborn

Scott Adkins: Lucian

Mads Mikkelsen: Kaecilius

Tilda Swinton: Antico

TRAMA:

Doctor Strange racconta la storia del neurochirurgo di fama mondiale Stephen Strange, la cui vita cambia per sempre dopo che un terribile incidente automobilistico lo priva dell’uso delle mani. Quando la medicina tradizionale si dimostra incapace di guarirlo, Strange è costretto cercare una cura in un luogo inaspettato: una misteriosa enclave nota come Kamar-Taj. Scoprirà presto che non si tratta soltanto di un luogo di guarigione ma della prima linea di una battaglia contro invisibili forze oscure decise a distruggere la nostra realtà. Presto, Strange imparerà a padroneggiare la magia e sarà costretto a scegliere se fare ritorno alla sua vita agiata o abbandonare tutto per difendere il mondo e diventare il più potente stregone vivente.

RECENSIONE:

Da brava nerd quale sono non potevo non guardare questo film che per pura sfiga non ho potuto gustare al cinema.

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Avevo già letto il fumetto della serie Number One se non ricordo male (ma non riesco a trovarlo su amazon quindi bo) proprio perchè su Doctor Strange, lo ammetto, non sapevo nulla e dovevo prepararmi al film, c’è poco da fare. In realtà il film si discosta dal fumetto, l’inizio è praticamente uguale ma poi le cose sono andate in modo diverso ma sapete una cosa? CHISSENEFREGA! Per una volta non ho nulla da ridire perché questo film mi è piaciuto, mi ha gasato ed è stato bello lo stesso anche non rispettando fedelmente il fumetto.

Io amo Benedict che assieme a Eddie Redmayne è uno dei miei attori preferiti degli ultimi anni e questo sicuramente lo devo alla miniserie tv Sherlock in cui Benedict è il TOP. Devo dire che anche in questo film è stato molto bravo; mi è piaciuto molto all’inizio quando ha dovuto manifestare tutta la sua sofferenza (fisica e mentale) e la rabbia per aver perso l’uso delle mani e la capacità quindi di tornare a fare il suo lavoro, mi è piaciuto quando l’Antico lo ha spedito a viaggiare nelle dimensioni alternative (visto che è tutta opera di fantasia e Benedict ha dovuto fare tutte quelle espressioni facciali non vedendo nulla in realtà!) e mi è piaciuto nelle (poche) parti esilaranti del film.

Mads Mikkelsen purtroppo non è emerso come avrei voluto. Io lo conosco grazie alla serie tv Hannibal in cui è un mostro (in tutti i sensi) della recitazione, credetemi e quindi mi è dispiaciuto molto che qui non abbia potuto esprimere al meglio la sua capacità di attore.

Gli effetti speciali di questo film sono pura magia. I colori sgargianti, i movimenti, i dettagli..se un drogato andava a vedersi questo film al cinema avrebbe avuto la sua dose di funghi allucinogeni semplicemente guardando il film! Spettacolare. In alcune parti mi ha ricordato Inception ovvero quando i grattacieli, le strade, le case, si muovevano, si intrecciavano, si accavallavano, si piegavano.. Wow! Nonostante alcune scene potessero sembrare complicate proprio per questi cambi di prospettiva si è sempre capito tutto, non c’è stata confusione, non ho mai pensato “non ci sto capendo niente” tutto è stato sempre molto chiaro, evidente, comprensibile.

La storia, pur essendo diversa dal fumetto, non mi è dispiaciuta e anzi, fa capire che ci sarà un seguito (se qualcuno aveva dubbi la Marvel alla fine del film, al di là della solita scena in più, ha pure scritto che Doctor Strange ritornerà) e CREDO che nel seguito verranno toccati più aspetti inerenti il fumetto e MIODIONONVEDOLORA!

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(ok, questa cosa delle gif mi sta sfuggendo di mano)

La citazione del film che vorrei salvare è la seguente:

We never lose our demons, Mordo.

We only learn to live above them.

Voto attori: 8 su 10 (spicca Benedict Cumberbatch)

Voto grafica/effetti speciali: 10 su 10

Voto trama: 8.5 su 10

Voto finale: 9 su 10

Bene ragazzi, voi avete visto questo film? Vi è piaciuto? Per chi non lo avesse ancora fatto cosa state facendo ancora qui???? Andate a vederlo, SUBITO!

