LIBRISTA DEI DESIDERI Aprile 2017

Buongiorno a tutti lettori, oggi vi tengo con la rubrica mensile Li(bri)sta dei desideri in cui io vi dico alcuni titoli di libri che un giorno vorrei leggere e in cui voi potrete prendere l’occasione per allungare la vostra wishlist! 😉

Iniziamo!

  1. graphic novel: In real life di Cory Doctorow, Jen Wang: Cosa si nasconde dietro Coarsegold Online,il massively multiplayer role playing game che spopola tra i ragazzini di tutto il mondo? Chi paga le missioni a cui Anda partecipa, e chi sono realmente i gold farmer che le è stato chiesto di eliminare? La mente di Cory Doctorow e i disegni di Jen Wang danno vita a uno scorcio illuminante sulle implicazioni economiche, politiche e sociali della realtà dei videogiochi, insieme alla storia tenera e crudele di un’amicizia che, pur essendo fatta solo di pixel, è già quasi amore. [se siete interessati al libro cliccate qui]
  2. classico: I tre moschettieri di Alexandre Dumas: Athos, Porthos, Aramis, d’Artagnan, il Cardinale Richelieu, la perfida Milady, la dolce signora Bonacieux, Luigi XIII, Anna d’Austria, il duca di Buckingham, i moschettieri del re e le guardie del cardinale… Duelli, inseguimenti, amori, beffe, “Tutti per uno, uno per tutti”. Con questo romanzo Alexandre Dumas ha creato personaggi che resteranno vivi ancora a lungo. [se siete interessati al libro cliccate qui]
  3. saggistica: Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità di Yuval N. Harari: Centomila anni fa almeno sei specie di umani abitavano la Terra. Erano animali insignificanti, il cui impatto sul pianeta non era superiore a quello di gorilla, lucciole o meduse. Oggi sulla Terra ce una sola specie di umani. Noi. L’Homo sapiens. E siamo i signori del pianeta. Il segreto del nostro successo è l’immaginazione. Siamo gli unici animali che possono parlare di cose che esistono solo nella nostra immaginazione: come divinità, nazioni, leggi e soldi. Non riuscirete mai a convincere uno scimpanzé a darvi una banana promettendogli che nel paradiso delle scimmie, dopo la morte, avrà tutte le banane che vorrà. Solo l’Homo sapiens crede a queste storie. Le nostre fantasie collettive riguardo le nazioni, il denaro e la giustizia ci hanno consentito, unici tra tutti gli animali, di cooperare a miliardi. È per questo che dominiamo il mondo, mentre gli scimpanzé sono chiusi negli zoo e nei laboratori di ricerca. “Da animali a dèi” spiega come ci siamo associati per creare città, regni e imperi; come siamo arrivati a credere negli dèi, nelle nazioni e nei diritti umani; come abbiamo costruito la fiducia nei soldi, nei libri e nelle leggi; come ci siamo ritrovati schiavi della burocrazia, del consumismo e della ricerca della felicità. [se siete interessati al libro cliccate qui]
  4. narrativa: Parole, ricordi e sciroppo d’acero di Susan Wiggs: Annie, produttrice di un popolare show di cucina, innamorata persa di suo marito e del loro nido d’amore nel cuore di Manhattan, è anche incinta del loro primo figlio. Insomma, ha tutto ciò che ha sempre sognato. Ma il destino spesso è bizzarro e così come ti dà, ti toglie. Quando Annie si risveglia dopo un lungo periodo di coma scopre che il tempo non è l’unica cosa che ha perso, così per non soccombere alla solitudine fa ritorno nella fattoria di famiglia nel Vermont, dove da generazioni si produce lo sciroppo d’acero. Qui a contatto con il fratello dallo spirito libero, la loro madre divorziata e quattro nipotini tutto pepe, Annie riemergerà lentamente in un mondo che si era lasciata alle spalle molti anni prima. Riscoprirà i luoghi in cui è cresciuta, così come le persone che hanno continuato a vivere lì, tra cui il suo ex ragazzo delle superiori. Poi un giorno, come per magia, torna alla luce dal passato un vecchio libro di ricette della nonna, che forse non solo aiuterà a risollevare le sorti della vecchia fattoria, ma darà una seconda possibilità anche ai suoi abitanti. [se siete interessati al libro cliccate qui]
  5. narrativa: Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson: Allan Karlsson compie cento anni e per l’occasione la casa di riposo dove vive intende festeggiare la ricorrenza in pompa magna, con tutte le autorità. Allan, però, è di un’altra idea. Così decide, di punto in bianco, di darsela a gambe. Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige nell’unico luogo dove la megera direttrice dell’istituto non può riacciuffarlo, alla stazione degli autobus, per allontanarsi anche se non sa bene verso dove. Nell’attesa del primo pullman in partenza, Allan si imbatte in un ceffo strano, giovane, biondo e troppo fiducioso che l’attempato Allan non sia capace di colpi di testa. Non potendo entrare nella piccola cabina della toilet pubblica insieme all’ingombrante valigia cui si accompagna, il giovane chiede ad Allan, con una certa scortesia, di vigilare bene che nessuno se ne appropri mentre disbriga le sue necessità. Mai avrebbe pensato, il biondo, quanto gli sarebbe costata questa fiducia malriposta e quella necessità fisiologica. La corriera per-non-si-sa-dove sta partendo, infatti. Allan non può perderla se vuole seminare la megera che ha già dato l’allarme, e così vi sale, naturalmente portando con sé quella grossa, misteriosa valigia. E non sa ancora che quel biondino scialbo è un feroce criminale pronto a tutto per riprendersi la sua valigia e fare fuori l’arzillo vecchietto. Un centenario capace di incarnare i sogni di ognuno, pronto a tutto per non lasciarsi scappare questo improvviso e pericoloso dono del destino. [se siete interessati al libro cliccate qui]

