WWW WEDNESDAY #1

Ebbene sì lettori, inizio anch’io questa rubrica settimanale, principalmente perché in questo periodo riesco a leggere meno ma vorrei comunque riuscire a tenervi compagnia il più possibile durante la settimana per cui ho deciso di iniziare il WWW Wednesday!

What are you currently reading? Cosa stai leggendo?

Ho iniziato La ragazza con la notte dentro di Lili Anolik che mi ha gentilmente inviato la DeAgostini e I tre moschettieri di Alexandre Dumas che avevo a casa da non so quanti anni e che non ho mai finito di leggere ed è attualmente la terza volta che ci provo!

What did you recently finish reading? Cos’hai appena finito di leggere?

Ho appena finito Il miglio verde di Stephen King edito da Sperling & Kupfer, uno dei libri che mi hanno regalato i miei genitori per Natale e se vi interessa vi lascio la recensione qui e La stella dell’Eire di Valentina Marcone edito da Nativi Digitali Edizioni, la cui recensione uscirà domani.

What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Devo iniziare Il rifugio di Paul Young edito da BUR Rizzoli, anch’esso regalatomi a Natale dai miei genitori e subito dopo ho una graphic novel, Come quando eravamo piccoli di Jacopo Paliaga e French Carlomagno edito da Bao Publishing.

Cosa ne pensate? Voi cosa avete letto? Cosa state leggendo? Cosa pensate di leggere poi? Fatemi sapere!

A presto lettori,

erigibbi

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RECENSIONE Ogni volta che mi baci muore un nazista di Guido Catalano

TITOLO: Ogni volta che mi baci muore un nazista ogni volta che mi baci muore un nazista

AUTORE: Guido Catalano

EDITORE: Rizzoli

GENERE: Poesia

PREZZO: € 18.00 cartaceo; € 9.99 e-book

RECENSIONE:

In questo libro l’autore, Guido Catalano, porta il lettore all’interno del suo mondo di poesie. I temi trattati sono diversi, ripresi e ripetuti in varie poesie.

Sicuramente si tratta di un libro di poesie che si discosta molto, moltissimo dai canoni tradizionali di “libro di poesie”. Anche le poesie stesse che si trovano all’interno non hanno nulla a che fare con le solite poesie conosciute dai più, insomma, questo libro non credo lo si possa mai trovare a scuola nella lista dei libri obbligatori da leggere che ci mette sotto il naso il professore il secondo giorno di scuola. Per rendervi l’idea, non ci sono rime baciate, concatenate o simili, non ci sono metafore, similitudini, ossimori ed iperbole.

Ci sono poesie d’amore, poesie di “fine rapporto” (definite così proprio da Catalano), ci sono poesie allegre e poesie tristi, ci sono poesie che parlano di donne e poesie formate da dialoghi. L’autore scrive che ci sono 144 poesie bellissime, in realtà non sono 144 ma di più, semplicemente piaceva il numero 144, e secondo me, non sono nemmeno bellissime.

Il 99% di queste poesie non mi ha trasmesso nulla e il restante 1% mi ha semplicemente fatto sorridere, che è già qualcosa, è vero, ma da “un libro di poesie” di cui “144 poesie bellissime” mi aspettavo altro, mi aspettavo di più.

Lo stile utilizzato è molto semplice; non ci sono termini ostici, non c’è un linguaggio ricercato, le parolacce sono pure molte, troppe e se questo voleva forse far trasmettere l’emozione del momento, beh, a me ha trasmesso, ad un certo punto, solo fastidio e le ho trovate molto forzate. (Non voglio sembrare bacchettona, non lo sono, ho anch’io un linguaggio scurrile certe volte ma qui l’ho trovato esagerato). Badate bene, se il libro non mi è piaciuto non è semplicemente colpa dello stile, non mi aspettavo poesie in stile Leopardi, ma mi aspettavo che mi trasmettessero qualcosa in più. I temi in alcuni casi sono importanti ma trattati in modo, a mio avviso, banale, semplice, scontato. Ad esempio, nelle poesie d’amore pensavo di trovare (così come in tutto il libro) dei pensieri più profondi invece ho trovato che non dicessero nulla di nuovo. Certo, lo stile è sicuramente originale ma a livello di significato, non mi ha colpito.