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A presto cinefili

erigibbi

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RECENSIONE FILM: Revenant – Redivivo

TITOLO: The Revenant – Redivivothe revenant

ANNO: 2015

DURATA: 156 minuti

GENERE: biografico, avventura, drammatico, western, thriller

REGIA: Alejandro González Iñárritu

DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox

INTERPRETI & PERSONAGGI:

Leonardo DiCaprio: Hugh Glass

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Tom Hardy: John Fitzgerald

tom hardy

Domhnall Gleeson: Andrew Henry

Will Poulter: Jim Bridger

Forrest Goodluck: Hawk

Paul Anderson: Anderson

Lukas Haas: Jones

Duane Howard: Elk Dog

Brendan Fletcher: Fryman

Kristoffer Joner: Murphy

TRAMA:

In una spedizione nelle vergini terre americane, l’esploratore Hugh Glass viene brutalmente attaccato da un orso e dato per morto dai membri del suo stesso gruppo di cacciatori. Nella sua lotta per la sopravvivenza, Glass sopporta inimmaginabili sofferenze, tra cui anche il tradimento del suo compagno John Fitzgerald. Mosso da una profonda determinazione e dall’amore per la sua famiglia, Glass dovrà superare un duro inverno nell’implacabile tentativo di sopravvivere e di trovare la sua redenzione.

RECENSIONE:

Ormai avrete capito che io arrivo sempre dopo con i film. Fanno ora a vincere Oscar, fanno ora a diventare super famosi, fanno ora a passare secoli ed ecco una mia recensione. Per carità, non è passato nemmeno tantissimo tempo ma insomma..ormai, fatevene una ragione.

TUTTI sapranno che FINALMENTE DiCaprio con questo film ha vinto quel MERITATISSIMO Oscar che doveva vincere, in realtà, ANCHE con altri suoi precedenti film e ho sempre pensato che glielo abbiano dato con The Revenant per due principali motivi: non volevano avere sulla coscienza un eventuale suicidio da parte di un grande e famosissimo attore holliwoodiano e coscienti che ormai se non glielo davano stavolta non glielo avrebbero dato mai più. Questo per dirvi che non mi aspettavo che in questo film DiCaprio potesse meritare l’Oscar tanto quanto lo meritava negli altri film e invece mi sono ricreduta praticamente subito. In The Revenant DiCaprio ha forse dato il massimo, credo abbia sputato sangue per fare questo film. Si è sorbito ore di trucco per avere quelle cicatrici sul corpo, ha dovuto strisciare nel fango, ha dovuto patire il freddo e il gelo e, come se non bastasse, doveva far arrivare a noi spettatori una miriade di sentimenti ed emozioni senza proferire parola. Tanto di cappello a DiCaprio che questo Oscar se l’è proprio dovuto sudare (in tutti i sensi!).

Molto bravo anche Tom Hardy che ha interpretato il cattivo del film. È stato così bravo che non mi è risultato per nulla difficile odiarlo dal profondo. Ogni volta in cui appariva, ogni volta in cui parlava, vi giuro, mi procurava fastidio, non riuscivo a trovare una posizione nel divano, talmente poca era la mia sopportazione nei suoi confronti quindi sì, l’ha interpretato proprio bene il personaggio!

Ritornando a quanto detto sopra, questo film ha veramente pochissimi dialoghi e nonostante questo mi ha comunicato veramente tantissimo. La fotografia è un non so che di spettacolare (il film ha vinto infatti anche l’Oscar per questo). Ogni inquadratura e ogni immagine era curata nei minimi dettagli. Io amo la fotografia e trovare questi aspetti in un film è molto emozionante. Avrei voluto fermare il film molte, moltissime volte e rimanere in contemplazione della scena proprio come fosse un quadro e se avessi potuto mi sarei fatta una stampa per ogni immagine perché vi giuro ragazzi è stato spettacolare. Questo motivo è il principale motivo per cui mi dispiaccio di non aver potuto vedere questo film al cinema. Oltre alla fotografia, mi hanno colpito particolarmente i suoni e una scena che ricordo molto volentieri è quando vengono inquadrati gli alberi e in particolar modo la neve che si stava sciogliendo e l’unico suono era proprio questo: il contatto della neve che si sta sciogliendo e che cade sul terreno. Non so se voi ci avete mai fatto caso ma è un rumore diverso dall’acqua che cade dagli alberi dopo una pioggia e sentir riprodotto proprio quel suono, proprio il suono della neve che si sta sciogliendo è stato magico (nonostante la tragicità del momento).

Questo film è stato comunque pesante. Non fraintendetemi, mi è piaciuto veramente molto ma la storia è emotivamente pesante, i fatti sono emotivamente pesanti e secondo me anche la quasi totale assenza di dialoghi ha contribuito molto a questo. Da questo punto di vista è stata una fortuna che l’abbia guardato a casa perché sul divano ho potuto cambiare posa molte volte e ho potuto mettere in pausa più volte e andare in bagno (ho bevuto due litri d’acqua, comprendetemi). Questo mi ha aiutato a respirare, ma letteralmente respirare perché l’ansia e la tensione è stata veramente tanta.