Lettori che dite di questi titoli? Avete già letto qualcosa? Li aggiungerete alla vostra wishlist? Fatemi sapere con un bel commento!

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A presto amanti dei libri,

erigibbi

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LI(BRI)STA DEI DESIDERI – Marzo 2017

Buongiorno a tutti lettori, oggi vi tengo con la rubrica mensile Li(bri)sta dei desideri in cui io vi dico alcuni titoli di libri che un giorno vorrei leggere e in cui voi potrete prendere l’occasione per allungare la vostra wishlist! 😉

Piccolo appunto, vorrei cominciare e/o riprendere la lettura di alcuni generi nuovi: classici, graphic novel e saggi per cui d’ora in avanti in questa rubrica, oltre ad esserci sicuramente libri di narrativa “standard” ci saranno anche queste tipologie!

Iniziamo!

  1. Graphic novel: Special exits di Joyce Farmer (2016): Lars e Rachel sono due coniugi che affrontano la parte finale della propria vita – la vecchiaia, la malattia, la morte – accuditi con premurosa attenzione dalla figlia. Joyce Farmer racconta semplicemente ciò che ha vissuto prendendosi cura dei suoi genitori, concentrandosi sui dettagli della routine quotidiana, nello scorrere dei giorni e degli anni, creando un commovente ritratto di famiglia, dove non mancano momenti difficili, drammatici, ma neanche l’ironia dell’intimità. In questo mémoir grafico, realistico e senza sentimentalismi, creato in 10 anni di lavoro, l’autrice mostra la fragilità del periodo più difficile della vita, senza mai tirarsi indietro davanti agli imbarazzanti oltraggi della vecchiaia, con il lento decadere dei corpi e la mente che si confonde facilmente, non dimenticando il contesto di questa narrazione domestica fatta di frustrazioni e tenerezze: il presente nel South Los Angeles anni ’80 e ’90 e gli States della prima metà del ‘900 ricordati dai suoi genitori. (se siete interessati al libro cliccate qui)
  2. Classico: 1984 di George Orwell (1949): L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”. Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo. (se siete interessati al libro cliccate qui)
  3. Saggistica: Il declino della violenza: perché quella che stiamo vivendo è probabilmente l’epoca più pacifica della storia di Steven Pinker  (2013): Il XX secolo, con lo spaventoso numero di vittime provocate da due guerre mondiali e vari genocidi, è stato definito “il secolo più violento della storia”, e l’alba del nuovo millennio sembra prefigurare scenari non meno inquietanti. Eppure, anche se può sembrare incredibile, in passato la vita sul nostro pianeta è stata di gran lunga più violenta, e quella che stiamo vivendo è probabilmente “l’era più pacifica della storia della nostra specie”. A sostenere questa tesi è Steven Pinker, il quale dimostra, statistiche alla mano, che il calo della violenza può essere addirittura quantificato. E le cifre che fornisce sono impressionanti. Le guerre tribali hanno causato, in rapporto alla popolazione mondiale del tempo, quasi il decuplo dei morti delle guerre e dei genocidi del Novecento. Il tasso di omicidi nell’Europa medievale era oltre trenta volte quello attuale. Schiavitù, torture, pene atroci ed esecuzioni capitali per futili motivi sono state per millenni ordinaria amministrazione, salvo poi essere bandite dagli ordinamenti giuridici di tutte le nazioni democratiche. Ma che cosa ha determinato questo declino della violenza? Secondo Pinker, tale processo è dovuto al trionfo dei “migliori angeli” della nostra natura (empatia, autocontrollo, moralità e ragione) sui nostri “demoni interiori” (predazione, vendetta, sadismo e ideologia), un trionfo reso possibile dalle istanze civilizzatrici su cui l’Occidente ha fondato la propria identità. (se siete interessati al libro cliccate qui)