All’interno della raccolta ci sono inoltre delle piccole illustrazioni, molto minimali che si accompagnano appunto ad alcune poesie. Questa l’ho trovata un’idea originale e carina che dà sicuramente un tocco in più al libro.

Essendo un libro di poesie ha il pregio di poter essere letto in momenti diversi, anche in contemporanea alla lettura di un altro libro, può essere letto partendo dall’inizio o partendo dalla fine o seguendo un ordine puramente casuale e ovviamente può essere centellinato, giorno per giorno. Io ho optato proprio per questa modalità, leggevo una decina di poesie al giorno perché inizialmente pensavo che avrei dovuto darmi del tempo per metabolizzare il messaggio trasmesso dall’autore; in realtà poi, rendendomi conto che non dovevo metabolizzare nulla, ho mantenuto questa modalità semplicemente perché avrei potuto finire in un’ora un libro di poesie che comunque non mi piaceva per cui ho preferito centellinare la frustrazione della lettura!

Io raramente vi sconsiglio la lettura di un libro perché sono convinta che un libro che non piace a me possa comunque trovare altre 10 persone a cui invece piace, per cui, se volete cimentarvi nella lettura di un libro di poesie che non hanno nulla a che vedere con le poesie classiche studiate per lo più a scuola, beh, potete leggere questo libro!

Voto: 2 su 5

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Grazie per aver letto fino alla fine e fatemi sapere, nel caso aveste letto il libro, cosa ne pensate, e nel caso non lo aveste letto se pensate di leggerlo!

A presto lettori,

erigibbi

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RECENSIONE: I nostri cuori chimici di Krystal Sutherland

TITOLO: I nostri cuori chimici i-nostri-cuori-chimici

AUTORE: Krystal Sutherland

EDITORE: Rizzoli

GENERE: Narrativa

PUBBLICAZIONE: 2016

PREZZO: € 17.00 cartaceo; € 9.99 e-book

PAGINE: 335 p.

Prime righe:

PER MOLTO TEMPO ho pensato che il momento in cui si incontra il grande amore della nostra vita dovesse somigliare alla scena di un film. Be’, non proprio uguale, ovviamente, con la sequenza al rallentatore, il vento che soffia tra i capelli e la musica a salire piano piano, ma credevo che almeno sarebbe successo qualcosa, capite? Il cuore che si ferma per un istante. L’anima che sussulta perché una voce dentro ti dice: «Merda! Eccola. Finalmente, dopo tutto questo tempo, è arrivata».

TEASER:

«Giusto per capire, quale parte di quel travestimento ci aiuterà a mimetizzarci mentre la pediniamo?» chiesi.
Era martedì sera: era passata una settimana da quando Madison Carlson ci aveva fornito informazioni in qualità di infiltrata, e io stavo guidando verso il liceo East River. Murray era seduto accanto a me: indossava un trench e un cappello di feltro e tra le labbra stringeva un sigaro spento.
«La pioggia cadeva fitta» borbottò Murray con il sigaro, continuando la cronaca della serata in stile hard-boiled, con un accento americano anni Cinquanta. In realtà non stava piovendo affatto. «Mi girai verso il ragazzo» Murray si girò verso di me «e dissi: “Spero che tu sappia in cosa ti stai cacciando”. Era un bravo ragazzo, un metro e ottanta tutto pelle e ossa, con una testa decente avvitata sulle spalle. Non avevo cuore di dirgli che la dama che inseguiva era come fumo passivo: bella ma mortale.»
«Il fumo passivo non è bello.»
«Il ragazzo mormorò qualcosa di stupido, ma lo ignorai. “Ci siamo”, dissi mentre giravamo l’angolo e davanti a noi apparvero le luci intense dell’East River. “Parcheggia qui o ci noteranno subito.”»
«Se non chiudi il becco e non ti levi quel cappello, ti lascio in macchina, giuro.»

