WRAP UP #3 Aprile 2017

Buongiorno lettori! Oggi ritorna l’appuntamento mensile con la rubrica Wrap Up, in cui vi farò un riassunto di tutte le letture fatte in questo mese e in cui stilerò la classifica dei primi 3 libri più belli letti!

Questo mese ho letto:

Il passo in più di Francesco Pierucci (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Una notte di ordinaria follia di Alessio Filisdeo (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccatequi)

Magari domani resto di Lorenzo Marone (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Ogni volta che mi baci muore un nazista di Guido Catalano (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Una relazione proibita di Melissa Castello (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Appartieni solo a me di Lily Anne (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Declan – Rebel Angels Band di Stephanie K. Sinclair (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Confederazione di sangue di Victory Storm (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Il miglio verde di Stephen King (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

La stella dell’Eire di Valentina Marcone (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

La ragazza con la notte dentro di Lili Anolik (trovate la recensione qui, se siete interessati al libro cliccate qui)

Bene, veniamo alla classifica:

terzo-posto

medaglia di bronzo a Magari domani resto di Lorenzo Marone

secondo-posto

medaglia d’argento a Il passo in più di Francesco Pierucci

primo-posto

medaglia d’oro a Il miglio verde di Stephen King

Ora lettori tocca a voi! Quali sono le vostre medaglie di bronzo, d’argento e d’oro del mese?? Fatemelo sapere!

A presto lettori,

erigibbi

©

VIDEO RECENSIONE Il miglio verde di Stephen King

Lettori su YouTube c’è un mio nuovo video in cui vi parlo de Il miglio verde di Stephen King: https://www.youtube.com/watch?v=1wZXV2uGgZM

Se vi piace il mio canale ricordatevi di iscrivervi e sappiate che un mi piace è sempre gradito ^.^

Fatemi sapere cosa ne pensate!

A presto lettori,

erigibbi

©

RECENSIONE Il miglio verde di Stephen King

TITOLO: Il miglio verdeil miglio verde

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer

PREZZO: € 11.90 cartaceo; € 6.99 e-book

RECENSIONE:

Questo libro è stato concepito in realtà come un romanzo a puntate, prendendo spunto in particolare da Charles Dickens; è stato pubblicato infatti in 6 volumi con cadenza mensile da marzo ad agosto del ’96. Sicuramente sapete poi che il romanzo è stato adattato per il cinema con l’uscita del film (con omonimo titolo) nel ’99 in cui Tom Hanks ha interpretato Paul Edgecombe e Michael Clarke Duncan ha interpretato John Coffey.

La storia è ambientata nel penintenziario di Could Mountain, in particolare nel Blocco E dove si trova uno stretto corridoio di celle noto come “Il Miglio Verde” per il caratteristico colore del pavimento. Il narratore è Paul, il capo delle guardie che nel 1932 ha presieduto a più di 78 esecuzioni. Nel miglio verde infatti si trova Old Sparky, la sedia elettrica. Nel periodo in cui la storia fa riferimento, nel miglio si trovano 3 detenuti: Delacroix, chiamato Del; Wharton (il più psicopatico) e John Coffey. Quest’ultimo è un ragazzone di colore, grosso e alto, molto alto, accusato di aver stuprato e ucciso due bambine, sorelle gemelle.

Capiamo fin da subito che lo scopo del libro è farci capire se John Coffey, che si pronuncia come la bevanda ma si scrive in un altro modo, sia veramente o meno colpevole. E se il libro pone al lettore questa domanda, possiamo capire fin da subito che no, Coffey non ha commesso nessun reato. Questo è secondo me un aspetto molto interessante. King fin da subito ci fa implicitamente capire che John è innocente quindi il lettore potrebbe chiudere il libro immediatamente (“so già che John Coffey è innocente, perché dovrei continuare?”) , per di più ci fa capire fin dall’inizio che il suo destino è morire sulla sedia elettrica, ulteriore motivo per cui il lettore potrebbe chiudere il libro, (cioè ragazzi, il finale lo sappiamo fin da subito) eppure, tutti voi andrete avanti fino alla fine. Nonostante sappiate già come andranno le cose, voi continuerete nella lettura, non potrete staccarvi e vi dirò di più, nonostante sappiate come andranno le cose, piangerete, per un motivo o per un altro, voi piangerete. Credo che solo uno scrittore di spessore possa permettersi di dire o di far capire come vada a finire il libro conscio del fatto che il lettore andrà avanti comunque. Forse è un atto di presunzione (“dico già come va a finire perché sono talmente bravo che so che il lettore andrà avanti comunque a leggere”) ma King questa presunzione se la può anche permettere a mio parere.

Un altro aspetto molto interessante è che King in questo libro ci parla di Coffey narrandoci inizialmente di altri avvenimenti che con Coffey non c’entrano. Ci viene narrata la storia di Del, perché è nel miglio, come si è comportato da quando si trova nel miglio, l’amicizia stretta con un topolino che si trovava nel carcere (non come prigioniero sia chiaro!); ci viene narrata la storia di Percy, una guardia molto giovane che si trova lì solo perché ha delle conoscenze e infatti, potremo poi capire che Percy oltre a non saper fare quel lavoro è pure una persona cattiva; ci viene narrata la storia di Wharton, soprannominato Billy the Kid.. Insomma, inizialmente ho avuto l’impressione che Coffey fosse solo il personaggio di contorno e non capivo perché raccontarmi di tutta una serie di caratteristiche o di episodi riguardanti altri personaggi che dovevano essere secondari. Poi, ovviamente, tutto è risultato legato, tutto aveva un senso, tutto e tutti erano collegati a John Coffey ed è stato meraviglioso scoprire un po’ alla volta questi legami; è stato come sciogliere i mille nodi che si formano con le cuffie, pian pianino ho sbrogliato la matassa e il risultato è stato veramente meraviglioso.

Un ulteriore aspetto che mi ha colpito molto positivamente sono state le ripetizioni. Io non me rendevo conto ma in qualche modo durante la narrazione Paul partiva da un fatto e poi legava ad esso altri accadimenti tanto che poi il fatto principale, da cui partiva la narrazione, non veniva concluso in quel capitolo. King ha pensato bene di cominciare poi il capitolo successivo con l’evento del capitolo precedente per fare in modo che Paul lo concludesse. Ma la cosa fantastica è che il capitolo successivo iniziava utilizzando le stesse parole che Paul aveva usato per narrare il fatto precedente non concluso; me ne rendevo conto che le parole erano identiche, se non per l’aggiunta di «vi stavo raccontando questo quando mi sono interrotto..» e comunque io lo rileggevo! Rileggevo le stesse identiche parole, come un rewinde e non ho mai pensato, nemmeno una volta, di saltare la parte, essendo identica, perché era un piacevole modo per riagganciarmi al filo conduttore, per riagganciarmi alla storia nel punto in cui si era interrotta. Ho trovato questa modalità di narrazione molto particolare, almeno io non ho mai letto un libro scritto in questa modo, e mi è piaciuta molto!