Se non avete ancora visto questo film, dovete assolutamente guardarlo per diversi motivi: in assoluto perché Di Caprio ha vinto l’Oscar poi perché Di Caprio ha vinto l’Oscar MERITANDOSELO ALLA GRANDE; perché la fotografia è magica, ogni scena è un quadro e i suoni sono meravigliosi, mettere assieme in questo modo vista e udito ha permesso a me, in quanto spettatrice, di vivere appieno la natura e di sentirmi NEL film; infine, perché avrete la possibilità di apprezzare un film che con pochissimi dialoghi trasmette e comunica più di un qualsiasi altro film in cui si parla fin troppo.

Voto attori: 8 su 10 (spicca Leonardo DiCaprio)

Voto grafica/effetti speciali (fotografica e suono): 10 su 10

Voto trama: 8.5 su 10

Voto finale: 9 su 10

Vi lascio con questa frase tratta dal film:

I’m right here…

I will be right here…

But you don’t give up.

You hear me?

As long as you can still grab a breath, you fight.

You breath… Keep breathing.

Vi ringrazio per aver letto fino in fondo la mia recensione e se siete interessati al film o a scoprirne qualcosa in più vi lascio il link di Amazon: Revenant

Come sempre sono felice di leggere cosa ne pensate voi a riguardo quindi aspetto i vostri commenti!

A presto cinefili

eri gibbi

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RECENSIONE FILM: Warcraft

TITOLO: Warcraft (Warcraft – L’inizio)warcraft

ANNO: 2016

DURATA: 123 minuti

GENERE: azione, fantastico, avventura, epico

REGIA: Duncan Jones

DISTRIBUZIONE: Universal Pictures

INTERPRETI & PERSONAGGI:

Travis Fimmel: Anduin Lothar

Montblanc and The Cinema Society with Mastro Dobel & Kim Crawford Wines host a screening of Sony Pictures Classics' 'Maggie's Plan', New York, America - 05 May 2016

Paula Patton: Garona

paula

Toby Kebbell: Durotan

Orange Rising Star Award Nominee Announcement

Ben Schnetzer: Khadgar

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Ben Foster: Medivh

Dominic Cooper: Llane Wrynn

Anna Galvin: Draka

Robert Kazinsky: Orgrim Martelfato

Daniel Wu: Gul’dan

Ruth Negga: Taria Wrynn

Clancy Brown: Manonera

Michael Adamthwaite: Magni Barbabronzea

Callum Keith Rennie: Moroes

Burkely Duffield: Callan Lothar

Dylan Schombing: Varian Wrynn

Terry Notary: Grommash Malogrido

Dean Redman: Varis

Glenn Close: Alodi

TRAMA:

Il pacifico regno di Azeroth è sul piede di guerra e la sua civiltà è costretta ad affrontare una terribile stirpe di invasori: i guerrieri Orchi in fuga dalla loro terra agonizzante e pronti a colonizzarne un’altra. Quando il portale che collega i due mondi si apre, un esercito va incontro alla distruzione, mentre l’altro rischia l’estinzione. Da fronti opposti, due eroi affronteranno un conflitto che deciderà il destino delle loro famiglie, dei loro popoli e della loro terra. Così ha inizio una spettacolare saga di potere e sacrificio, durante la quale la guerra avrà molte facce, ed ognuno combatterà per la propria causa.

RECENSIONE:

Vorrei partire subito con il parlare di Travis Fimmel. Io non so se voi conoscete questo attore, credo che la risposta da parte di molti di voi sia no. In questo caso, beh, dovete conoscerlo. Dovete guardarvi la serie tv Vikings perché in quel telefilm ragazzi emerge tutta la bravura di Travis. Può sembrare (magari non da questo film) il solito attore belloccio che è diventato famoso solo per questo. Se pensate questo, dovete ricredervi. Sapevo benissimo che recitava in Warcraft, d’altronde volevo vedere questo film al cinema e Vikings lo stavo già guardando per cui, ovviamente lo sapevo. Guardarlo ora, quando in Vikings le cose sono andate in un certo modo, è stato un tuffo al cuore. Travis ha la capacità di cambiare pronuncia a seconda del ruolo da interpretare (ovviamente, è un attore) e la pronuncia che utilizza su Vikings è per evidenti motivi stilistici, geografici, storici, molto differente dalla pronuncia ‘normale’ utilizzata in Warcraft. Però, alcune sue espressioni facciali, alcuni suoi movimenti, alcuni suoi sguardi, imparati a memoria grazie al telefilm, sono riapparsi anche in questo film e ripeto, è stato sempre un tuffo al cuore. Ma se continuo così va a finire che parlo più di Ragnar Lothbrok (vedi Vikings) invece di Lothar (vedi Warcraft); tra l’altro, Lothbrok-Lothar, una certa somiglianza c’è, due tuffi al cuore in un colpo solo. MA torniamo al film. Qui non emerge tutta la bravura di Travis perché il film di per sé non richiede chissà che parti interpretative. Sicuramente Lothar è uno dei personaggi del film che più può piacere, d’altronde fa parte degli eroi, la cosa è abbastanza inevitabile.