  4. Narrativa: Una famiglia quasi perfetta di Jane Shemilt (2014): Jenny è un medico, sposata con un famoso neurochirurgo e madre di tre adolescenti. Ma quando la figlia quindicenne, Naomi, non fa ritorno a casa dopo scuola, la vita perfetta che Jenny credeva di essersi costruita va in pezzi. Le autorità lanciano l’allarme e parte una campagna nazionale per cercare la ragazza, ma senza successo: Naomi è scomparsa nel nulla e la famiglia è distrutta. I mesi passano e le ipotesi peggiori, rapimento, omicidio, diventano sempre più plausibili, ma in mancanza di indizi significativi l’attenzione sul caso si affievolisce. Jenny però non si arrende. A un anno dalla sparizione della figlia, sta ancora cercando la verità, anche se ogni rivelazione, ogni tassello sembra allontanarla dalle certezze che aveva. Presto capisce che le persone di cui si fidava nascondono terribili segreti, Naomi per prima. Seguendo le flebili tracce che la ragazza ha lasciato dietro di sé, Jenny si accorgerà che sua figlia è molto diversa dalla ragazza che pensava di aver cresciuto. (se siete interessati al libro cliccate qui)
  5. Narrativa: Lettera a mio figlio sulla felicità di Sergio Bambarén (2010): Per anni, Sergio Bambarén ha girato il mondo in cerca di una serenità all’apparenza irraggiungibile, spinto dal vento irrequieto del suo animo. Poi, proprio quando crede di aver finalmente conquistato l’equilibrio da sempre desiderato, ecco che arriva un figlio a sconvolgere ogni sua certezza. Solo stringendo tra le braccia il piccolo Daniel per la prima volta, Sergio si rende conto di non aver mai nemmeno immaginato le straordinarie implicazioni della paternità. Sopraffatto dalle emozioni, decide di prendere carta e penna per scrivere una lunga lettera al figlio. Una lettera in cui possano trovare sfogo tutte le parole che gli affollano la mente. Così, Sergio si mette completamente a nudo, raccontando pagine della sua esistenza che non ha mai condiviso con nessuno. Parla della sua infanzia in Perù, del primo amore, della passione per il mare. Svela i suoi sogni più intimi, le ambizioni più nascoste, le speranze più segrete. Ma non solo. Con lucidità e onestà, rievoca le paure, gli errori, le debolezze e le lezioni imparate a caro prezzo sulla propria pelle. Rimanendo fedele allo stile semplice e poetico che lo ha reso celebre, l’autore de “Il delfino” parla per la prima volta della meravigliosa esperienza che gli ha cambiato la vita, regalandoci un messaggio d’amore intenso e dolcissimo, che va dritto al cuore. (se siete interessati al libro cliccate qui)

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A presto amanti dei libri,

erigibbi

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RECENSIONE: L’arte di essere felici di Pierre Zaoui

TITOLO: L’arte di essere felicil-arte-di-essere-felici_pc

SOTTOTITOLO: Come sopravvivere alle avversità e riscoprire il valore della vita

AUTORE: Pierre Zaoui

EDITORE: Il Saggiatore

GENERE: Filosofia

PUBBLICAZIONE: 2016

PREZZO: € 17.00 cartaceo; € 7.99 e-book

PAGINE: 374 p.

Prime righe:

Ecco un libro che avrebbe voluto celebrare univocamente la vita libera, feconda, innocente, lieta, ma che nel farlo si ancora alle esperienze più ordinariamente sconfortanti e più apparentemente improprie per il discorso filosofico, poiché né gli appartengono del tutto né gli sono del tutto estranee: la malattia, la morte, il lutto e le ricostruzioni a cose fatte, in breve gli sconvolgimenti banali ma dolorosi dell’esistenza.

TEASER:

In quarto luogo, la salute dei malati è una grande salute perché si tratta di una potenza perenne di «innocentimento», di gratificazione della vita ed esclusione della morte. Se non è sola, almeno prioritariamente, la malattia possiede infatti questa potenza di espellere ogni morte dalla vita e di rendere la vita alla sua bellezza senza alcun debito. Nessuno vive più lontano dalla morte di certi malati. Essere malati, infatti, nel caso di una malattia grave, significa quasi sempre essere stati ancor più gravemente malati, e dunque vivere almeno nella possibilità di una vita gratuita, senza vincoli, senza colpe, senza debiti, in cui ogni giorno è un nuovo miracolo, e dunque senza bisogno di distrazioni: la vita appare infine per ciò che è, bellezza leggera e inappropriabile, e non si vuole più appropriarsene, perché farlo sarebbe persino criminale. Nella malattia giace la possibilità inaudita di vivere non più la propria vita ma la vita intera, quella di tutti gli uomini e persino quella della natura intera.