Ho versato molte lacrime e non lo credevo possibile. Voglio dire, fin dall’inizio mi sono detta “Erika, Coffey muore, mettitela via” eppure ci sono stati dei momenti in cui vi giuro ragazzi, avevo male al cuore. Sapevo perfettamente come sarebbero andate le cose eppure King è riuscito, ancora una volta, a farmi stare male, malissimo.

Vi consiglio assolutamente questo libro perché oltre ad essere scritto molto bene e ad essere narrato in modo particolare, la tematica trattata è importante. Non solo si parla di pena di morte (e badate bene, non ci sono paternali e nessuno ci dice i pro della pena di morte sono questi, i contro sono questi) ma si approfondisce la questione dell’uso della pena di morte con i colpevoli e con gli innocenti. A questo proposito mi stavo dimenticando di una cosa. Del è chiaramente colpevole ma mai, mai ho pensato “si merita di morire” o “merita la sedia elettrica” e non perché io sono buona, non perché io sono contro la pensa di morte, non è questo il punto. Il punto è che King è riuscito con Delacroix a farci vedere la persona, non ci ha mai fatto vedere il mostro ma solo la persona e vi giuro, quando è arrivata l’ora della morte di Del, ho pianto; per lui e per Coffey avrei preferito che le cose fossero andate diversamente e ripeto, Del è colpevole, Coffey è innocente.

Il libro è ben scritto, i temi sono importanti, vi porrete delle domande e sarà un libro che alla fine vi lascerà qualcosa. Una volta terminato, credetemi, non riprenderete la vostra vita così come se niente fosse, è un libro che secondo me lascia il segno.

Voto: 5 su 5

Vi lascio il link Amazon nel caso foste interessati: http://amzn.to/2nRhL7N

Grazie per avermi fatto compagnia fino a qui! Fatemi sapere, nel caso abbiate letto il libro cosa ne pensate, e nel caso non lo abbiate letto, fatemi sapere se ne siete incuriositi. Io spero di sì!

Ah ultimissima cosa, forse i lettori più attenti, coloro che mi seguono sempre (vi ringrazio) avranno notato che ho cambiato modalità di recensione. Vorrei sapere cosa ne pensate, se vi piace o se preferite la “vecchia” modalità. Fatemi sapere anche questo, mi raccomando, tengo ai vostri pareri!

A presto lettori,

erigibbi

©

 

VIDEO RECENSIONE: I lupi del Calla di Stephen King

Buongiorno lettori e lettrici! Buon sabato!

Non so se voi lo sapete ma ho un canale Youtube in cui ho cominciato a fare video recensioni. Vi lascio qui il link dell’ultima recensione che ho fatto!

I lupi del calla V volume della serie La Torre Nera di Stephen King!

A presto pistoleri

eri gibbi

©

LI(BRI)STA DEI DESIDERI – GENNAIO 2017

Buongiorno amici lettori! È finalmente giunto il momento in cui vi rendo partecipe dei libri che vorrei leggere in un futuro, spero prossimo! 😉

  1. Il miglio verde di Stephen King (1996): Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come “Il Miglio verde”, i detenuti come lo psicopatico “Billy the Kid” Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista dalle guardie. Ma nessuno riesce a decifrare l’enigmatico sguardo di John Coffey, un nero gigantesco condannato a morte per aver violentato e ucciso due bambine. Coffey è un mostro dalle sembianze umane o un essere in qualche modo diverso da tutti gli altri?
  2. La cospirazione degli illuminati di G.L. Barone (2013): È notte fonda quando un bagliore accecante illumina la notte di Torino: la cappella del Guarini è in fiamme. Basta poco perché la tragica notizia si diffonda in tutto il mondo: la Sacra Sindone è andata distrutta. Quattro mesi dopo, in una Roma assolata e caotica, uno scandalo travolge il Vaticano: il colonnello Weistaler, comandante della Guardia svizzera, viene brutalmente assassinato il giorno del giuramento delle nuove reclute. Cosa lega due eventi apparentemente così distanti tra loro? Le indagini di Stella Rosati, giovane procuratore, portano alla luce una serie di relazioni che coinvolgono le alte sfere vaticane, il presidente dello IOR, trafficanti d’armi e alcune cellule terroristiche islamiche. Ma la Rosati non è l’unica a voler svelare il mistero che si cela dietro l’omicidio di Weistaler. Anche Andreas Henkel, ex agente del Servizio di Sicurezza Cecoslovacco, ora a servizio del Vaticano, si precipita a Roma subito dopo il delitto. Qualcuno tesse dall’alto pericolose trame per distruggere dall’interno la Chiesa di Roma. Ma c’è un’insidia ancora maggiore che incombe sulla cristianità: gli Illuminati per voluntatem Dei. Chi sono? Qual è il loro folle piano? E fin dove sono pronti a spingersi per realizzarlo?  
  3. Il quadro segreto di Caravaggio di Francesco Fioretti (2012): Roma, 1604. In un’atmosfera buia dominata dal severo clima della Controriforma, sono sempre di più i pittori che affondano le loro immagini in una cornice di oscurità avvolgente. Caravaggio è un artista di punta che utilizza spesso, per i suoi quadri, modelle di estrazione popolare. Un giorno Anna Bianchini, una prostituta che aveva posato per lui, viene trovata morta nel suo letto dall’amica Fillide, altra cortigiana e musa del pittore. Giunto a casa di Anna, Caravaggio ritrae le due donne un’ultima volta nella “Morte della Vergine”: Anna nella figura della Madonna appena deceduta e Fillide in quella della Maddalena afflitta al suo capezzale. Il quadro, consegnato nel 1606, fa scandalo e viene rifiutato dalla chiesa di Santa Maria della Scala. Ma ormai la vita di tutte le modelle di Caravaggio sembra essere a rischio: anche Fillide è vittima di un tentato omicidio, e il pittore è preoccupato per la sua compagna Lena Antognetti, ex prostituta anche lei. Le indagini in corso portano a un funzionario della corte pontificia, il committente della “Morte della Vergine”, fanatico e rigido moralista. Un uomo che il pittore denuncia ritraendolo in quel quadro, sullo sfondo, e con aria di sfida. Ma quando Caravaggio intuisce il vero movente di quei delitti, è costretto a fuggire da Roma, senza riuscire a salvare Lena, la donna che ama…  
  4. L’isola dei monaci senza nome di Marcello Simoni (2013): Il 12 luglio 1544 l’armata del corsaro ottomano Barbarossa mette sotto assedio le coste dell’isola d’Elba. Lo scopo è liberare il figlio ventenne del suo generale delle galee, Sinan il Giudeo, tenuto in ostaggio dal principe di Piombino. Ma il vero interesse del corsaro non è il ragazzo, ma il terribile segreto che egli custodisce. Il figlio di Sinan ha scoperto infatti di essere l’ultimo depositario di un mistero risalente ai tempi di Gesù e in grado di minare, se rivelato, le basi della fede cattolica. Ma il segreto del Rex Deus è stato occultato per oltre due secoli ed entrarne in possesso sarà tutt’altro che semplice. Il giovane dovrà seguire un’antica pista di indizi lasciata da un monaco templare, destreggiandosi tra rivalità di corsari, intrighi di corte e battaglie navali. E dovrà anche sventare il complotto della loggia dei Nascosti, intenzionata a impossessarsi dell’antico segreto.
  5. Central Park di Guillaume Musso (2014): New York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure… Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite.  