SINOSSI:

Henry Page ha 17 anni e non si è mai innamorato. Paradossalmente, la colpa è del suo inguaribile romanticismo: Henry è da sempre così aggrappato al sogno del Grande Amore da non aver lasciato spazio alle cotte che da anni elettrizzano le vite dei suoi amici. Non è una scena da film nemmeno il primo incontro con Grace Town: Grace cammina con il bastone, porta vestiti da ragazzo troppo grandi per lei, ha sempre lo sguardo basso. Complice il giornale della scuola, Henry se la ritrova vicina di scrivania, e presto precipita nella rete gravitazionale di Grace, che più conosce, e più diventa un mistero. Grace ha ovviamente qualcosa di spezzato e questo non fa che attirare Henry, convinto di poterle ridonare quel sorriso che fino a pochi mesi prima la accompagnava ovunque. Ma forse il Grande Amore è più amaro di quanto i romantici credano.

RECENSIONE:

Non siate troppo veloci e superficiali nel giudicare questo libro, non pensate nemmeno che questo sia “una semplice storia d’amore, che schifo” perché non ci siete. Questo libro è molto, molto di più di una semplice storia d’amore, credetemi e si merita molto più di questa catalogazione. Era da tanto che ne sentivo parlare, era nella mia lista di libri da leggere consapevole che non sarebbe stato semplice per me, inguaribile romantica e contro qualsiasi forma di violenza nei confronti di noi poveri lettori (vedi: far piangere chi legge). In questo libro niente è scontato, almeno, io ho provato ad azzeccare qualcosa – “beh adesso succederà sicuramente questo” – di solito me la cavo bene, sarà l’esperienza ventennale di lettrice, sarà la fortuna, fatto sta che qua non ho azzeccato tantissime cose. La copertina è bellissima e perfetta per il libro così come il titolo, entrambe sono caratteristiche che si apprezzeranno e si comprenderanno appieno al termine della lettura. Mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca, seppur convinta fin dall’inizio di come andassero le cose e quindi preparata al peggio ma anche con un po’ di felicità perché alla fine i protagonisti sono cresciuti, maturati, entrambi hanno fatto passi da giganti.

Henry è la voce narrante del libro. Un diciassettenne alle prese con il tipico problema adolescenziale: l’amore. Anche la scuola è sempre presente nella vita di questo ragazzo e questo ha reso il romanzo ancor più vero. È un bel personaggio e l’ho adorato, mi ha fatto ridere e mi ha fatto star male. Grace è particolare; è difficile da comprendere e tutt’ora non riesco a capire i suoi comportamenti fino in fondo. Ho cercato di mettermi nei suoi panni, mi sono chiesta “ma tu cosa faresti se succedesse questo a te?” e lì, in quel momento, l’ho capita un po’ di più, ma solo un po’ perché secondo me si è comportata male con Henry, mi ha dato l’idea di usare Henry per cercare di stare meglio. Di sicuro non è un personaggio facile da comprendere, non è facile entrare in empatia con lei.

A fare da contorno ad Henry e Grace troviamo Murray, il migliore amico di Henry, il burlone; Lola detta La, migliore amica di Henry, pronta a tutto pur di aiutare i due maschi del gruppo; Sadie, sorella di Henry, scapestrata da giovane, ex adolescente ribelle DOC ma saggia consigliera nel momento del bisogno. Tutti fanno da perfetto contorno e sfondo a questa storia.

Quella narrata è una storia d’amore malato, sbagliato ed egoistico ma, se non lo avete ancora fatto, leggete questo libro; date ancora una possibilità ad Henry Page di conoscere l’amore, o quello che per lui è amore, con Grace Town; date ancora una volta la possibilità a Grace Town di tornare ad essere felice; date la possibilità all’Amore di essere quello che è secondo questo libro, una reazione chimica.

Voto: 4 su 5

Bene ragazzi, che dite di questa recensione? Se avete letto il libro fatemi sapere cosa ne pensate e se non lo avete letto ditemi se lo leggerete e/o se è nella vostra wishlist!

Se siete interessati al libro vi lascio qui il link dove potete acquistarlo o darci un’ulteriore occhiata: I nostri cuori chimici

A presto innamorati

eri gibbi

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RECENSIONE: Bridget Jones’s Baby – I Diari di Helen Fielding

TITOLO: Bridget Jones’s Baby – I Diari9788817091855_0_0_300_80

AUTORE: Helen Fielding

EDITORE: Rizzoli

GENERE: Narrativa rosa

PUBBLICAZIONE: 2016

PREZZO: € 18.00 cartaceo; € 9.99 e-book

PAGINE: 237 p., rilegato

Prime righe:

Carissimo Billy,

ho la sensazione che prima o poi finirai per scoprire ogni cosa, quindi ho pensato che per te sarebbe stato meglio sapere dalla tua mamma come tutto è cominciato.