Nessun attore spicca in questo film, nonostante i personaggi che entrano nel cuore siano un paio. Per quanto mi riguarda, Durotan, il capo di una tribù di orchi entra dentro forse più di Lothar. Il tipico orbo buono, ma anche coscienzioso, comprensivo, intelligente, altruista. Colui che farebbe di tutto per la propria famiglia (e con famiglia non intendo solo moglie e figlio ma proprio tribù, perché per lui, la SUA gente è la sua famiglia) fino ad arrivare a sacrificarsi per essa e il suo benessere.

Garona, la mezz’orca, mi piace e non mi piace. È come se avesse del potenziale che non è stato sviluppato appieno; in primis me la immaginavo più forte (si è invece fatta salvare la vita più volte). Inevitabile, quale donzella che sono, il mio tifo per la storia d’amore tra lei e Lothar. Ma su di lei, altro non riesco proprio a dire.

Un altro personaggio su cui vorrei spendere due parole è Khadgar. Quando in un film ci sono dei maghi o degli stregoni per me è amore a prima vista. Amo alla follia quando sfoggiano i loro poteri, quando pronunciano formule magiche in lingue sconosciute ed incomprensibili, amo i colori rappresentanti l’incantesimo che saettano fuori dalle loro bacchette o dalle loro mani o dai loro occhi o da qualsiasi altra parte del loro corpo. (Ok, detta così è brutta). Khadgar è un personaggio che mi è piaciuto tantissimo soprattutto per il fatto che da lui forse non ci si aspettava grandi cose o meglio, noi del pubblico abbiamo capito subito che avrebbe avuto un ruolo importante ma i personaggi del film non si aspettavano da lui grandi cose; d’altronde, è un ‘mago’ che ha abbandonato il suo addestramento cosa che per loro (i personaggi del film) non è proprio una bella cosa, sa molto da traditore, cosa che invece a me piace moltissimo. Questo attore però mi ha creato un problema grande, grandissimo. Deve essere stato separato alla nascita da Ignazio Boschetto, uno de Il Volo. Guardate queste foto:

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lui è Ignazio
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lui è Ben

SONO UGUALI.

La grafica del film sinceramente non mi ha colpito moltissimo ma qui abbiamo pareri contrastanti. Secondo BB gli orchi erano fatti benissimo mentre secondo me non erano il massimo. Io ho preferito Tarzan per grafica mentre per BB non ci sono paragoni per cui, su questo, non saprei che dirvi di più.

La storia di per sé non è male ma c’è un grosso, grossissimo problema: mancano delle informazioni (perché Khadgar non ha finito l’addestramento?), alcune sono arrivate tanto in là nel film, quando ormai non ci pensavamo più (motivo per cui gli orchi hanno invaso il regno degli uomini) e altre le abbiamo dovute immaginare (motivo per cui Garona è stata fatta prigioniera). Secondo me ci sono proprio delle lacune MA, in Italia il film è stato intitolato ‘WARCRAFT – L’inizio‘ e se guardiamo su wikipedia sembrerebbe che ci sia un seguito o addirittura più di uno. Io spero vivamente di sì sia perché il film ha un finale aperto sia perché MI AUGURO che nel prossimo film spieghino meglio quello che in questo hanno omesso.

In sintesi, è stato un film piacevole, niente di sensazionale ma ottimo se si vogliono passare un paio d’ore in relax senza troppi pensieri.

Voto attori: 7 su 10

Voto grafica/effetti speciali: 7.5 su 10

Voto trama: 6.5 su 10

Voto finale: 7 su 10

Vi lascio con l’unica frase del film che mi è piaciuta particolarmente:

Always remember,

from light comes darkness

and from darkness… Light.

(Mi ricorda molto Star Wars questa frase, forse anche per questo mi piace parecchio!)

Voi avete visto questo film? Cosa ne pensate? Vi è piaciuto? Lo guarderete? Fatemi sapere!

Se vi interessa il film cliccate qui, grazie infinite!

A presto cinefili

eri gibbi

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RECENSIONE FILM: The Theory of Everything

TITOLO: The Theory of Everything (La Teoria del Tutto)filmposter1_thetheoryofeverything

ANNO: 2014

DURATA: 123 minuti

GENERE: biografico, drammatico, sentimentale

REGIA: James Marsh

DISTRIBUZIONE: Universal Pictures

INTERPRETI & PERSONAGGI:

Eddie Redmayne: Stephen Hawking

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Felicity Jones: Jane Wilde Hawking

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Maxine Peake: Elaine Mason

Charlie Cox: Jonathan Hellyer Jones

Emily Watson: Beryl Wilde

Guy Oliver-Watts: George Wilde

David Thewlis: Dennis William Sciama

Harry Lloyd: Brian

Simon McBurney: Frank Hawking

Abigail Crutenden: Isabel Hawking

Charlotte Hope: Philippa Hawking

Lucy Chappell: Mary Hawking

Christian McKay: Roger Penrose

Enzo Cilenti: Kip Thorne

Alice Orr-Ewing: Diana King

Georg Nikoloff: Isaak Markovich Khalatnikov

Thomas Morrison: Carter

Michael Marcus: Ellis

Gruffudd Glyn: Rees

Simon Chandler: John Taylor

Tom Prior: Robert Hawking

TRAMA:

La teoria del tutto racconta la storia del più grande e celebrato fisico della nostra epoca, Stephen Hawking, e di Jane Wilde, la studentessa di Arte di cui si è innamorato mentre studiavano insieme a Cambridge negli anni 60. All’età di 21 anni, Stephen Hawking, brillante studente di cosmologia, è stato colpito da una malattia terminale per la quale, secondo le diagnosi dei medici, gli sarebbero rimasti 2 anni di vita. Stimolato però all’amore della sua compagna di studi a Cambridge, Jane Wilde, arrivò ad essere chiamato il successore di Einstein, oltre a diventare un marito e un padre dei loro tre figli. Durante il loro matrimonio allo stesso modo in cui il corpo di Stephen si indeboliva, dall’altro lato la sua fama accademica saliva alle stelle.

RECENSIONE:

Buona domenica ragazzi!! Settimana scorsa io e BB abbiamo FINALMENTE guardato The Theory of Everything e che meraviglia! Partiamo dal presupposto che AMO follemente Eddie Redmayne, penso sia uno degli attori più bravi degli ultimi anni, e se so che in un film c’è lui, beh, devo semplicemente guardarlo. A prescindere da questo, questo film l’avrei visto comunque. Se conosco Stephen Hawking è grazie a The Big Bang Theory, lo ammetto, e da lì mi ha sempre colpito per la sua capacità di prendersi in giro e l’autoironia in una situazione delicata come la sua, beh, tanto di cappello, è una capacità che ammiro moltissimo. Fin dalla prima scena ho colto la capacità di Eddie Redmayne nell’interpretare così bene un ruolo così complicato. La sua capacità di tenere la testa inclinata e di guardare dal basso verso l’alto Jane, interpretata da una bravissima Felicity Jones; tenere le dita delle mani piegate in modo poco naturale; strascicare i piedi durante la camminata o durante una giravolta. Tutti dettagli perfettamente curati che mi hanno fatto ripetere WOW in loop. Con la scoperta e l’evolversi della malattia, le cose sono solo che migliorate, non per Stephen, certo. Eddie ha cominciato a tenere un lato della bocca inclinato verso il basso, ha cominciato a parlare sempre peggio (e non nel senso che recitava da schifo!), le dita delle mani si sono chiuse ancora di più su se stesse, i piedi hanno cominciato ad andare verso l’interno. Mi sono veramente chiesta come ha fatto a camminare in quel modo; nel senso, lo si può anche fare, ma quante volte avrà provato? Quante scene avrà girato? Quanti minuti avrà passato in quel modo? E quindi mi chiedo, non ha cominciato ad avvertire dolore ad un certo punto?? Anche qui, a prescindere dal dolore provato o meno, tanto di cappello. Lo Stephen Hawking che emerge è proprio quello reale che vediamo in The Big Bang Theory: uno Stephen autoironico, sia prima che dopo la malattia. Certamente, i momenti neri li ha passati anche lui, d’altronde quando a 21 anni ti viene diagnosticata una malattia e soli 2 anni da vivere, direi che qualsiasi persona normale avrebbe passato momenti neri. Credo che a salvarlo sia stato dapprima Jane e poi ANCHE la sua autoironia. I momenti neri non ce li ha avuto solo all’inizio, ma anche durante, spesso quando la malattia progrediva ma poi, anche lì, dopo un momento no, ce n’erano due di “chissenegrefa”. Quando Jane gli presenta la sedia a rotelle, la sua prima sedia a rotelle, perché ormai a camminare proprio non ce la fa, nel momento in cui lui accetta quella sedia a rotelle e ci si siede sopra, questo è quello che succede:

Stephen: This is temporary.

Jane: Of course.

Capite?? Ancora ha voglia di scherzare, di sdramatizzare, quando quello che avrei probabilmente voluto fare io in una situazione del genere sarebbe stato arrendersi.

Faccio un passo indietro per parlare di Jane. Il film inizia sostanzialmente con una scena di una festa a casa di qualcuno, festa popolata sostanzialmente da ragazzi nerd, in cui partecipa anche Jane portata da un’amica e subito lei e Stephen si notano. Sarà Stephen ad avvicinarsi a lei, con fare timido ed impacciato ma allo stesso tempo sicuro di sè, e con questo non intendo dire che Stephen se la tira, ma è proprio sicuro di chi è, della sua identità e subito capiamo, quando si mettono a parlare di cosa studiano, di che tipo di persone abbiamo di fronte:

Stephen: I’m a cosmologist.