Cosa dite di questi libri ragazzi? Vi ispirano? Li avete letti? Fatemi sapere!

A presto!

eri gibbi

©

RECENSIONE: LA TORRE NERA (serie LA TORRE NERA) di Stephen King

TITOLO: La Torre Nera (La Torre Nera)

AUTORE: Stephen Kingla-torre-nera

GENERE: Fantasy

PUBBLICAZIONE: 21 settembre 2004

PAGINE: 789

Prime righe: Père Donald Callahan era stato un tempo il sacerdote cattolico di un borgo, Salem’s Lot si chiamava, che non esisteva più su nessuna carta geografica.

TRAMA SENZA SPOILER

Roland di Gilead, il pistolero, con i compagni che ha raccolto attorno a sé durante il viaggio, è di fronte al suo destino. Il gruppetto è sano e salvo, sebbene sparso per ogni dove (e ogni quando). In particolare, Roland, Eddie e John Cullum sono nel Maine del 1977, in Turtleback Lane, quando cominciano a capire che il mondo da cui stanno cercando di fuggire è l’unico reale, l’unico in cui il tempo vada solo in avanti, in linea retta.. Per i lettori che con fedeltà e passione li hanno seguiti fin qui, vale la pena di ricordare che il meglio arriva sempre per ultimo. A patto che si abbia il coraggio di andare fino in fondo, naturalmente. Ma ormai mancano solo pochi passi.. Ecco. Sentite questo tonfo? È una porta che si chiude dietro di voi. Benvenuti nella Torre Nera.

RECENSIONE SENZA SPOILER

Non mi riesce facile iniziare questa recensione, il tasto canc l’ho tenuto premuto 3 volte prima di avviarmi e ancora non so bene cosa dirvi. Roland mi ha accompagnato per mesi, mi ha preso per mano, delicatamente, ma allo stesso tempo mi ha guardato negli occhi, e lì mi ha detto qualcosa che non dimenticherò mai:

Non si mira con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Si mira con l’occhio.

Non si spara con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Si spara con la mente.

Non si uccide con la pistola; colui che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre. Si uccide col cuore.

Mi sono fatta coraggio, e sto sparando. È difficile dire se l’ultimo libro di 7 mi sia piaciuto o meno. Difficile perché si tratta dell’ultimo: voi sapete che non leggerete più nulla su quei protagonisti che tanto avete amato; difficile perché, siamo sinceri, ci potrà mai essere una fine che ci piacerà? Potrebbe esserci, se tutto andasse alla perfezione ma in ogni caso, credetemi, avrete l’amaro in bocca perché comunque la vostra serie preferita, la vostra saga preferita è finita. Non vi resterà altro che rileggere i libri o riguardarla e nient’altro. Il libro è stato all’altezza degli altri 6, sicuramente meglio del primo. Ma mi ha deluso in alcune parti. Mi ha lasciato con l’amaro in bocca, mi ha lasciato dolorante, amareggiata, triste. Ma non per questo posso dire che sia stato un brutto libro, tutt’altro. Leggete oltre se volete sapere qualcosa di più nei dettagli, fermatevi qui se volete continuare ad essere felici.

TRAMA CON SPOILER

PARTE PRIMA: Il piccolo Re Rosso – DAN-TETE

1 Callahan e i vampiri

Riprende il racconto da dove ci eravamo fermati: Jake e il Père sono entrati al Dixie Pig e devono combattere contro centinaia tra uomini bassi e vampiri. Callahan sente la voce di Dio, la voce del Bianco che gli sussurra sköldpadda. Il Père allora estrae la tartarughina dalla sua tasca e la espone, questo serve a fermare gli uomini bassi, ma non i vampiri. Allora il Père, che nel frattempo, tramite la voce di Roland dice a Jake di continuare, di trovare Susannah, capisce che contro di loro è molto più utile il crocefisso d’oro che porta sempre con sé. Finché è girato dalla parte dei vampiri, pur tenendo alta la tartarughina, il suo effetto si fa più debole con gli uomini bassi che lo attaccano. Il Père ha solo il tempo di uccidere due uomini bassi e poi decide di uccidere se stesso per non lasciarsi prendere dai vampiri.

2 Sollevati dall’onda

Eddie e Roland si stanno dirigendo a Lovell quando..

Come Eddie, Roland provò la netta sensazione di essere dapprima sollevato e quindi tenuto sospeso, come un oggetto che ha perso i suoi legami con la gravità terrestre. Udì le campanelle e si sentì sollevato attraverso il muro dell’esistenza, ma capì che non era contezza reale, non certo del tipo che avevano sperimentato in precedenza. Questa era molto probabilmente quella che Vannay chiamava aven kal, parole che significavano sollevati sul vento oppure trasportati dall’onda. Solo che l’espressione nella forma kal, invece della più comune kas, stava a indicare un forza naturale di proporzioni rovinose: non un vento ma un uragano; non un’onda ma uno tsunami.

Si ritrovano così ad osservare il momento del parto dall’alto. Susannah li può vedere e senza emettere nessun suono pronuncia chassit, 19, e per Roland le cose sembrano più chiare (a me no!). Subito dopo vengono risollevati in un’altra stanza del Dixie Pig dove vedono Jake, Oy e il Père ed è lì che Roland parla a Jake dicendogli di muoversi, di andare da Susannah.

3 Eddie fa una telefonata

Si ritorna nel Maine. Eddie comprende che la loro missione in questo mondo non è ancora finita. Convince Roland a ricontattare Cullum per far sì che egli si metta in contatto con il padrino di Susannah, nonché braccio destro della ditta di suo padre, affinché diventino i custodi del terreno della rosa, ora proprietà della Tet Corporation, e in qualche modo ‘imprenditori’ per far crescere questa azienda il più possibile e contrastare la crescita della Sombra Corporation e della North Central Positronics che moooolto semplicemente potremo definire aziende in mano ai cattivi. Dopo aver fatto la telefonata a Cullum per chiedergli un incontro, i nostri amici si rimettono in viaggio ma durante il tragitto hanno un incontro con un walk-in, una sorta di lento mutante che però, prima che il mondo andasse avanti, rendeva grazie alla discendenza di Eld. Roland così scopre come si chiama il luogo dove Susannah-Mia è andata a partorire e dove devono recarsi. Ci sono altre informazioni che al momento noi lettori, e nemmeno ad Eddie, sono date sapere in quanto sia Roland sia questo walk-in hanno a tratti parlato con l’antico linguaggio.