Ecco gli stralci presi dai miei diari e altri frammenti di quel periodo piuttosto caotico.

Ti prego di non rimanerne sconvolto. Mi auguro che quando li leggerai sarai abbastanza grande da capire che anche i tuoi genitori possono aver combinato questo genere di cose, e tu sai bene che sono sempre stata una ragazzaccia.

TRAMA:

Bridget Jones ha una nuova vita che adora: è produttore esecutivo di un programma televisivo, ha finalmente un’ottima linea, e possiede persino un’auto con tanto di navigatore. È veramente soddisfatta, se non che… è più single che mai, attorniata da amiche che sfornano un bambino dopo l’altro e che le ricordano l’inesorabile ticchettio dell’orologio biologico. Per il momento si limita a fare la madrina, ed è proprio all’ennesimo battesimo che rivede, dopo cinque anni dalla rottura del loro fidanzamento, Mark Darcy. Uno sguardo, poche parole, e i due si ritrovano a letto insieme. Nella vita di Bridget Jones, però, niente è mai così semplice: dopo qualche giorno rivede anche l’incorreggibile rubacuori Daniel Cleaver, che la trascina in una notte di passione. Passano i mesi e Bridget non riesce più a entrare nei suoi jeans preferiti… Gli amici la convincono a fare un test di gravidanza, che ovviamente è positivo. Chi sarà quindi il padre? Il rigido Mark o Daniel il cialtrone-cheperò- potrebbe-cambiare? Basterebbe molto meno per riaccendere la loro rivalità, ma fra i due litiganti Bridget se la gode: perché è felice, molto felice, di aspettare un bambino. In fondo, il papà è un dettaglio! Anche alla soglia dei quarant’anni Bridget Jones resta l’esilarante, caotica, imbranata ragazza che si nasconde in ciascuna di noi, e che – per citare Mark Darcy – ci piace così com’è.

RECENSIONE:

La copertina non mi piace molto eh e il titolo non è originale, ma più che comprensibile questa scelta, coerente con in libri precedenti. La trama è il riassunto del libro, niente di più niente di meno e per me va bene. Arrivamo al libro! Io amo Bridget Jones! È una delle poche protagoniste femminili più vere che ci siano nella letteratura contemporanea. Caotica, imbranata, simpatica, alla ricerca del corpo perfetto (che non raggiunge mai, o quasi mai), insomma, tutte siamo un po’ Bridget, ammettetelo! Il libro può essere letto anche da chi non sa nulla di Bridget Jones, non avendo letto i romanzi precedenti o visto i film inerenti. È chiaro fin dall’inizio che il punto cardine su cui ruota tutta la trama è il bambino o comunque la gravidanza di Bridget ma la storia d’amore tra Bridget e Mark, circondata sempre dalla presenza di Daniel, fa da sfondo a tutto il romanzo e ci sta benissimo, anzi, avrei apprezzato anche qualche altra pagina in più su questo loro amore tragicomico ma è indiscutibile la scelta della Fielding di lasciarlo sullo sfondo. Si tratta di un romanzo ben scritto, scorrevole, adatto a chi ha bisogno di passare un paio d’ore senza pensieri e magari facendosi qualche sana risata. Mi piace l’idea delle mail, degli sms, della data e dell’ora in cui Bridget scrive sul diario perché lo fa sembrare ancora più vero, vero proprio come lei che è perfetta così com’è.

Voto copertina: 2 su 5

Voto titolo: 3 su 5

Voto racconto: 4 su 5

Voto finale: 3 su 5

Che dite?? Mi rivolgo soprattutto al pubblico femminile che penso sia molto più numeroso del pubblico maschile nella lettura di questo libro, o sbaglio? Fatemi sapere!

Sono affiliata ad Amazon, se il libro vi può interessare cliccate qui, in questo modo potete aiutarmi a sostenere il mio blog, grazie lettori!