Jane: What’s that?

Stephen: It’s a kind of religion for intelligent atheists.

E glielo dice alla ragazza di cui è praticamente già innamorato e che è cattolica convinta! Questo è Stephen e questa è Jane. Jane è colei che ha deciso di stargli accanto fin dal primo momento anche se lui con la fede, con Dio, non ne voleva sapere nulla; Jane è colei che ha deciso di stargli accanto quando lui l’ha tenuta fuori, l’ha chiusa fuori dalla sua vita subito dopo la scoperta della malattia; Jane è colei che ha deciso di stargli accanto e di sposarlo anche quando le cose per lui hanno cominciato ad andare male; Jane è colei che l’ha sempre amato, nonostante tutto. Jane è stata l’ancora di salvezza di Stephen, subito dopo seguita dal suo amore per la fisica, per la conoscenza, per il sapere.

Vorrei concludere questa recensione con una frase che Stephen disse di fronte ad un pubblico di studenti verso la fine del film:

Where there is life, there is hope.

Voto attori: 9.5 su 10 (spicca Eddie Radmayne)

Voto grafica/effetti speciali: 7.5 su 10

Voto trama: 9 su 10

Voto finale: 9 su 10

Cosa pensate di questo film? Lo avete visto? Lo guarderete? Fatemi sapere!

Sono affiliata ad Amazon, se volete acquistare il dvd cliccate qui, mi permetterete di sostenere il mio blog, grazie ragazzi.

A presto cinefili

eri gibbi

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RECENSIONE FILM: X-MEN APOCALYPSE

TITOLO: X-MEN Apocalypsex-men_apocalype_uk_poster

ANNO: 2016

DURATA: 144 minuti

GENERE: azione, fantascienza, avventura, fantastico

REGIA: Bryan Singer

DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox

INTERPRETI & PERSONAGGI:

James McAvoy: Charles Xavier/Professor X

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Michael Fassbender: Erik Lenhsherr/Magneto

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Jennifer Lawrence: Raven Darkhölme / Mystica

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Oscar Isaac: En Sabah Nur / Apocalisse

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Tye Sheridan: Scott Summers / Ciclope

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Sophie Turner: Jean Grey / Fenice

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Kodi Smit-McPhee: Kurt Wagner / Nightcrawler

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Nicholas Hoult: Hank McCoy / Bestia

Rose Byrne: Moira MacTaggert

Olivia Munn: Psylocke

Lucas Till: Alex Summers / Havok

Ben Hardy: Angelo

Evan Peters: Pietro Maximoff / Quicksilver

Alexandra Shipp: Ororo Monroe / Tempesta

Josh Helman: William Stryker

Lana Condor: Jubilee

Hugh Jackman: Logan / Wolverine

TRAMA:

Antico Egitto. En Sabah Nur, detto Apocalisse e venerato come un dio, sta per compiere il rito di trasferimento della sua anima nel corpo di un mutante che ha il potere di rigenerare le proprie ferite, ottenendo così l’immortalità, ma un gruppo di ribelli lo imprigiona sotto una piramide. Nel 1983, mentre il mondo è ancora in debito con Raven e il Prof. X per aver salvato il Presidente degli Stati Uniti e Magneto ha provato a rifarsi una vita e una famiglia mantenendo l’anonimato, un gruppo di fanatici risveglia dal suo riposo eterno Apocalisse, più che mai intenzionato a riprendere il posto che gli spetta sul trono del mondo.

RECENSIONE:

Buona domenica ragazzuoli! Mi sa che la nuova routine domenicale sarà ufficialmente tenervi compagnia con una recensione filmesca! Venerdì sera io e BB abbiamo guardato, da bravi nerd quali siamo, X-MEN Apocalypse e devo dire che siamo praticamente d’accordissimo con i giudizi. Siamo stati subito colpiti dagli effetti grafici, dai colori accesi utilizzati all’inizio del film, io non vi nego che ero proprio con la bocca aperta, e questa prima parte in 3d deve essere stata una figata pazzesca. Adoro James McAvoy (e non ho ancora visto Split), in X-Men magari la sua bravura non emerge chissà quanto ma mi piace veramente molto. Per quanto riguarda Erik/Magneto, se già nei film precedenti la sua storia era struggente, con questo film penso si sia toccato il fondo e insomma, con tutto il rispetto per i buoni, ma ad un certo punto uno si rompe anche i coglioni e ti credo che schizza male. Erik hai tutto il mio appoggio quando ti parte l’embolo. O almeno, il mio appoggio ce l’hai avuto in questo film. Secondo noi nessun attore è comunque emerso per le sue doti. Entrambi abbiamo mal sopportato Scott/Ciclope. Odioso. O-DIO-SO. Già da adulto non ci fa impazzire, da ragazzino sembrava semplicemente un riccone spocchioso bulletto odioso, il contrario del fratello direi. Divertente la scena in cui Quicksilver salva tutti i mutanti all’interno della scuola del Professore e anche Nightcrawler ha spesso alleggerito le situazioni. Su Jennifer Lawrence/Mistica e Sophie Turner/Jaen non ho molto da dire se non “gran gnocche”. BB qualcosa da dire su Sophie/Jean l’ha avuto in realtà: “è inutile proprio come su Games of Thrones, stupida Sansa” e vabbé diciamo che tutti i torti non ce li ha visto che per aiutare Charles a combattere mentalmente il cattivo c’è voluta una vita e mezza, ma, dettagli. Anche per il cattivo non ho molto da dire. Fortissimo, alla fine aveva un sacco di poteri fighi e poi poteva rafforzare il potere degli altri e una cosa positiva l’ha fatta visto che ha aiutato Erik a fare un passo in più, e insomma, Magneto sarà anche un po’ cattivo, ma c’è qualcuno che lo odia per questo?! E poi l’unica cosa che pensavo quando compariva Apocalypse era “ma dovevano farlo proprio così brutto??”.