4 Dan-Tete

Il figlio di Mia è nato. All’inizio sembra adorabile, un bambino normale, con gli occhioni azzurri e fitti capelli ricci e neri, paffutello e bello (al che ho pure tratto un sospiro di sollievo). Ma ovviamente King non ci fa risparmiare nulla. Il tizio è una sorta di mutaforma tant’è che poi si trasforma in un ragno (evviva!). Mia muore in poco tempo: il mostro per nutrirsi le ha succhiato tutto il sangue. Susannah, pur essendo anche lei “rapita” da questa situazione, riesce a trovare il momento propizio per impossessarsi della pistola del “medico” che ha seguito Mia e in un batter d’occhio fa una strage. Purtroppo il dan-tete viene solo ferito ad una zampa e riesce a scappare. Dopo di che Suze si avvale di un aiuto di un robot, da lei precedentemente accecato, per cercare di uscire da quel posto. Il robot conduce Susannah di fronte ad una porta che le permetterà di uscire da lì ma avendo percepito mentalmente la presenza di Jake, Suze decide di aspettarlo, schiena contro la porta, con la sola presenza consolatrice di una pistola.

5 “In the jungle, the mighty jungle”

Jake lascia il Père e scappa con Oy alla ricerca di Susannah. Oy si mette subito sulle sue tracce annusando il terreno e i due, rincorsi da uomini bassi e da vampiri cominciano a percorrere uno strano tunnel. Per Oy non c’è nulla che non vada in quel tunnel ma Jake rischia di finire in una trappola mentale che proietta la sua più profonda paura, frutto della sua immaginazione di bambino. Sa anche che quell’immaginazione può comunque ucciderlo per cui mentalmente chiede ad Oy di fare scambio di corpi, o meglio, di menti: Jake viene proiettato nel corpo di Oy e Oy nel corpo di Jake. Il bimbolo dovrà quindi, in breve tempo, abituarsi a quel nuovo corpo per finire il tunnel e scappare dagli uomini che li hanno quasi raggiunti. Arrivati alla fine del tunnel, entrambi riprendono possesso del proprio corpo e si trovano di fronte ad una porta chiusa; per aprirla è necessaria una parola d’ordine. Jake ed Oy sono pronti a morire combattendo per Roland e per l’Eld. Susannah nel frattempo trasmette mentalmente la parola d’ordine, chassit, a Jake che pronunciandola viene tirato dall’altra parte da Susannah, evitando la pallottola che lo avrebbe colpito al centro della fronte.

6 In Turtleback Lane

Roland ed Eddie si incontrano con Cullum e gli spiegano per bene cosa deve fare: deve contattare il padrino di Susannah affinché la Tet Corporation diventi reale; dopodiché vanno in Turtleback Lane dove grazie alla magia c’è una specie di porta che li porterà dove vogliono. Roland sa dove andare perché Jake, con il tocco, è riuscito a trasmettergli il luogo in cui devono recarsi per ricongiungersi, appunto, a Jake, Oy e Susannah.

7 Riunione

Eddie e Roland, grazie alla porta magica, arrivano nel tunnel dove ci sono ancora i vampiri e gli uomini bassi che avevano cercato di catturare Jake ed Oy. Ovviamente nessuno ha il tempo di reagire perché i due pistoleri uccidono tutti quanti. A quel punto Eddie chiama Susannah, la quale, assieme a Jake, pronucia la parola d’ordine per aprire la porta. Finalmente il ka-tet è unito.

PARTE SECONDA: Cielo Blu – DEVAR-TOI

1 Il Devar-Tete

I nostri amici tengono conciliabolo per decidere come procedere:

“Useremo la porta per arrivare alla stazione di Rombo di Tuono”, spiegò Roland, “dalla Stazione andremo alla prigione e lì…” Guardò a uno a uno i membri del suo ka-tet, poi alzò il dito e mimò in modo eloquente una pistola che spara.

2 L’osservatore

Nigel, il robot, sta aiutando i nostri amici procurando loro del cibo ma comincia a mostrare i primi segni di cedimento, come se qualcosa dentro di lui si fosse rotto. Susannah capisce che c’è qualcosa che non va e comprende chi è la fonte di questo disagio: Mordred. Mordred, è ancora lì, in qualche sala a spiarli, ad osservarli, in attesa che Nigel gli porti qualcosa da mangiare, prima dei topi, poi un bimbolo, un cucciolo di pochi mesi. Per Nigel è troppo, quella è stata la sua ultima commissione.

3 Il laccio

Walter tramite una botola raggiunge Mordred con in testa un “cappello pensante” che dovrebbe impedirgli di insinuarsi nella sua mente. Dopo aver appreso dalla mente di Walter un bel po’ di informazioni, Mordred decide di mangiarselo perché quello che ha davanti non è altro che un essere tanto tronfio delle proprie passate imprese da non avvertire il pericolo presente […] Walter era invecchiato, era diventato vecchio e fatalmente sicuro di sé, e troppo vanesio da rendersene conto. Tramite la mente Mordred crea un laccio che rende a Walter impossibile ogni tipo di movimento. Il buffet ha inizio: Mordred impone a Walter, con il pensiero , di strapparsi gli occhi, la lingua, poi ci furono altre grida, ma poche. Poi del vecchio nemico di Roland non restò niente.

4 La porta di Rombo di Tuono

Grazie all’aiuto di Oy e al suo olfatto, i nostri amici giungono alla porta di Rombo di Tuono e, passando dall’altra parte (mica una porta normale, come le conosciamo noi) tutti vengono presi da conati e da getti di vomito, dico grazie (mica tanto!!). Subito vengono raggiunti da alcuni uomini che si dichiarono dalla loro parte.

5 Steek-Tete

Grazie a queste 3 nuove persone, i nostri amici riescono a proseguire il loro cammino, arrivando a Cielo Blu:

non era Narnia, quella, era Cielo Blu. Dove certa gente era impegnata a provocare la fine del mondo.

Di tutti i mondi.

I nostri 3 nuovi amici devono andarsene perché la loro assenza non deve dare nell’occhio in quel posto tutt’altro che perfetto; il giorno dopo, se non ci saranno problemi, si riincontreranno. Prima dei saluti Roland parla ad uno di loro ed è così che scopriremo che uno di questi è Sheemie:

ragazzo indaffarato in una taverna antica che si chiamava Riposo dei Viaggiatori a ritirare i boccali vuoti e tuffarli nel barile di lavaggio sotto la testa dell’alve bicefalo conosciuto come il Romp, evitando gli spintoni di Coral Thorin o i calci ancor meno scherzosi che gli rifilava un’attempata prostituta di nome Pettie the Trotter. Vide il ragazzo che era stato quasi ucciso per aver versato del liquore sugli stivali di un tipo poco raccomandabile di nome Roy Depape. Era stato Cuthbert a salvare la vita a Sheemie quella notte… ma era stato Roland, conosciuto dalla gente del posto come Will Dearborn, a salvarli tutti.