A presto a tutte voi Bridget italiane!

eri gibbi

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Teaser #15

Buuuongiorno amici e amiche!

Ormai avrete capito che mi piace un sacco presentarvi un libro con un teaser e successivamente recensirlo! Spero che la cosa non vi dispiaccia!

Da Bridget Jones’s Baby – I diari di Helen Fielding:

«Ascolti, Miranda» stava dichiarando il ministro della Famiglia con la massima gravità. «Se vogliamo offrire ai bambini le opportunità migliori nella vita, ci servono le strutture giuste: famiglie tradizionali forti e solide, due genitori capaci e sicuri di sé, un’etica della responsabilità instillata dalla più tenera età.»
Dentro di me è scattato qualcosa.
«Per caso negli ultimi tempi lei ha avuto qualche appuntamento romantico?» ho detto all’auricolare di Miranda.
«Ministro, per caso negli ultimi tempi lei ha avuto qualche appuntamento romantico?» ha ripetuto Miranda.
«Io, ecco, sono sposato da quindici anni…»
«Appunto!» ho esclamato. «Il mondo degli appuntamenti è brutale. È una guerra! Gli uomini sono tutti dei grandissimi narcisisti fuori di testa. Ma ha idea di quanto sia DIFFICILE trovarne uno che si degni di MANDARTI UN MESSAGGIO dopo che ci sei stata a
letto…»

Avrete sicuramente sentito parlare del libro o almeno del film giusto? Cosa ne pensate? Lo avete letto? O vi siete dedicate al film? Fatemi sapere! Domani comunque uscirà la recensione quindi stay tuned!

A presto

eri gibbi

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RECENSIONE: MISS PEREGRINE – LA CASA DEI RAGAZZI SPECIALI

TITOLO: Miss Peregrine – La casa dei ragazzi Speciali3724968-9788817090018

AUTORE: Ransom Riggs

EDITORE: Rizzoli

GENERE: Fantasy

PUBBLICAZIONE: 2011

PREZZO: € 18.00 cartaceo; € 9.99 e-book

PAGINE: 383 p., ill., rilegato

Prime righe:

Mi ero appena rassegnato a un’esistenza noiosa quando iniziarono a succedere cose straordinarie. La prima fu davvero traumatica. E come tutto ciò che ti cambia per sempre, spaccò la mia vita in due metà: il Prima e il Dopo.

TRAMA:

Quali mostri popolano gli incubi del nonno di Jacob, unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Sono la trasfigurazione della ferocia nazista? Oppure sono qualcosa d’altro, e di tuttora presente, in grado di colpire ancora? Quando la tragedia si abbatte sulla sua famiglia, Jacob decide di attraversare l’oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri piccoli orfani scampati all’orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e dei detriti di vite lontane, Jacob potrà stabilire se i ricordi del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, erano solo invenzioni buone a turbare i suoi sogni notturni. O se, invece, contenevano almeno un granello di verità, come sembra testimoniare la strana collezione di fotografie d’epoca che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i ragazzi ritratti in quelle fotografie ingiallite, bizzarre e non di rado inquietanti, fossero davvero, come il nonno sosteneva, speciali, dotati di poteri straordinari, forse pericolosi? Possibile che quei bambini siano ancora vivi, e che – protetti, ma ancora per poco, dalla curiosità del mondo e dallo scorrere del tempo – si preparino a fronteggiare una minaccia oscura e molto più grande di loro?

RECENSIONE:

Buongiorno lettori! Come potete aver capito oggi vi parlo di un libro che sta riscuotendo molto successo tant’è che anche Tim Burton ha creato una trasposizione cinematografica del primo volume (si tratta infatti di una trilogia). Da qualche settimana sto cercando di concentrarmi anche sulla parte estetica di un libro ovvero copertina e titolo; sia perché alcuni lettori si fanno convincere o meno anche da queste caratteristiche sia perché mi rendo conto che a volte le copertine sono orribili e i titoli non c’entrano nulla con il libro stesso. Questa copertina è MERAVIGLIOSA secondo me. Quando l’ho vista per la prima volta non nego che ne sono stata subito attratta. Ora, a me i film horror piacciono ma li guardo sempre con entrambe le mani davanti agli occhi, giusto per rendervi partecipi del mio coraggio, quindi quando ho visto questa copertina, sì, ero attratta da essa ma allo stesso tempo, beh, me la facevo sotto (passatemi il termine!). La trovo immensamente inquietante, e non so perché visto che non ci sono mostri. Penso sia un insieme di fattori tra il fotogramma in bianco e nero e l’espressione non definita nel volto della bambina. Il titolo è perfetto per il libro perché la storia ruota attorno a questa casa e a questi bambini Speciali. Miss Peregrine fa da sfondo alla vicenda, è una presenza che c’è e non c’è ma credo sia giusto così visto che il protagonista è Jacob. Passiamo ora alla parte più importante per noi divoratori affamati di libri: la trama e la storia. La sinossi spiega perfettamente cosa accade all’interno del libro senza dare troppi dettagli! L’unico aspetto negativo del libro è la partenza che ho trovato un po’ lenta, mi dispiace dirlo ma all’inizio mi sono annoiata un po’. Per fortuna questo non è durato a lungo e subito mi sono trovata immersa in questo mondo popolato da persone Normali e da persone Speciali. Un’idea a mio avviso GENIALE sono state le foto all’interno del libro che spesso vi accompagnano per farvi vedere con i vostri occhi questi bambini Speciali e le loro capacità; foto rigorosamente in bianco e nero per ovvi motivi e foto rigorosamente INQUIETANTI. Questa è stata un’idea fantastica, davvero, dà proprio un valore aggiunto al libro tant’è che spero vivamente che anche negli altri ce ne siano. Le abilità degli Speciali sono le più svariate e magari anche impensabili ma anche questo mi è servito per trasmettermi più curiosità, volevo scoprire le abilità di tutti! Comunque, a parte l’inizio a mio avviso un po’ lento poi il libro è andato alla grande, volevo leggere sempre di più, volevo scoprire sempre di più, proprio come Jacob. In conclusione amici, se anche voi volete sentirvi un po’ Speciali beh, non vi resta che leggere questo racconto!

Voto copertina: 5 su 5

Voto titolo: 5 su 5

Voto racconto: 4 su 5

Voto finale: 5 su 5

Ringrazio ancora Destinazione Libri per avermelo fatto leggere!

Che dite ragazzi? Voi cosa pensate di questo libro? Pensate di leggerlo? Fatemi sapere!

A presto Speciali

eri gibbi

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Teaser #11

Buuuongiorno amici lettori e amiche lettrici! Lo so, lo so, oggi non è martedì e infatti mica ho scritto Teaser Tuesday, no, solo Teaser ehehehe. Potrà capitare ogni tanto che in un qualsiasi giorno della settimana (che non sia il martedì ovviamente) vi metta uno spezzone di un libro a cui seguirà la recensione il giorno dopo. Non essendo un teaser tuesday non vi metto le regole perché sono le stesse e già ripeterle una volta a settimana è più che sufficiente direi! 😉

Da Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali di Ransom Riggs:

E perché mi fissavano tutti? Chiunque incontrassi mi scrutava strabuzzando gli occhi, interrompendo ogni attività per guardarmi passare. Evidentemente, si vede lontano un miglio che non ci sto capendo più niente, pensai. Fra l’altro, ero coperto di fango dalla vita in giù e di polvere d’intonaco dalla vita in su. Mi avviai a testa bassa e a passo svelto verso il pub, dove almeno avrei potuto rifugiarmi nella penombra finché papà non fosse tornato per pranzo. Decisi di dirgli chiaro e tondo che volevo tornare a casa. Se avesse fatto storie, gli avrei confessato di avere avuto delle allucinazioni e di certo saremmo salpati con il primo traghetto.
Al Priest Hole trovai il solito nugolo di ubriachi chini sui boccali di birra, i tavoli traballanti e la tappezzeria sporca che erano diventati la mia seconda casa. Ma mentre mi avviavo verso le scale, sentii ringhiare una voce sconosciuta. «Dove credi di andare?»
Mi voltai, con un piede sul primo scalino. Il barista mi squadrava con un certo cipiglio. Ma non era Kev. Era uno sconosciuto, con la testa piccola e lo sguardo truce. Portava un grembiule e aveva le sopracciglia folte e unite al centro, oltre a un paio di baffoni. Sembrava avesse la faccia a righe.
Avrei potuto dirgli: Sto andando di sopra a fare le valigie, e se mio padre si rifiuta di riportarmi a casa fingerò un attacco epilettico.
Invece risposi: «In camera mia», ma mi uscì più come una domanda che come un’affermazione.
«Ah, sì?» fece lui, sbattendo il bicchiere sul bancone. «Ti sembra un albergo, questo?»
I clienti si girarono sugli sgabelli, fissandomi. Passai rapidamente in rassegna i volti. Nessuno mi era familiare.