Aaaah me ne stavo dimenticando! Sì, compare Logan/Wolverine! Sì, ha amazzato un po’ di gente. Sì, se n’è altamente fregato se il mondo stava andando a puttane. Sì, lo adoro.

Insomma ragazzi, il film a noi COME AL SOLITO QUANDO CI SONO EROI, è piaciuto! Forse (appunto del tutto mio) l’hanno tirato un po’ per le lunghe ma non è stato male!

Veniamo ai voti:

Voto attori: 7.5 su 10

Voto grafica/effetti speciali: 9 su 10

Voto trama: 7 su 10

Voto finale: 8 su 10

E ricordate:

Forget everything you think you know.

Whatever lessons you learned in school…

Whatever your parentts tought you

None of that matters!

You’re not kids anymore.

You’re not students.

YOU’RE X-MEN.

A presto X-Men

eri gibbi

©

 

 

RECENSIONE FILM: The Legend of Tarzan

TITOLO: The Legend of Tarzanimages

ANNO: 2016

DURATA: 110 minuti

GENERE: azione, avventura, drammatico, sentimentale

REGIA: David Yates

DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Pictures

INTERPRETI & PERSONAGGI:

Alexander Skarsgård: Tarzan / John Clayton III

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Margot Robbie: Jane Porter Clayton

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Samuel L. Jackson: George Washington Williams

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Christoph Waltz: Léon Rom

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Djimon Hounsou: Capo Mbonga

Simon Russell Beale: Frum

Jim Broadbent: Primo ministro

Casper Crump: Capitano Kerchover

Hadley Fraser: John Clayton II

Genevieve O’Reilly: Alice Clayton

Ben Chaplin: Capitano Moulle

TRAMA:

Sono passati molti anni da quando l’uomo, una volta conosciuto come Tarzan, ha lasciato la giungla africana per tornare ad una vita imborghesita come John Clayton III, Lord Greystoke, con al suo fianco l’amata moglie Jane. Invitato a tornare in Congo per servire da emissario commerciale del Parlamento, ignora di essere una pedina in una convergenza mortale di avidità e vendetta ordita dal capitano belga Leon Rom. Ma coloro che sono dietro il complotto omicida non hanno idea di cosa stanno per scatenare.

RECENSIONE:

Ciao ragazzi! Sapete che sono un’amante spassionata dei libri, ma anche film e serie tv sono una mia grande passione insomma vita sociale scansati e lasciami in pace per cui pensavo di cominciare a parlarvi anche di questi argomenti. Domenica scorsa ho appunto guardato The Legend of Tarzan assieme a BB (per chi non lo sapesse, ho un fidanzato, si chiama Enrico ma io lo chiamo così solo quando sono arrabbiata con lui per cui, quando d’ora in poi troverete scritto BB o Baratto o gibbico, sapete a chi mi sto riferendo!) e abbiamo pensato di parlarne nel blog, giusto per rompervi le palle un po’ più spesso!

La prima scena in cui compare Tarzan/John è ‘comica’ ma allo stesso tempo esplicativa: John beve il thè con il mignolino all’insù. Ora, ditemi, chi di voi si è mai immaginato Tarzan in queste vesti? (Paradossale la scelta di parole visto che Tarzan io non me lo immagino molto vestito ma dettagli!) Quello che fin da subito hanno cercato di farci capire è che John non vuole essere ricordato e conosciuto come Tarzan, non vuole più essere collegato al mondo selvaggio in cui è cresciuto, è come se negasse il suo passato tant’è che una delle sue prime battute è stata questa:

And my name isn’t Tarzan. It’s John Clayton III. Son of John and Lady Alice Clayton.

(Piccola parentesi, guardo i film e le serie tv in inglese, per cui le citazioni le scriverò così ma se avete problemi con la lingua me lo dite e io vi scrivo anche la traduzione!)