6 Il Capataz di Cielo Blu

In questo capitolo conosciamo Finli o’ Tego e Pimli, rispettivamente il capo della sicurezza e il Capataz di Cielo Blu. I due, giunti ormai alla fine del loro compito (far sì che i Frangitori distruggano i vettori della Torre Nera) hanno paura che qualcosa possa andare storto e fanno i soliti controlli di routine. Tutto sembra al solito posto, tutti sembrano al lavoro, compresi i nostri 3 “nuovi” amici di cui abbiamo fatto conoscenza nel capitolo precedente.

7 Ka-Shume

Fu così che riconobbe il sentimento che si era irradiato in tutti loro per ciò che quasi sicuramente era: non ansia o pessimismo, bensì Ka-Shume. Non esisteva una traduzione adeguata per quel termine dalle tinte plumbee, ma intendeva indicare la percezione di un lutto imminente nel proprio ka-tet.

E Mordred intanto è lì fuori, che percepisce tutto, che sente tutto.

8 Appunti dalla Casa di Pan di Zenzero

Nella grotta indicata dai nuovi amici, Eddie, Roland, Susannah, Jake ed Oy si mettono ad ascoltare il racconto di Ted. Scopriamo che Ted è un telepatico e facilitatore e che Sheemie è uno psicocinetico: è in grado di creare delle porte magiche tra mondi. La cosa più brutta che scopriremo è che King morirà il 19/09/1999 cosa che sapevamo già, cosa che però non sapevano i nostri pistoleri. Ora il dubbio è: salvare King o aiutare Ted, Sheemie e Dinky a fermare i frangitori?

9 Orme sul Sentiero

È giunto ormai il mattino. Fuori dalla grotta Roland è già in piedi, Jake, seguito ovviamente da Oy, si unirà a lui e siccome con Roland non si smette mai di imparare, sarà il pistolero a far vedere a Jake qualcosa: orme, tracce, peli neri, ossa. Qualcuno, o qualcosa, li ha seguiti: Mordred, figlio di Mia e anche di Susannah, figlio di Roland. Loro sono così in vantaggio, sanno che lui è lì, ma Mordred sa che è stato scoperto? I nostri amici pensano di no. Tornati nella grotta, la colazione inizia e giungono così Ted, Sheemie e Dinky accompagnati da un Rod come richiesto da Roland.

10 L’ultimo conciliabolo (Il sogno di Sheemie)

Sheemie ha una crisi, come una sorta di crisi epilettica, a causa del teletrasporto appena effettuato per consentire a lui, Ted, Dinky e al Rod di giungere nella grotta in cui si trovano Roland e gli altri. È chiara una cosa: Sheemie sta per morire a forza di usare il teletrasporto. Roland chiama accanto a sé Jake e Sheemie: l’idea di Jake è far decidere a Sheemie cosa salvare prima, i vettori o lo scrittore. Sheemie racconta un sogno, sogno che tutti quanti quella notte hanno fatto: un bambino martoriato (simbolo del Vettore) chiede loro aiuto. È chiaro quale sia la prossima mossa. Roland tiene conciliabolo con il Rod. Subito dopo tutti tengono conciliabolo per decidere il piano.

11 L’attacco ad Algul Siento

Come possiamo capire dal titolo di questo capitolo, questo è quello che succede. C’è solo un piccolo, grande, tristissimo problema: le cose sembravano andare per il meglio, anzi, le cose ERANO andate per il meglio perché i pistoleri anche questa volta hanno vinto la battaglia ma Pimli, mezzo morto, è riuscito a sparare ad Eddie colpendolo all’occhio, e no ragazzi, non credo che Eddie abbia lo stesso destino di Carl in The Walking Dead.

12 Il Tet si spezza

Eddie è morto. Susannah rimane ad Algul Siento per seppellire il suo amore. Roland, Jake ed Oy, grazie all’aiuto di Ted, Dinky ma soprattutto Sheemie, vengono catapultati nel Maine dove è quasi arrivata l’ora della morte dello scrittore Stephen King.

PARTE TERZA: In questa chiazza di verde e oro – VES’-KA GAN

1 La signora Tassenbaum va a sud

Roland, Jake ed Oy “atterrano” di fronte allo stesso negozio dove si erano ritrovati Eddie e Roland. Lì incontrano la signora Tassenbaum e subito Roland capisce che è il ka che gira: è lei la persona che li aiuterà a trovare King e forse salvarlo. Dopo un giro andato a vuoto, finalmente trovano King, impegnato nella sua solita passeggiata quotidiana. Il problema è che dall’altra parte della strada sta sopraggiungendo un minivan guidato da un fattone che è troppo distratto a controllare che i suoi due cani non gli mangino la cena invece di guidare (e ovviamente fermarsi per allontanare il cibo dalla portata dei cani pare brutto, coglione!).

2 Ves’-Ka Gan

È un attimo. Roland salta fuori dal pick-up della signora Tassenbaum ma la gamba con l’agra secca gli cede, Jake è veloce, PURTROPPO, e salta a sua volta dal pick-up, riesce a frapporsi tra King e il minivan restando schiacciato. King è salvo, con fratture varie ma salvo. Jake no. Jake muore. Oy ulula dal dolore. Roland seppellisce Jake; poi la signora che li aveva aiutati, che nel frattempo era tornata indietro, è tornata a prendere Roland ed Oy per aiutarli ad andare a New York. (Jake prima di morire le ha lasciato qualche istruzione).

3 New York di nuovo (Roland mostra i documenti)

Roland lascia Oy e la signora nello stesso parco dove si era fermata Susannah-Mia, il parco con la statua della tartaruga. Roland entra da solo in quella palazzina per lui enorme, (per noi un semplice grattacielo), molto simile alla Torre: è la sede amministrativa della Tet Corporation. Sede fondata da Cullum, Deepneu e il padrino di Susannah. I primi due sono morti, l’ultimo no ed è chiaramente un pistolero. Lì dentro viene custodita la rosa. Dopo un lungo, ma non troppo, conciliabolo, Roland verrà accompagnato al Dixie Pig dove c’è la porta che condurrà lui ed Oy in un altro luogo.

4 Fedic (visuale doppia)

Roland, grazie al fiuto di Oy, che ha seguito l’odore lasciato da Jake, attraversa il Dixie Pig e giunge a Fedic dove si trova Susannah. Susannah sa che Jake non c’è, lo ha percepito quand’è successo la tragedia, non era sicura, ma ora lo sa. Susannah racconta a Roland di Sheemie, morto per uno stupido taglio al piede, e di come lei e gli altri siano giunti fin lì e di come invece altri siano andati per la loro strada. Roland racconta a Susannah com’è successo, come è morto suo figlio perché Jake non era più semplicemente “il ragazzo” ma suo figlio. Oy, beh, Oy non parla più. Alla fine del capitolo vediamo King che ha scritto un altro capitolo della Torre e che si giustifica per la morte di Jake, perché lui li voleva tutti fino alla fine ma la canzone è più forte di lui, e la canzone gli dice che Jake è morto. Così è, diciamo grazie, diciamo bomba di Dio, o Discordia.