Avete letto questo libro?? Io ringrazio Destinazione Libri per avermerlo fatto leggere e non vedo l’ora di cominciare gli altri due! Se volete saperne di più, domani uscirà la recensione!

A presto Speciali

eri gibbi

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Citazioni DONNISSIMA di Daniela Farnese

Buongiorno amici lettori! Oggi ritorno con il romanzo di Daniela Farnese, Donnissima, per rendervi partecipi di qualche frase che mi ha lasciato il segno. Ho cominciato dalle superiori a sottolineare (in matita e il più leggero possibile per non rovinare quelli che per me sono cose sacre, i libri) quello che più mi colpiva di un libro grazie alla mia insegnante di italiano che mi ha presentato Giambattista Marino e una sua celebre (almeno lo è per me) frase: “Imparai sempre a leggere col rampino, tirando al mio proposito ciò ch’io ritrovava di buono, notandolo nel mio zibaldone e servendomene a suo tempo.”

Quindi ecco qui quello che ho sottolineato in questo libro:

Io mi sono sempre piaciuta moltissimo. […] questo corpo che io trovo perfetto, perché mi somiglia, è esattamente il corpo di Enza Caruso e non ha proprio niente da migliorare.

Sono una donna forte. […] Piango, però sono tosta, tenace, coraggiosa. Sono caduta tantissime volte e mi sono sempre rialzata, con i graffi alle ginocchia, con qualche costola incrinata, ma sempre intera. Ho preso strade sbagliate e ho deciso di ritornare indietro e rifare tutto daccapo, senza scorciatoie.

Ho sempre fatto con quello che avevo, le mie mani, il mio sangue, il mio sudore e il mio cuore, e sono andata avanti, sono sopravvissuta. Ma crescere e maturare è anche capire che la vita non è una sfida uno contro tutti, che non è necessario questo percorso solitario, che non ci sei solo tu a sostenere con le tue spalle ‘sto mondo enorme, chi ti circonda e vuole bene è anche qui per sorreggerti e soccorrerti e che accettare una mano tesa non significa essere più debole, anzi. Solo le persone forti sanno chiedere senza pretendere, sanno accettare senza giudicare e sanno restituire, in caso di bisogno, senza fare domande.

È la vita, e scorre senza che tu possa fermarla. A te rimane solo la scelta: puoi lasciare che il pulviscolo si accumuli costante senza intervenire o puoi rimboccarti le maniche  e spazzare, godendoti i pochi attimi di purezza e lustro tra una schifezza e l’altra.

Come potete capire da queste frasi, Donnissima è molto più profondo di quanto possa sembrare dalla trama quindi veramente vi consiglio di leggerlo!

A presto!

eri gibbi

RECENSIONE: DONNISSIMA di Daniela Farnese

TITOLO: Donnissima9788817088879_0_0_1604_80

AUTORE: Daniela Farnese

EDITORE: Rizzoli

GENERE: Narrativa rosa e contemporanea per adulti

PUBBLICAZIONE: 2016

PREZZO: 15.30€ cartaceo; 7.99€ e-book

PAGINE: 290 p., rilegato

Prime righe:

La signora Anzalone divarica le cosce e comincia a farsi aria con il ventaglio sotto la gonna, tra i due moncherini di carne flaccida strizzati nei gambaletti color castoro.