John mi ha dato l’idea di essere un depresso, stile Batman, avete presente no? Triste, irrequieto, come se non trovasse un posto nel mondo; il desiderio di vivere a Londra c’è o almeno questo è quello che lui fa capire a parole, ma è chiaro che non è ciò che veramente vuole. Jane, interpretata da una bellissima Margot Robbie (in Suicide Squad è emersa la bellezza del suo culo mentre qui la bellezza semplice e non volgare del suo viso e del suo portamento) invece non desidera altro che tornare in Africa, dov’è cresciuta, ed è chiaro che per lei quella è casa. Quello che non sono riuscita a comprendere è perché John non vuole tornare in Africa, perché negare il passato, perché voler dimenticare a tutti i costi che è Tarzan?? Bah. John e Jane comunque come coppia mi sono piaciuti molto, li ho trovati perfetti sia come coppia estetica (li ho trovati entrambi di una bellezza particolare, non classica) sia come coppia in senso lato: il supporto che Jane ha dato a John nei momenti difficili e il fatto che John sia disposto ad affrontare qualsiasi pericolo per salvare Jane mi è piaciuto molto; insomma, mi hanno trasmesso Amore.

A normal man can do the impossible to save the woman he loves. My husband is no normal man.

Ho poi apprezzato particolarmente l’alternarsi delle scene del presente con quelle del passato.

Secondo me gli animali erano fatti molto bene e di solito sono abbastanza critica su questo però secondo BB (veterinario di professione, per cui FORSE ha l’occhio clinico più esperto di me!) gli animali non erano fatti così bene, anzi, diciamo che lui ha proprio detto “sono fatti malissimo” nello stesso istante in cui io ho detto “sono fatti benissimo” ma dettagli. Su un punto siamo stati in accordo: nella scena in cui Tarzan corre sugli alberi assieme a George e ad alcuni nativi africani, beh lì si vedeva la finzione in una maniera assurda ed è stato un peccato. Ritornando alle scene con gli animali, ad entrambi è piaciuta la comparsa degli elefanti e il primo piano sugli occhi.

The Teke say an elephant’s eyes speak the greatest language. What else can make you feel so much without a word?

In realtà, credo che questo non valga solo per gli elefanti ma per molti altri animali.

Comunque, tutto è finito per il meglio, e ho apprezzato molto quando Tarzan ammette che

She was my mother.

riferendosi a Kala, la gorilla che l’ha cresciuto.

Spendo qualche parola anche per Christoph Waltz. Io lo adoro (e BB ancora di più). Crediamo sia uno dei meglio attori che ci sia in giro negli ultimi anni. Lo abbiamo conosciuto con Bastardi senza gloria in cui interpretava meravigliosamente il colonnello Hans Landa; lo abbiamo ritrovato in Django Unchained in cui ci ha fatto morire interpretando il dott. King Schultz e poi in Big Eyes con il ruolo di Walter Keane. La sua filmografia è lunghissima e credeteci, è un mostro (in senso positivo!!). Purtroppo però secondo noi in questo film non è emerso particolarmente, la sua bravura anche qui è indiscutibile ma non emerge come in Bastardi senza gloria. In realtà questo vale per tutti gli attori principali di questo film, bravi sì, ma non spicca nessuno.

Vediamo di tirare le somme di questa recensione. Ad entrambi il film è piaciuto, a me più che a BB che l’ha definito “un filmetto guardabile”. Certo, ce ne sono di migliori ma non me la sento di criticarlo più di tanto! L’inizio è stato lento, ha fatto fatica a coinvolgermi ma poi quando è partito l’ho seguito senza problemi.

Veniamo alle votazioni; i giudizi andranno da 0 a 10 perché BB non è in grado di dare un voto da 0 a 5 e saranno il risultato della media dei nostri voti. Abbiamo deciso di giudicare gli attori (specificando eventualmente se c’è qualcuno che per noi è stato particolarmente bravo), la grafica/effetti speciali e la trama; il tutto poi converge in una votazione finale. Comunque, ci tengo a precisare (non so perché!) che non siamo esperti, diamo pareri personalissimi che possono discostarsi di molto o di poco dai vostri pareri così come i nostri giudizi possono essere tra loro molto diversi.

Voto attori: 7 su 10

Voto grafica/effetti speciali: 7 su 10 (io qui ho dato 8.5 e BB 5, pensate un po’!)

Voto trama: 7 su 10

Voto finale: 7 su 10

Bene ragazzi, questa è stata la mia prima recensione cinematografica. Non so se continuerò a recensire in questo modo, non so se faccia schifo, non so se potevo seguire una traccia meglio definita insomma, non so niente proprio come Jon Snow.

Voi avete visto il film? Lo guarderete? Cosa pensate di questa recensione? Fatemi sapere, sono un’insicura cronica e ho bisogno di conferme da parte vostra!! 😉

A presto selvaggi

eri gibbi

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