PARTE QUARTA: Le bianche lande di Empathica – DANDELO

1 La cosa sotto il castello

Roland, Susannah e Oy riprendono il loro viaggio, questa volta per uscire da quel luogo infernale. Ad un certo punto si rendono conto che vengono seguiti da un mostro, un mostro enorme e molto affamato che, per loro fortuna, ha paura del fuoco e della luce. Così, grazie ad un paio di barattoli di sterno trovati a Fedic, diciamo grazie, riescono a sfuggirgli.

2 In Badlands Avenue

Il cammino dei nostri 3 amici continua. L’unica cosa di cui ora si devono preoccupare è il gelo. Quello che ti penetra dentro, ma che non ti uccide. Questo per un mese almeno ma alla fine vedono un po’ di neve, vedono il verde degli alberi, vedono un po’ di vita.

3 Il castello del Re Rosso

Roland, Susannah e Oy arrivano a quello che fu il castello del Re Rosso dove ci sono 3 tipi strani ad aspettarli. Questi tipi hanno assunto l’aspetto di sai King e portano con sé due ceste di vimini: cibo caldo in una, maglioni e biancheria pesante nell’altra; e hanno per loro delle notizie: il Re Rosso è pazzo, e si è ucciso. Uccidendosi però è ancora in vita, è un dis-morto: se Roland lo avesse colpito con una delle sue pistole allora sarebbe morto veramente ma uccidendosi tagliandosi la gola lo ha portato ad uno stato di non vita-non morte per cui è immune alle pistole di Roland. È andato alla Torre ma non vi può salire in cima senza un sigul dell’Eld, e quindi sta aspettando Roland. Roland aveva avvertito Susannah che prima della vittoria la tentazione sarebbe stata alta e all’ultimo Susannah ha capito e ha finalmente visto cosa realmente contenvano quelle ceste: serpenti in una, carne putrescente nell’altra. Due tizi sono stati fatti fuori in velocità. Uno è stato tenuto in vita per trasmettere a Mordred un messaggio da parte di Roland: stanne fuori o ti ucciderò. Susannah, Roland ed Oy proseguono il cammino ed in lontananza sentono le urla di quello lasciato in vita: Mordred è arrivato e si è nutrito.

4 Pelli

Finalmente Roland e Susannah trovano della selvaggina, ottima non solo per il cibo ma anche per le pelli da potersi mettere addosso e sopravvivere così al freddo.

5 Joe Collins di Odd’s Lane

I nostri amici arrivano di fronte ad una strada: Odd’s Lane di qua, Via Torre Nera di là. Ma su Odd’s Lane c’è una casa con un camino e del fumo che esce. Esce pure un vecchietto che sembra molto simpatico, molto gentile. Tutti si fidano, entrano in casa, mangiano. A Susannah sembra che ci sia qualcosa che non vada, qualcosa di storpiato, come la cavalla di questo vecchio che sembrava avesse guardato Susannah con una sorta di ghigno. Ed effettivamente così  è. Susannah si assenta in bagno e riflette grazie ad un biglietto lasciato lì per lei da qualcuno (King) e oltre a capire, sente, sente che Oy sta abbaiando furiosamente e che Roland non sta ridendo a CREPAPELLE come prima ma si sta soffocando.

6 Patrick Danville

Il finto vecchio viene ucciso da Susannah. Subito dopo lei e Roland sentono dei lamenti (già percipiti in precedenza da Susannah) e trovano Patrick, un ragazzo di, forse, 17 anni che sa fare dei disegni meravigliosi e proprio tramite questi disegni racconterà loro la sua storia perché privato di lingua dal vecchio. Alla fine del capitolo arriva il robot che ogni tanto liberava la strada dalla neve e si scopre essere un buon robot. I nostri vecchi e nuovi amici così si incamminano verso la Torre. Mordred giunge in quella capanna ormai vuota e ormai anche ventenne.

PARTE QUINTA: Il campo rosso di Can’-Ka No Rey – INTROVATA

1 Pustola e porta (Addio, amore mio)

Eddie e Jake compaiono più volte nei sogni di Susannah per dirle che deve capire, che la soluzione ce l’ha davanti agli occhi. Susannah sa che non può accompagnare Roland fino alla Torre, sa che deve andarsene, ma non sa come. Poi un giorno l’illuminazione: Patrick non disegna semplicemente, Patrick può cambiare le cose, può farle scomparire e può farle apparire. Così Susannah gli descrive la porta Introvata che le permetterà di andare in un altro mondo, perché sa che è giusto così. Se ne va da sola, Oy sa che deve rimanere con Roland e anche Patrick resta con lui.

2 Mordred

L’ultima notte prima di raggiungere la Torre. Roland è stremato, stanco da morirne. Sa però che se si addormenta senza fare da guardia Mordred li attaccherà. Va da Patrick e cerca di fargli capire che deve rimanere sveglio. Patrick ci prova ma il Re Rosso canterà una ninna nanna che lo farà addormentare. Roland si sveglia grazie agli abbai di Oy e lì vede cosa sta accadendo: Oy sta combattendo con una forza inaudita, nonostante sia sotto le morse del ragno in una posizione innaturale. Oy stacca una zampa del ragno e quando ha la possibilità di scappare resta lì, ad aggredirlo ancora. Il mostro gli spezza la colonna vertebrale e lo lancia addosso ad un ramo spezzato dove verrà impalato. Roland uccide il mostro. Va da Oy per un ultimo saluto.

3 Il Re Rosso e la Torre Nera

Il Re Rosso è sul balcone della Torre che sta aspettando Roland. Le bocce che gli lancia non servono ad uccidere nessuno perché Roland le colpisce prima che giungano a destinazione. Il richiamo, la malia del Re, gli potrebbe far abbandonare il nascondiglio e andare senza protezioni verso la morte. Ma Roland resiste e ha un’idea: Patrick. Patrick può cancellare il Re Rosso. Inizia così il suo disegno più bello e dopo aver mescolato il sangue di Roland con il rosso dei petali di una rosa (vicino alla Torre ce ne sono molte) per fare alla perfezione gli occhi del Re Rosso, allora sì, può veramente cancellarlo, eliminarlo. Non del tutto però perché la gomma si finisce quando è il momento di cancellare gli occhi, ma va bene così, il Re Rosso è impotente. È giunto il tramonto, è giunta l’ora per Roland di entrare nella Torre.