TRAMA:

«Mi chiamo Enza Caruso, ho trentaquattro anni e dell’amore non ho mai capito niente»: così si descrive la protagonista di questo libro, che a un punto cruciale della propria vita si ritrova a dover gestire un matrimonio agli sgoccioli, una madre con la fobia delle zitelle, e un gruppo di amiche ansiose di sistemarla con altri uomini. Lei però non è pronta a voltare pagina e preferisce dedicarsi anima e corpo al lavoro dei suoi sogni, quello che desiderava quando, ancora criaturella, viveva a Napoli: fare le pulizie in un elegante condominio Liberty di Milano. Per lei è più di un mestiere o di una vocazione: combattere lo sporco è il suo modo per ristabilire l’armonia nel mondo e per prendersi cura degli altri. Il “Palazzo” di via Sabina 42, con le sue cinque scale e i cinquantaquattro appartamenti, si regge tutto sulle sue spalle larghe e sulle sue zeppe alte. È a lei che si rivolgono gli inquilini il giorno in cui si verifica uno strano, inquietante fatto: Augusto, il carlino dell’anziana signora Galli, è scomparso nel nulla, forse rapito dal temibile Cartello delle colf sudamericane che si sta prendendo il quartiere. Ma niente può mettere paura a una come Enza. Abilissima a raccontare tutta la fragilità e la bellezza delle donne, Daniela Farnese ha dato vita a un personaggio che regala sorrisi, perle di saggezza popolare, parole di fuoco e qualche lacrima. Un inno all’orgoglio di sé, delle proprie forme e ambizioni.

RECENSIONE:

Questo libro cari lettori mi ha piacevolmente sorpreso. Devo ammetterlo, nei primi capitoli ho provato sensazioni contrastanti: fin dall’inizio ho avuto il sorriso sulle labbra poi ho avuto un momento di “non mi sembra granché” (e questo solo nel secondo capitolo) per poi riprendere alla grande tanto che in sole poche ore l’ho terminato. Una cosa che inizialmente non mi andava molto giù era la presenza di termini napoletani e questo per le mie origini da polentona, non fraintendetemi, quello che voglio dire è che a volte proprio non mi era chiaro il significato del termine e questo ha un po’ ostacolato la lettura. Vi dirò però che andando avanti, anzi arrivando proprio alla fine del libro, e riflettendo un po’ su quanto letto, questi termini hanno dato un qualcosa in più al libro. La protagonista è una napoletana trasferitasi a Milano, ve lo immaginate? Io sì perché all’università ho avuto qualche amica partenopea e credetemi quando vi dico che si lamentavano per il freddo che c’era qui, per la nebbia che c’era qui, per la cucina che non è come la loro..e beh, Enza mi ha riportato indietro di qualche anno riportandomi a ricordare dove avevo già sentito queste frasi! Mi sembrava di avere una napoletana doc qui al mio fianco! Questo libro mi ha aiutato a passare qualche ora senza pensieri, con il sorriso sulle labbra, a volte ho pure fatto qualche sana risata! Può sembrare frivolo, privo di frasi importanti ma è tutt’altro!! Enza vuole pulire ragazzi! Il suo sogno è pulire, è vivere in un mondo pulito e diciamocelo, chi ha mai sognato di fare un lavoro del genere? (se non un ossessivo compulsivo, al massimo!) Ma questo è forse il bello di tutto ciò: Enza ci insegna ad essere ciò che vogliamo essere, ciò che siamo realmente ed è sempre facile fare i filosofi, i moralisti ma farti ridere, facendo sembrare che quello che hai appena letto sia un nulla di che per poi a ritrovarti a pensare “ma aspetta n’attimo, qui ha detto qualcosa di importante, di sincero, di vero”, ragazzi, bisogna essere bravi per fare questo. Questo libro può insegnare tanto e tocca temi importanti (la realizzazione personale, l’aspetto fisico, essere un immigrato) sdrammatizzando, riportando i pensieri di tutti noi, anche quelli che a volte non rendiamo pubblici, e ci fa sentire nudi, ci fa voler essere veri, PULITI.

Bene amici, che ne pensate? Lo avete letto? Lo leggerete? Se mi seguite spesso avrete notato che questa recensione è diversa dal solito: niente trama spoilerata, niente recensione con spoiler. Questo perché la recensione l’ho fatta per Destinazione Libri con cui ho iniziato a collaborare e di conseguenza l’ho poi tenuta così com’è stata preparata per loro! Fatemi sapere cosa ne pensate!

A presto!

eri gibbi