SINOSSI:

Sentirsi disarmati di fronte a una delusione amorosa. Avere paura di non superare un esame. Chiedersi quando finalmente si addolcirà il dolore del distacco. Ci sono occasioni in cui la sfortuna sembra farsi beffe di noi, giorni in cui lo sconforto ci lascia intorpiditi, frustrati; giorni in cui il mondo appare svuotato di senso. Come provare a essere felici nonostante le avversità? Come sopravvivere alla vita? Si può continuare a vivere e ad amare, quando ci si scopre risucchiati nel turbine dei piccoli e grandi problemi dell’esistenza? Questo libro di Pierre Zaoui – una delle voci francesi più autorevoli del pensiero contemporaneo, già autore dell’Arte di scomparire – è un piccolo, irrinunciabile manuale di sopravvivenza: convinto che l’ultima ancora di salvezza contro l’assurdità dell’esistenza sia il pensiero, Zaoui ci guida in una passeggiata filosofica nei territori più impervi della vita, affacciandosi con coraggio persino sugli scoscesi precipizi davanti a cui tanto spesso i sedicenti “intellettuali” arretrano timorosi: l’amore e le sue vertigini, il timore della fine, il dolore del lutto. Con la sensibilità del flàneur, e insieme il rigore del grande filosofo, Zaoui procede per svolte improvvise e accostamenti subitanei, oscilla tra Nietzsche e Flaubert, dirige il suo sguardo sui minuti dettagli del quotidiano che – sommersi dagli stimoli – non sappiamo più apprezzare: i piccoli momenti di tranquillità dell’anima, il piacere del silenzio, i fiori – i più belli – della generosità umana.

RECENSIONE:

Quando mi è stato proposto di leggere questo libro sono corsa a leggere la trama su internet. Il titolo mi ispirava, la trama ancor di più. Trovarlo nel genere della filosofia non mi ha traumatizzato o preoccupato perché sono sempre stata affascinata da questa disciplina, tanto che studiarla per 5 anni alle superiori per me non è mai stato un trauma, cosa che non possono dire molti miei compagni di classe! Il libro però, mi dispiace dirlo, è stato peggio che un trauma. La trama è fuorviante, mooolto fuorviante. È scritta molto bene, scorrevolissima e comprensibile, ecco, il libro è tutt’altro. In particolar modo, l’ho trovato incomprensibile per due principali ragioni. La prima è inerente l’aspetto grammaticale: le frasi sono troppo, troppo lunghe; arricchite da parentesi o da trattini che non fanno altro che appesantire il discorso e renderlo ancora più incomprensibile. La seconda riguarda l’aspetto filosofico. Come ho detto sopra, ho studiato filosofia per 5 anni, all’inizio pensavo che questi pensatori trovassero un argomento su cui parlare, parlare, parlare senza dire nulla e invece poi mi sono ricreduta. È vero, molti filosofi parlano molto quando il succo del discorso è breve ma perlomeno si capisce quello che vogliono dire. Io qui non ho capito nulla. Se voi mi chiedete “ehi Erika, di cosa parla questo libro?”, beh ragazzi, NON LO SO! Certo, posso dirvi che parla di sofferenza, malattia, morte, amore..ma in quali termini vengono trattati questi argomenti proprio non ve lo so dire. Questo libro mi è sembrato un guazzabuglio di idee e di pensieri provenienti da altri filosofi ma non sono riuscita a trovare l’idea dell’autore, la sua opinione. Ho anche pensato che fosse un problema mio (non sono di certo un esperto filosofo) e che professori e filosofi possono apprezzare questo libro ma qualche dubbio ce l’ho! In sintesi, non me la sento di consigliare questo libro, non mi ha insegnato a sopravvivere alle avversità, a riscoprire il valore della vita, tanto meno ad essere felice visto che questa lettura è stata una sofferenza dall’inizio alla fine MA se qualcuno di voi è o conosce qualche filosofo o insegnante di questa disciplina, glielo proponga perché sarei curiosa di sapere cosa ne pensano gli esperti della materia!

Voto: 1 su 5

Non fatevi scoraggiare dalla mia recensione, se siete appassionati di filosofia, se conoscete qualcuno che lo è, leggetelo o proponeteglielo perché sarei veramente curiosa di conoscere altri pareri! Vi lascio comunque il link se siete interessati a leggerlo: L’arte di essere felici

A presto readers

eri gibbi

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