EPILOGO: SUSANNAH A NEW YORK

Susannah è a Central Park dove gli ultimi sogni l’hanno sempre accompagnata. Eddie è lì, il suo Eddie. Lui sa che lei è Susannah, sa che stava per arrivare, sa che è già innamorato di lei ma non sa tante altre cose. Lei si sta già dimenticando del suo passato ma si ricorda quanto basta. Eddie vuole presentarle suo fratello: Jake, anche lui l’ha sognata parecchio negli ultimi tempi. E sappiamo che vissero felici, non per sempre, ma vissero felici.

CODA: TROVATA

King ci invita a fermarci per avere un po’ di felicità sapendo che Jake, Eddie e Susannah ora sono assieme e che tra poco li raggiungerà anche Oy. Ma noi andiamo avanti PERCHÈ VOGLIAMO FARCI DEL MALE.

Roland entra. Ogni porta all’interno della Torre corrisponde ad una tappa importante della sua vita. Roland arriva all’ultima porta e lì ha la rivelazione: è già stato lì, c’è stato un sacco di volte, ogni volta come se fosse la prima perché ogni volta si dimentica della volta passata. Forse, forse questa volta è diverso perché quando viene catapultato fuori dalla Torre ha il corno che aveva dato a Cuthbert mentre le altre volte non ce lo aveva e quindi forse un po’ di speranza c’è, forse. Fatto sta che la storia riprende:

L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.

RECENSIONE CON SPOILER

Inutile dirvi quanto ho pianto. La morte del Père ce la potevamo aspettare, la situazione dentro al Dixie Pig era troppo drammatica, troppi cattivi e troppo pochi buoni ma gli altri? Sono morti tutti, TUTTI! Eddie muore quando meno ce lo aspettiamo. Per carità, King in un modo o nell’altro ci aveva avvisato in tutti i modi, mi ricordo per esempio che nel libro precedente c’era una cosa che Eddie voleva chiedere a Roland, alla fine questa cosa non gliela chiede e King ci dice “e i due non avranno mai tempo di parlare di questo, la morte li separerà” (una cosa simile), poi il ka-shume e con il ka-shume ragazzi sappiamo che qualcuno muore ma non ci sembra vero. Ma ancora, non contento King ci lascia quest’altro indizio:

Ve li voglio mostrare così; voglio che li vediate molto bene. D’accordo? Sono riuniti intorno alla Gran Turismo di Suzie, si abbracciano in celebrazione della vittoria. Ve li faccio vedere così non perché abbiamo vinto una grande battaglia – e non uno di loro è così ingenuo da pensarlo – ma perché ora sono ka-tet per l’ultima volta. La storia della loro fratellanza finisce qui, su questa Main Street posticcia e sotto questo sole artificiale; il resto della storia sarà breve e brutale in confronto di tutto quello che è accaduto prima. Perché quando il ka-tet si spezza, la fine giunge sempre veloce.

Diciamo dispiacere.

Cioè capite? Ce lo dice, ce lo dice chiaramente. Quindi, la battaglia va a gonfie vele, sono tutti morti, i pistoleri danno i colpi di grazia finali e PUM Eddie ci rimane secco. Eddie viene colpito da un moribondo all’occhio??? Ma stiamo scherzando?? Ma perché? Più avanti King dirà che è la canzone della tartaruga che gli fa scrivere tutto ciò, che lui voleva che andasse diversamente..resta a voi credere o meno alla canzone.

Non abbiamo nemmeno il tempo di renderci conto della morte di Eddie che muore Jake e come? Per salvare un coglione (KING!!!) che merita tutt’altro che la vita in quel libro! Jake muore per la seconda volta! Cioè ragazzi, King ci fa affezionare a Jake, ce lo fa morire, poi ci fa riaffezionare a lui per poi farlo morire di nuovo. Qui tocchiamo i fondi del sadismo.

Poi non mi è piaciuta la fine di Susannah. È sembrato che King non sapesse cosa farne e basta, la facciamo passare per una porta che così raggiunge Eddie e Jake. Ma veramente? Mi sono letta 7 volumi, e tu, ora, alla fine, quando manca poco per arrivare alla Torre mi elimini così una protagonista che è riuscita ad arrivare fin qui pur essendo senza gambe? Ma questo è da presa per il culo, questo fa incazzare, fa incazzare di brutto credetemi.

Parliamo di Oy? Allora io ODIO chi mi mette degli animali all’interno dei libri e poi me li fa morire. Ma perché? Perché? Qual è lo scopo? Far soffrire chi legge? Ma aspettate perché prima di morire comunque Oy ci fa soffrire come non mai perché ha perso Jake e ulula, ulula e viene descritto così bene da quel maledetto King (niente di personale King) che ci stiamo pure peggio; ma non è finita, noooo, perché Oy smette di parlare, lo ripeto, SMETTE DI PARLARE. Una parolina qua e là, per caso, ma non sarà più Oy come lo abbiamo conosciuto, come lo abbiamo amato, e ogni volta che vedremo il suo nome sarà una fitta al cuore. E credete che sia finita qui? No, certo che no. Roland tratta male Oy la sera della sua morte, poco prima della sua morte. E quando Oy sta morendo pronuncia Olan e (cazzo, sto piangendo) è struggente. È una cosa bruttissima, straziante, credetemi.

Tocchiamo il tema Mordred, parliamone. King ci parla di un super mostro cazzuto, super intelligente, che legge nella mente, che in un secondo succhia il sangue della sua cenetta, un sacco di cose fighe e muore subito? Ovviamente prima mi ammazza Oy, certo, per poi nel giro di un secondo morire da un colpo di pistola di Roland? Per carità, ormai erano tutti morti, mica poteva morire anche Roland ma, un semplice colpo di pistola? Sul serio? Un libro intero di 700 e passa pagine in cui ci viene descritta la sua grandezza e muore in sta maniera? Rido. Ah no, è appena morto Oy, per il cazzo, piango.

Il Re Rosso. Ho trovato un po’ di analogie con il Signore degli Anelli ogni volta che si toccava l’argomento Re Rosso, e non è una critica. Mi è dispiaciuto saperlo pazzo, saperlo confinato in un balcone della Torre, e saperlo stupido: ti pare che ti metti a lanciare della semplici bocce contro Roland? Sarà anche normale che te le faccia fuori appena le scagli contro di lui no? Però ragazzi geniale il potere di Patrick di creare e cancellare cose. Cancellare il Re Rosso è stato un colpo di genio, qui ho riconosciuto il vero King. Il King scrittore del volume 2, 3, 4, 5 e 6. Qui ho di nuovo pronunciato “cazzo sei un fottuto genio King”, ma solo qui. Tenere gli occhi, che sono gli stessi occhi che vediamo nel quadro fatto da un certo Patrick, che sono gli stessi occhi che certe volte compaiono in sogno a qualcuno..geniale. Peccato che anche lui non abbia rispettato le aspettative che mi ero fatta.

La fine, parliamo della fine. CHE SCHIFO! Non c’è una fine. 7 volumi, mesi della mia vita dedicati a questa lettura, lacrime, più di 3000 pagine lette e non c’è una fine? Ma la cosa peggiore è la fine di Roland: Roland è destinato a soffrire SEMPRE, ogni giorno della sua vita. Lui non si ricorderà mai il suo percorso, le vite che ha stroncato, l’amore che ha provato per dei nuovi amici, per lui sarà sempre la prima volta. E lo sapevamo fin dal primo libro: quando Walter tiene conciliabolo con Roland gli parlerà della morte, ma non per te, pistolero. E potevamo arrivarci no?

Come ho detto sopra, non posso dire che il libro sia brutto o che non mi sia piaciuto. Logicamente avrei preferito che restassero tutti in vita ma anche no. Mi spiego: il finale perfetto dal mio punto di vista era composto dalla presenza di tutti i pistoleri (Oy alla fine è un pistolero) di fronte all’ultima porta della Torre. E lì non mi interessava nulla sapere cosa c’era una volta aperta quella aperta, sul serio, lì potevano morire tutti perché così sarebbe stato giusto. Si sono macinati chilometri, hanno sofferto la fame, il freddo, il caldo, la malattia..perché non dare a tutti la possibilità di vedere la Torre? Perché non farli morire tutti ma FELICI? Perché? Credo che King si sia nascosto dietro la canzone della tartaruga, credo che King non abbia avuto le palle di scrivere un finale diverso, ha preferito far morire tutti e male nascondendosi dietro a “è stata la canzone a dirmelo, io volevo che tutti vivessero”. Beh King, lo scrittore sei tu, tu puoi decidere se i tuoi personaggi vivono o muoiono. Possono benissimo morire ma trova un modo degno di far morire la gente dopo tutto quello che hanno passato no? E non venire a scrivere che volevi che andasse in un altro modo perché sei tu il padrone del tuo pc, della tua carta, della tua penna, del tuo intelletto e della tua fantasia. Prenditi le responsabilità di dire “ho ucciso tutti perché mi andava così”. Avresti fatto più bella figura, King.

Vi lascio con una frase di Roland, indirizzata a King:

“No”, confessò Roland, “non mi è piaciuto. Per niente. Una persona di cui non ci si può fidare. Ho conosciuto altri narratori, Jake, e sono tutti, chi più e chi meno ritagli della medesima stoffa. Raccontano storie perché hanno paura della vita.”

eri gibbi

Teaser Tuesday #4

Buuuuongiorno amici lettori!! Siete sazi?? Avete scartato regali librosi??? Io siiiii ma magari farò un articolo a riguardo!! 😉

Vi annuncio che la vigilia di Natale sono riuscita a terminare la saga della Torre yeeee. Non esultate troppo miei cari perché oggi vi lascio l’ultimo Teaser Tuesday di questa serie BUAHAHAHAHAHA.

Le regole sono le suddette:

  1. Prendi il libro che stai leggendo.
  2. Aprilo ad una pagina a caso.
  3. Condividi un estratto di quella pagina.
  4. Occhio agli spoiler! Assicurati di non dire troppo (nuooooooo).
  5. Riporta titolo ed autore, così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dal teaser.

Da La Torre Nera (VII volume della saga La Torre Nera) di Stephen King.

Anche Patrick avvertì il cambiamento. La pulsazione diventò suadente. E conteneva delle parole, adesso, parole che smussarono il suo fervore creativo. Tracciò un’altra linea, sostò, poi posò la matita e si mise a contemplare la Vecchia Madre, che gli sembrava pulsare allo stesso ritmo delle parole che sentiva nella testa, parole che Roland avrebbe riconosciuto. Solo che questa volta a cantarle era una voce di vecchio, tremolante ma dolce:

Bimbo caro, bimbo bello,

Va alla nanna un altro giorno.

Sogni dolci, sogni d’oro,

sogna frutti nel cestello.

Bimbo caro, bel bambino,

Porta tanti frutti grassi

Chussit chissit chassit!

Da riempire il tuo cestino!

La testa di Patrick barcollò. I suoi occhi si chiusero… si aprirono… si chiusero lentamente di nuovo.

Da riempire il mio cestino, pensò, e dormì nella luce del fuoco.

Bene ragazzi, in settimana dovrei scrivervi la recensione di questo ultimo libro..è un po’ triste finire una serie che mi ha accompagnata per mesi..ma questa è un’altra storia. Che dite di questo teaser? Fatemi sapere qui sotto che libro state leggendo con un bel teaser vostro! 😉

A presto.

eri gibbi

Teaser Tuesday #3

Buongiorno amici. Non so bene come iniziare questo post per via di quello che è successo a Berlino e che come sempre mi lascia con la tristezza addosso. Farò quello che ormai è già diventata un’abitudine per me: il Teaser Tuesday. Fare le proprie cose come d’abitudine è quello che forse ci fa sentire meglio..

Regole:

  1. Prendi il libro che stai leggendo.
  2. Aprilo ad una pagina a caso.
  3. Condividi un estratto di quella pagina.
  4. Occhio agli spoiler! Assicurati di non dire troppo (nuooooooo).
  5. Riporta titolo ed autore, così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dal teaser.

Come d’abitudine Torre Nera sia..ma in settimana mi sa che arriva una sorpresa per voi…. 😉

Da La Torre Nera (VII volume della saga La Torre Nera) di Stephen King.

“So che cosa vuol dire! Quel Gore, quel suo fare da furbetto!” La signora Tassenbaum annuiva con entusiasmo, così Chip decise di calcare un po’ la mano. Non gli costava niente. “I capelli, per esempio… Come ci si può fidare di un uomo che si impiastriccia in quel modo in…”

Fu allora che suonò la campanella della porta. Chip guardò. Vide. E si congelò. Da Quel Giorno, ne era passata di acqua sotto i ponti, ma Wendell “Chip” McAvoy riconobbe l’uomo che aveva provocato tutto quel disastro nell’attimo stesso in cui varcò la soglia del suo negozio. Certe facce non si dimenticano e non aveva sempre saputo, nell’angolino più segreto del cuore, che l’uomo dai terribili occhi azzurri non aveva finito il suo lavoro e sarebbe tornato?

Tornato per lui?

Nel Teaser Tuesday precedente vi avevo detto che dovevo assolutamente finire questa serie per scoprire cosa succedeva, beh ragazzi, sappiate che mi sono pentita di averlo pensato, detto e scritto. (E comunque no, non l’ho ancora finita, mi mancano ancora 250 pagine!).

Fatemi sapere se almeno vi sto intrippando un po’ con questa Torre! 😉 e fatemi leggere qualche vostro teaser di libri che state leggendo o che avete appena finito! Sapete che sono curiosa e alla ricerca di libri sempre nuovi da aggiungere alla mia li(bri)sta! 😉

A presto!

eri gibbi